Milano

Precedenti Storici

I precedenti con l’Olimpia Milano (considerando il passato dell’Auxilium) ci vede nettamente sfavoriti, in serie A1 l’abbiamo incontrata 40 volte con il risultato di 15 vittorie e 25 sconfitte, in serie A2 4 volte con 4 sconfitte ed in Coppa Italia altre 4 volte con 2 vittorie e 2 sconfitte. Maggior scarto in A1 il 29/01/1989: Ipifim Torino-Philips Milano 100-90 Minor scarto in A2 il 25/04/1975: Saclà Asti-Innocenti Milano 57-69 e il 16/01/1077 China Martini Torino-Cinzano Milano 84-96. Maggior scarto in Coppa Italia il 12/09/1989: Ipifim Torino-Philips Milano 130-108. L’Auxilium attuale vanta 4 incontri disputati con 1 vittoria ed 3 sconfitte: 01/11/2015: Manital Torino-EA7 Armani Milano 85-83.

Squadra

La passata stagione, a differenza della precedente, si rivela abbastanza deludente anche in Italia. L’Olimpia non riesce a vincere il suo 28° titolo italiano (la stagione regolare chiusa in prima posizione con un bilancio di 23 vittorie e 7 sconfitte, ma eliminata da Trento in semifinale play-off), vince la finale di Coppa Italia con la Dinamo Sassari e vince la finale della Supercoppa italiana contro la Reyer Venezia mentre in Euroleague termina desolatamente all’ultimo posto. Si decide così ad una ennesima rivoluzione, iniziano dalla conduzione tecnica, via coach Jasmin Repesa sostituito da Simone Pianigiani (Apoel Jerusalem-Israele), via Alessandro Gentile (Virtus Bologna), Bruno Cerella (Reyer Venezia), Kruslav Simon (Anadulu Efes Instanbul-Turchia) Jamel McLean (Olympiacos Pireo-Grecia), Milan Macvan (Bayern Monaco-Germania), Sanders Rakim (Barcellona-Spagna), Miroslav Raduljica (Jangsu Dragons-Cina), Richy Hickman (Brose Bamberg-Germania), Andrea Amato (verona-A2), Davide Toffali (Virtus Imola-A2), Samuele Gardini (Bernareggio-Serie B) ed il 21/11/2017 Zoran Gragic (Anadulu Efes Instanbel-Turchia), sono rimasti Andrea Cinciarini, Simone Fontecchio, Davide Pascolo, Awudu Abass, Andrea La Torre (rientro da Treviso-A2), Mantas Kalnietis, Kaleb Tarczewski mentre sono arrivati Andrew Goudelok (Maccabi Tel Aviv-Israele, Vladimir Micov (Galatasaray Instanbul-Turchia), Amatk M’Baye (Brindisi-A1), Jordan Theodore (Banvit-Turchia), Patric Young (Olympiakos Pireo-Grecia), Cory Jefferson (Alaska Aces-Filippine), Dairis Bertains (Darussafake Instanbul-Turchia), Artunas Gudaitis (Lietuvos Rytas Vilnius-Lituania) e Marco Cusin (Avellino-A1). Ultimamente (il 06/11/2017) a questo imponente roster, è stato aggiunto Curtis Jerrels (Hapoel Gerusalemme-Israele) e dirottato in prestito a Cremona Simone Fontecchio il 6/12/17

Una stagione da dimenticare per le scarpette rosse. Due trofei portati a casa, ma negli occhi rimangono l’ultimo posto in Eurolega e la prematura uscita in semifinale scudetto con Trento. Risultati poco soddisfacenti per Proli e Portaluppi, che hanno optato per l’ennesimo anno zero riportando in Italia Simone Pianigiani e mettendogli fra le mani una fuoriserie (per l’Italia) da oliare alla perfezione. Andrew Goudelock e Jordan Theodore sono una coppia di esterni tremenda per le difese avversarie, con il MiniMamba libero di attaccare palla in mano e l’ex Banvit a gestire il gioco e a rompere le difese con le sue penetrazioni, senza dimenticarci di Zoran Dragic. Bertans è uno scorer solido ma sa anche essere molto di più di questo, gli equilibratori M’Baye e Micov possono prendere in mano la partita quando vogliono. Sotto canestro Gudaitis ha dimostrato già la sua utilità, mentre nutre ancora qualche riserva Cory Jefferson, non propriamente perfetto nelle prime uscite stagionali, in attesa del rientro di Patric Young. Ma Pianigiani si aspetta un apporto anche dagli azzurri Pascolo, Cusin, Fontecchio, Cinciarini e Abass, per una stagione che sarà lunghissima. Non si potrà arrivare con le energie al minimo quando ci si gioca tutto, il ricordo dello scorso anno è ancora vivo in tutti.

Società     

La squadra nacque su iniziativa del Conte Borletti che la considerava una specie di dopolavoro aziendale. Secondo le cronache dell’epoca il club sarebbe stato fondato nel 1930 ma anni dopo il presidente storico Adolfo Bogoncelli decise che la data corretta era 1936. Oggi il 1936 è riportato nel logo della società sotto la scritta Olimpia. La data coincide con quella del primo scudetto. La storia della Società, può essere riassunta, in poche righe, con una serie di successi che ne hanno caratterizzato l’intero periodo. È la squadra più titolata d’Italia e una delle più vincenti in Europa. Vanta infatti: 27 scudetti, 6 Coppe Italia, 2 Supercoppa Italiana e, a livello internazionale, 3 Coppe dei Campioni e altrettante Coppe delle Coppe, 2 Coppe Korac e una Coppa Intercontinentale.

 1930 · Fondazione del Dopolavoro Borletti con sede a Milano.

1931 · 4ª nel girone piemontese-lombardo in Prima Divisione.

1932· 3ª in Divisione Nazionale.

1933· 3ª in Divisione Nazionale .

1934·  2ª in Divisione Nazionale.

1935 · 3ª nel girone A di prima fase in Divisione Nazionale.

1935-36· Campione d’Italia (1º titolo).

1936-37· Campione d’Italia (2º titolo).

1937-38· Campione d’Italia (3º titolo).

1938-39· Campione d’Italia (4º titolo).

1939-40 · 7ª in Serie A.

1940-41 · 2ª in Serie A.

1941-42 · 5ª in Serie A.

1942-43 · 5ª in Serie A.

1945-46 · 4ª nel girone finale nord A di Serie A.

1946-47· 4ª nel girone eliminatorio I di Serie A.

1947 · Si fonde con la Triestina Milano, diventa Pallacanestro Olimpia Milano.

1947-48 · 3ª nel girone finale di Serie A.

1948-49 · 3ª in Serie A.

1949-50·  Campione d’Italia (5º titolo).

1950-51·  Campione d’Italia (6º titolo).

1951-52·  Campione d’Italia (7º titolo).

1952-53·  Campione d’Italia (8º titolo).

1953-54·  Campione d’Italia (9º titolo).

1954-55 · 3ª in Serie A.

1955-56 · 2ª in Elette.

1956-57·  Campione d’Italia (10º titolo).

1957-58·  Campione d’Italia (11º titolo).

1958-59·  Campione d’Italia (12º titolo).

1959-60 ·  Campione d’Italia (13º titolo).

1960-61 · 3ª in Elette.

1961-62 · Campione d’Italia (14º titolo).

1962-63 · Campione d’Italia (15º titolo).

1963-64 · 2ª in Elette.

1964-65 · Campione d’Italia (16º titolo).

1965-66 · Campione d’Italia (17º titolo). Vince la Coppa dei Campioni (1º titolo).

1966-67 · Campione d’Italia (18º titolo). Finale di Coppa dei Campioni.

1967-68 · 4ª in Serie A.

1968-69 · 2ª in Serie A. Ottavi di finale di Coppa Italia.

1969-70 · 2ª in Serie A. Finale di Coppa Italia.

1070-71 · 2ª in Serie A, perde lo spareggio scudetto. 3ª in Coppa Italia. Vince la Coppa delle Coppe (1º titolo).

1971-72 · Campione d’Italia (19º titolo). – Vince la Coppa Italia (1º titolo). – Vince la Coppa delle Coppe (2º titolo).

1972-73 · 2ª in Serie A, perde lo spareggio scudetto. – Quarti di finale di Coppa Italia.

1973-74 · 2ª in Serie A. – Quarti di finale di Coppa Italia.

1974-75 · 3ª in Serie A1, 3ª nella Poule scudetto.

1975-76 · 11ª in Serie A1, 3ª nella Poule classificazione A, retrocessa in Serie A2. – Vince la Coppa delle Coppe (3º titolo).

1976-77 · 1ª in Serie A2, promossa in Serie A1.

1977-78 · 6ª in Serie A1, 4ª nella Poule scudetto B.

1978-79 · 5ª in Serie A1, finale dei play-off scudetto.

1979-80 · 1ª in Serie A1, semifinali dei play-off scudetto.

1980-81 · 2ª in Serie A1, semifinali dei play-off scudetto.

1981-82 · 3ª in Serie A1, Campione d’Italia (20º titolo).

1982-83 · 2ª in Serie A1, finale dei play-off scudetto. – Finale di Coppa dei Campioni.

1983-84 · 1ª in Serie A1, -  finale dei play-off scudetto. – Semifinali di Coppa Italia. – Finale di Coppa delle Coppe.

1984-85 · 2ª in Serie A1, campione d’Italia (21º titolo). – Quarti di finale di Coppa Italia.

Vince la Coppa Korac (1º titolo).

1985-86 · 1ª in Serie A1, campione d’Italia (22º titolo). – Vince la Coppa Italia (2º titolo).

1986-87 · 4ª in Serie A1, campione d’Italia (23º titolo). – Vince la Coppa Italia (3º titolo). – Vince la Coppa dei Campioni (2º titolo).

1987-88 · 2ª in Serie A1, finale dei play-off scudetto. – Vince la Coppa Intercontinentale (1º titolo). – Ottavi di finale di Coppa Italia. – Vince la Coppa dei Campioni (3º titolo).

1988-89 · 5ª in Serie A1, campione d’Italia (24º titolo). – Semifinali di Coppa Italia.

1989-90 · 10ª in Serie A1, ottavi di finale dei play-off scudetto. 2ª nel girone A degli ottavi di finale di Coppa Italia.

1990-91 · 1ª in Serie A1, finale dei play-off scudetto. Finale di Coppa Italia.

1991-92 · 3ª in Serie A1, quarti di finale dei play-off scudetto. Quarti di finale di Coppa Italia.

1992-93 · 2ª in Serie A1, quarti di finale dei play-off scudetto. – Ottavi di finale di Coppa Italia. – Vince la Coppa Korac (2º titolo).

1993-94 · 5ª in Serie A1, quarti di finale dei play-off scudetto.- Ottavi di finale di Coppa Italia.

1994-95 · 4ª in Serie A1, semifinali dei play-off scudetto. 3ª in Coppa Italia. Finale di Coppa Korac.

1995-96 · 5ª in Serie A1, campione d’Italia (25º titolo). – Vince la Coppa Italia (4º titolo). – Finale di Coppa Korac

1996-97 · 4ª in Serie A1, quarti di finale dei play-off scudetto. Finale di Supercoppa Italiana.

3ª in Coppa Italia.

1997-98 · 6ª in Serie A1, ottavi di finale dei play-off scudetto. Semifinali di Coppa Italia.

Finale di Eurocoppa.

1998-99 · 5ª in Serie A1, quarti di finale dei play-off scudetto. Ottavi di finale di Coppa Italia.

1999-00 · 13ª in Serie A1, quarti di finale dei play-off scudetto.

2000-01 · 15ª in Serie A1. 3ª nel girone H della fase a gironi di Supercoppa Italiana.

2001-02 · 17ª in Serie A.

2002-03 · 5ª in Serie A, ottavi di finale dei play-off scudetto. – Quarti di finale di Coppa Italia.

2003-04 · 10ª in Serie A.

2004-05 · 4ª in Serie A, finale dei play-off scudetto. – Quarti di finale di Coppa Italia.

2005-06 · 7ª in Serie A, quarti di finale dei play-off scudetto. – Quarti di finale di Coppa Italia.

2006-07 · 2ª in Serie A, semifinali dei play-off scudetto. – Semifinali di Coppa Italia.

2007-08 · 5ª in Serie A, semifinali dei play-off scudetto.

2008-09 · 6ª in Serie A, finale dei play-off scudetto.

2009-10 · 3ª in Serie A, finale dei play-off scudetto. – Quarti di finale di Coppa Italia.

2010-11 · 3ª in Serie A, semifinali dei play-off scudetto. – Quarti di finale di Coppa Italia.

2011-12 · 2ª in Serie A, finale dei play-off scudetto. – Semifinali di Coppa Italia.

2012-13 · 4ª in Serie A, quarti di finale dei play-off scudetto. – Quarti di finale di Coppa Italia.

2013-14 · 1ª in Serie A, campione d’Italia (26º titolo). – Quarti di finale di Coppa Italia.

Play-off di Eurolega.

2014-15 · 1ª in Serie A, semifinale dei play-off scudetto. – Finale di Supercoppa Italiana.

Finale di Coppa Italia – Top 16 di Eurolega.

2015-16 · 1ª in Serie A, campione d’Italia (27° titolo).Vince la Coppa Italia (5º titolo). 6° girone di qualificazione Eurolega -  Finale di Supercoppa Italiana.

2016-17 · 1ª in Serie A, semifinale dei play-off scudetto. – Vince la  Supercoppa Italiana (1° Titolo) – Vince la Coppa Italia (6° titolo) – 16° in Euroleague.

2017-18 ·… in Serie A – …in Eurolega -  Vince la  Supercoppa Italiana (2° Titolo)

Posizione

Milano città principale della Lombardia, capoluogo dell’omonima città metropolitana e della regione Lombardia, di oltre 1.342.000 abitanti. Situato a 123 mt.s.m. in una regione piatta, solcata dai fiumi Olona e Lambro a pochi Km. dalle colline della Brianza. Secondo comune italiano per numero di abitanti, tredicesimo comune dell’Unione Europea e diciannovesimo del continente e, con l’agglomerato urbano, terza area metropolitana più popolata d’Europa dietro Londra e Parigi.

Storia

Centro dei Galli Insubri, fondata nel 400 a.C., fu importante sia come centro commerciale che strategico. Nota ai Romani sin dal sec.III e chiamata Mediolanum (nome di origine celtica “paese in mezzo alla pianura”), fu conquistata da questi nel 222 a.C. e stabilmente assogettata a Roma nel 196 a.C., dopo che Insubri e Boi,  che avevano aiutato Annibale, furono sconfitti presso il Mincio (197). Nel 89 ottenne lo ius Latii minus, nel 49 divenne municipio e poi, sotto gli Antonini, colonia. Cresciuta rapidamente, divenuta il maggior centro commerciale, industriale e culturale dell’Italia Settentrionale, fu sede imperiale temporanea con Massimiliano e definitiva con Diocleziano (292), finchè Onorio non trasferì la sede a Ravenna (404). Cristianizzata tra il sec. I e II, la diocesi di Milano svolse un importante ruolo nella lotta contro l’Arianesimo con S.Ambrogio. Il grande benessere che attraverso lo sviluppo commerciale era venuto a Milano dal ruolo politico assunto sotto Diocleziano, fu interrotto dalle invasioni barbariche. Distrutta nel 539 dai Goti e tormentata ancora durante il primo periodo dell’invasione longobarda, la città si riprese per opera dei suoi Vescovi, che disimpegnarono la cura dell’amministrazione. Il Conte, la cui presenza è segnalata nei tempi carolingi, scomparve con il prevalere dell’Arcivescovo nel governo; ma intanto fieri contrasti sociali nascevano tra nobili primari (capitanei) e secondi militari (valvassores) e poi tra i due ceti nobili alleati e la borghesia che si faceva forte degli ideali di rigenerazione religiosa (pataria). I contrasti toccarono il punto drammatico al tempo dell’Arcivescovo Ariberto da Intimiano (1018), tra l’opposizione dei valvassori all’arcivescovo e quella di costui alleati all’Imperatore, tra le vittorie e gli insuccessi, le fughe e i ritorni, si fece sempre più avanti il popolo milanese.  Una volta vittorioso sull’arcivescovo, il ceto popolare rinvigorì le sue aspirazioni contro la nobiltà, alimentandole anche con l’impegno della lotta religiosa. Protagonisti di questi nuovi scontri, furono da un lato l’arcivescovo Guido da Velati e dall’altro, a capo dei patarini, Landolfo Cotta, Arialdo da Cucciago ed Erlembardo Cotta. Esortato e favorito da Gregorio VII, Erlembardo governò la città con il titolo di gonfaloniere della Chiesa, ma la sua opera fu interrotta dalla sua morte (1075). Gli eventi successivi, videro il decadere della pataria a causa della defezione dei più potenti cives e la collaborazione di essi con l’arcivescovo in termini costituzionali, diede luogo  al consulatus civium, già in funzione nel 1097. Organo principale del comune, il consolato aveva esercizio amministrativo e giurisdizionale; i consoli erano eletti annualmente dai vari ceti e accanto a loro, era Il Consiglio (la cui origine vien fatta risalire al sec.VIII), organizzato in credentia di 800 membri. I fini mercantili della società comunale milanese, portarono naturalmente ad una politica ostile verso le città vicine (Lodi, Como e, poco più tardi, Cremona), nonché contro i feudatari della campagna. Questi interessi sono presenti anche nei primi tempi della lotta contro l’imperatore Federico I; ma essi cedono presto il luogo al più vitale bisogno dell’autonomia, sentito insieme con altre città lombarde. Costretta ad arrendersi (1158) e ad accettare la norma dell’approvazione imperiale all’elezione dei consoli, la città doveva percorrere tutto l’arco della terribile prova, fino a subire la distruzione nel 1161.  Ma la vittoria di Legnano (1176) e la pace di Costanza (1183), le garantirono giuridicamente il consolato in una situazione fatta nuova dallo sforzo comune dei ceti sociali a difesa della libertà cittadina. Dopo una nuova espansione commerciale, promossa ed insieme sancita con vantaggiosi trattati con le città vicine a difesa dei traffici, indebolitasi con la morte di Enrico VI l’autorità imperiale, si riaccesero le lotte interne; questa volta la borghesia, cosciente della sua forza, impose, con la formazione della Credenza di S. Ambrogio, la sua netta prevalenza di potere, costituendo un commune populi accanto e contro il vecchio commune militium. Ma l’evoluzione stessa del sistema comunale, con la connessa necessità di arginare i contrasti interni, portò alla creazione di un governo podestariale (1205). L’innovazione corrispose, nel tempo, all’inizio del più grande sviluppo demografico, economico e commerciale della città; dal 1179 la costruzione del Naviglio Grande, aveva creato la comunicazione tra il Ticino e l’Adda ed i fiorenti commerci venivano alimentati dall’industria dei metalli e della lana. La prosperità della borghesia aspettava ora, naturalmente, un’organizzazione politica capace di tutelare stabilmente la pacifica vita economica; cosicchè, favorito dalla Credenza di S. Ambrogio e cioè dalle corporazioni di mestiere, Martino Della Torre, capitano del popolo (1241) e podestà (1256-57), potè anche farsi dittatore per combattere Ezzelino da Romano e la vittoria di Cassano d’Adda, in effetti, gli fornì la motivazione per la sua Signoria. Ai Torriani, flo-angioini, succedette (dopo la vittoria di Desio), la signoria filo-ghibellina dei Visconti, che si affermò saldamente (dopo un effimero ritorno dei Torriani) con l’appoggio di Enrico VII (1311). Quando Azzone Visconti nel 1330 acquisì il titolo di dommus generalis, il comune era ormai tramontato e la signoria viscontea poteva inaugurare un programma di espansione politica contro gli Stati vicini e portare così con Giangaleazzo (duca dal 1395) la potenza milanese fino all’Italia Centrale e fino al Monferrato ed a Verona. L’inizio della fabbrica del duomo (1383), l’abbellimento della città, il rigoglio artistico e culturale, oltre che la potenza politica ed economica, contrassegnarono il governo signorile visconteo, fino alla crisi del 1447. Estintasi, infatti, con Filippo Maria la dinastia viscontea (1447), fu proclamata la Repubblica Ambrosiana. Nel 1450 Francesco Sforza assedia ed occupa la città instaurandovi la signoria sforzesca.  Il ducato fu allora coinvolto nelle guerre della Francia per l’espansione in Italia e vide alternarsi, con fortunose vicende, l’occupazione francese agli eredi degli Sforza (Ludovico il Moro, Massimiliano, Francesco II); subì anche la temporanea occupazione degli imperiali di Carlo V (1521-23). Morto Francesco II (1535), divenne dominio asburgico. La dominazione spagnola fu causa di grande decadenza economica della città, prostrata da guerre e pestilenze (1630), mentre la cultura cittadina fu tutelata dalle iniziative di Federico Borromeo.  Occupata, dopo un assedio di 6 mesi, dagli imperiali guidati da Eugenio di Savoia (1707), divenne possesso austriaco fino alla dominazione napoleonica, salvo un triennio di dominazione sabauda (1733-36). L’amministrazione asburgica, con Maria Teresa e Giuseppe II, e le riforme da essi introdotte, fecero prosperare l’economia milanese; nel corso del sec. XVIII si ebbe anche una fioritura, d’importanza nazionale ed europea, di studi storici e giuridici-economici e Milano divenne centro della cultura illuministica. Dopo la rivoluzione francese si formarono nella città alcuni gruppi repubblicani, mentre anche gli elementi moderati dell’aristocrazia erano scontenti dei rigidi metodi di governo dell’Arciduca Ferdinando; questi nel maggio 1796, si ritirò ed entrarono in Milano i Francesi trionfalmente accolti dalla popolazione. Le aspettative in loro riposte furono in parte deluse dalle requisizioni e dall’imposizione di un forte contributo di guerra, ma non per questo si esaurì il desiderio di rinnovamento, che andò spesso al di là delle intenzioni dei conquistatori. La municipalità fu rinnovata in senso democratico e si costituì l’Amministrazione Generale della Lombardia con pratiche funzioni di governo provvisorio sotto il controllo militare francese. Le richieste d’autonomia  dalla potenza occupante (contro la quale non mancarono disordini), il fermento repubblicano e le obiezioni della parte moderata, determinarono vivaci discussioni sulla sistemazione da dare alle regioni ed all’Italia; vi parteciparono esuli affluiti da varie zone della penisola con il loro contributo di esperienze e di cultura, cosicchè Milano divenne il principale centro di patriottismo italiano. Fu quindi capitale della Repubblica Transpadana (nov.1796) e della Cisalpina (luglio 1797), sotto la quale avvennero trasformazioni sociali e giuridiche, finchè attaccata dagli Austro-Russi, cadde in loro mano, dopo accanita resistenza (maggio 1799). Ebbe allora luogo una feroce reazione, ma di li a poco tornarono le truppe napoleoniche (giu.1800) e tornò alla sua funzione di capitale di organismi politici italiani sorti entro l’orbita francese, dapprima con la ricostituita Repubblica Cisalpina, poi con la Repubblica Italiana (1802) ed infine con il Regno Italico (1805), godendo di numerose opere pubbliche nel quadro di un intenso sviluppo economico. Tuttavia il malcontento, per le guerre imposte dall’espansionismo francese e per il peso fiscale, crebbe fino ad esplodere, subito dopo il crollo dell’Impero Napoleonico, nel tumulto del 20 Aprile 1814, con l’uccisione del ministro Prina. Il tentativo di costituire, nell’Italia Settentrionale, un regno autonomo dall’Austria e dalla Francia, fallì per la politica delle potenze vincitrici che riconobbero le pretese austriache sull’Italia; Milano entrò dunque a far parte del Regno Lombardo-Veneto, costituito con decreto imperiale del 7 Aprile 1815, divenendo sede del governo e della “congregazione centrale” di Lombardia. Nonostante queste formali istituzioni, l’oppressione e lo sfruttamento economico da parte dell’Austria furono evidenti e la città non tardò a manifestare segni di opposizioni, attraverso le congiure della Carboneria e dei Federati. Di qui la severa repressione austriaca, che si abbattè a più ondate, specialmente tra il 1818 e il 1824, contro patrioti quali il Pellico, il Maroncelli, il Confalonieri, l’Oroboni. Nel marzo 1848, dopo mesi di particolare tensione tra la popolazione e gli occupanti, alla notizia dei moti di Vienna, avvenne l’insurrezione generale, che si risolse  nella liberazione di Milano con la formazione  di un governo provvisorio e l’annessione al Regno di Sardegna, ma in seguito allo sfortunato andamento della prima guerra d’indipendenza, il 6 Agosto 1848 vi tornarono, guidati dal Maresciallo Radetzky, gli Austriaci. Vi restarono un decennio, alternando le repressioni delle attività patriottiche con qualche concessione. Il 5 Giugno 1859, per effetto della seconda guerra d’indipendenza, Milano con la Lombardia, fu annessa al Piemonte e nel 1861 entrò a far parte dello Stato Unitario Italiano. Terreno di confronto e di scontri tra le diverse forze operanti nella recente storia italiana, Milano vide i tumulti e la repressione del 1898, il sorgere del Fascismo nel 1919.