Umana Reyer Venezia

Precedenti Storici

I precedenti con la Reyer Venezia (considerando il passato dell’Auxilium) ci vede leggermente vincenti, in serie A1 l’abbiamo incontrata 16 volte con il risultato di 11 vittorie e 5 sconfitte, in serie A2 6 volte con 2 vittorie e 4 sconfitte ed in Coppa Italia altre 2 volte con 1 sconfitte ed un pareggio. Maggior scarto in A1 il 02/01/1983: Berloni Torino-Carrera Venezia 93-78. Maggior scarto in A2 il 15/01/1995: Francorosso Torino-Sab Benedetto Venezia 94-78. In Coppa Italia due partite con sconfitta a Torino: 05/09/1993: Francorosso Torino-Acqua Lora Venezia 57-77 e pareggio a Venezia con il punteggio di 83-83.

L’Auxilium attuale vanta 5 incontri di campionato con una vittoria: 05/11/2017: Umana Reyer Venezia-Auxilium Fiat Torino 91-96 e quattro sconfitte:16/10/2015: Manital Torino-Umana Reyer Venezia 62-84, oltre alla vittoria di Coppa Italia di questa stagione: Umana Reyer Venezia-Auxilium Fiat Torino 60-72.

 Squadra

Dopo lo “Scudetto” dello scorso campionato, alla Reyer non serviva certamente una “rivoluzione” e in tal senso la Società ha deciso di ritoccare il proprio roster e dopo la conferma di coach Walter De Raffaele, sono arrivate le conferme di Hroje Peric, Michael Bramos, Marquez Haynes, Stefano Tonut, Thomas Ress, ed  alle partenze di Melvin Eijm (Unic Kazan-Russia), Jamelle Hagins (Hafion Beledye-Turchia), Tyrus Mc Gee (Pistoia-A1), Julyan Stone (Charlotte Hornes-NBA), Jeremy Pargo (Shentzhen–Cina), Esteban Batista (Welcome-Uruguay), Ariel Filloy (Avellino-A1), Riccardo Visconti (Verona-A2), Michele Antelli (Orzinuovi-Serie B), Benjamin Ortner (Avellino-A1 e dal 15/12/17 Brescia-A1), Jeff Viggiano (Abbandono Attività), Martino Criconia (Giulianova-Serie B), Simone Bergamo (Jesolo-Serie C Gold), Giosua Pettenò (S.Vendemmiano-Serie C Gold), Federico Miaschi (Virtus Padova-Serie B), Vincenzo Taddeo (HSC Roma-A2), sono arrivati Dominique Johnson (Varese-A1), Michael Jenkins (Pistoia-A1), Mitchel Watt (Al Ahli Dubai-Israele), Andrea De Nicolao (Reggio Emilia-A1), Paul Biligha (Cremona-A1), Bruno Cerella (Milano-A1), Riccardo Bolpin (Recanati-A2), Thomas Kyzlink (JL Bourg en Bresse-Francia ceduto il 17/1/18 alla Mens Sana Siena –A2), Gediminas Orelik (Banvit-Turchia), vittima a gennaio di un grave infortunio e sostituito dal 29/1/18 da Austin Daye (Hapoel Gerusalemme-Israele) ed infine dal 29/11/18 è statro ingaggiato Marques Green (Avellino-A1) ceduto il 18/1/18 alla Aurora Jesi–A2).

Quando riesci a vincere tocchi il cielo con un dito. Quello che è successo alla Reyer lo scorso anno se lo aspettavano in pochi, e la Laguna è tornata tricolore dopo più di settant’anni. Ora però, dopo aver raggiunto l’apice, tocca la cosa più difficile: confermarsi. Per poterlo fare è stata costruita un roster a misura di Walter De Raffaele: tanto il talento distribuito fra i suoi esterni, con Dominique Johnson e Michael Jenkins ad impreziosire un reparto che può vantare un Marquez Haynes che, quando vuole, diventa devastante. Le conferme di Bramos e Tonut rappresentano delle alternative spettacolari, mentre l’innesto di Orellik può regalare solidità nei due lati del campo. Due nei nella costruzione della squadra: la mancanza di un playmaker puro, che nei piani sarebbe dovuto essere Julyan Stone (L’uomo che ha cambiato la squadra lo scorso anno) e un settore lunghi non propriamente enorme. Mitchell Watt e Paul Biligha hanno atletismo e verticalità, ma sono tutti da verificare ad altissimi livelli al fianco di Peric.

Società

Nel 1925 nasce all’interno della polisportiva Reyer la sezione pallacanestro, destinata a divenire in breve tempo, al pari di altri grandi sodalizi sportivi italiani, il settore trainante del sodalizio sportivo. Al piano superiore della Misericordia, nell’immenso salone caratterizzato da affreschi alle pareti, troverà spazio il campo da basket. La particolarità dell’edificio farà si che a tutt’oggi la Misericordia sia considerata uno dei templi della pallacanestro italiana per la sua unicità. Gli anni ’40 segnano il momento più alto della pallacanestro veneziana in quanto la Reyer vince due scudetti, nel ‘41/42 e nel 42/43. Viene vinto anche un terzo campionato, ma la Reyer non può fregiarsi del terzo scudetto consecutivo in quanto, per ragioni belliche, il torneo non è omologato. Nel 1948 la Reyer trionfa nel Trofeo Mairano, una manifestazione di altissimo prestigio che ha valore anche fuori dello stesso territorio nazionale.  Nei primi anni cinquanta, sono talmente numerosi i giocatori che la Reyer vince, con la seconda squadra, il campionato di Serie B e la Federazione si trova costretta a cambiare regolamento per evitare di trovarsi in Serie A due squadre dello stesso sodalizio. Dopo alcuni campionati non esaltanti, a causa di gravi problemi economici i granata si auto retrocedono in Serie C e da lì cominciano una esaltante rimonta, con gli Juniores cresciuti in casa, fino ad approdare nuovamente in Serie A nel 1964 dopo avere vinto un memorabile spareggio a Bologna contro l’Alcisa. Dal campionato successivo la Reyer riprende l’ascesa, prima richiamando a Venezia uno dei suoi più grandi giocatori prodotti, quel Toni Vianello che in giro per l’Italia è stato ribattezzato “Nane”, poi importando i primi campioni dall’estero che rispondono ai nomi prestigiosi di Djuric, Rajkovic, Sanford e Ubiratan. Con loro arrivano i primi sponsor che sono la Noalex, la Splugen, la Canon. Ma è con Steve Hawes che la Reyer fa il più importante salto di qualità ad inizio anni ’70 quando, in contemporanea, Lorenzo Carraro e Stefano Gorghetto rappresentano il meglio della produzione giovanile capace di conquistarsi innumerevoli maglie azzurre. La squadra che gravita sempre attorno alle primissime posizioni della massima serie porta ovviamente tanto entusiasmo e tanto pubblico. Così tanto che è indispensabile un nuovo palasport. All’Arsenale, in luogo dei forni del grande cantiere della Repubblica Serenissima, nasce il nuovo palasport. Ma visto che non è pronto nei tempi sperati, la Reyer è costretta ad andare a giocare a Vicenza per due anni, per ritornare con deroga per altre due annate alla Misericordia. Nel 1977 finalmente si aprono i portoni del PalArsenale, un impianto in grado di ospitare fino a 4000 persone e con questi anche i cordoni delle borse che schiudono le porte ai più forti campioni mai arrivati in laguna. Nei primi anni ’80 è Spencer Haywood, dominatore delle Olimpiadi del Messico con gli USA, ad approdare sulla Riva degli Schiavoni dove va a fare compagnia al super cecchino di Mostar Drazen “Praja” Dalipagic. La Reyer, nel frattempo vestita con i jeans Carrera, ritorna trionfalmente in A1 e, per la prima volta nella sua storia, conquista una finale europea in Coppa Korac. La squadra offre annate altalenanti. Si va dalla A1 alla A2 e viceversa con reiterata costanza. Quando i problemi di omologazione degli impianti diventano insuperabili la Reyer deve necessariamente attraversare il Ponte della Libertà e prendere il posto, al Palasport Taliercio di Mestre, fino a poco tempo prima occupato dalle squadre terrafermiere magistralmente create da Pieraldo Celada. Anche al Taliercio le annate sono altalenanti tra promozioni e retrocessioni e, appena dopo la dichiarazione di fallimento dell’inverno 1996, la squadra, allenata da Frank Vitucci e sospinta sul campo dall’infallibile Steve Burtt, vince l’ultima partita che la proietta in A1. Ma il successo viene vanificato dal fallimento. Nel 1998 la Reyer, che ha realizzato una fusione col Basket Chirignago, passa dalla C2, categoria dalla quale erano ripartiti, alla C1 e finalmente alla Serie B2 giocando anche un paio di anni all’Arsenale. La Reyer dopo reiterati tentativi, nel 2006 vince il campionato di B2 e nello stesso anno Luigi Brugnaro assume la presidenza della Società; i primi risultati del nuovo corso reyerino non tardano ad arrivare: nel 2008 la prima squadra maschile conquista la promozione in Legadue.  Nella stagione 2010/2011 l’Umana Reyer centra lo storico ritorno in serie A. Al termine della lunga battaglia legale estiva, la giustizia sportiva riconosce all’Umana Reyer il diritto a partecipare al massimo campionato in virtù del secondo posto conquistato nel campionato di Legadue. Da li in poi è un continuo miglioramento con il costante accesso ai play-off, alla partecipazione alla final eight di Coppa Italia sino alla stagione scorsa conclusasi con la vittoria nel Campionato Italiano e l’accesso alle Final Four di Champions League.

1925 · Fondazione della Reyer Venezia Mestre, sezione pallacanestro della Società Sportiva Costantino Reyer, con sede a Venezia.

1930 · 3ª nel girone finale del campionato di serie A

1931 – 3ª nel girone B di Divisione Nazionale.

1932 · 2ª nel girone C di Divisione Nazionale.

1933 · 2ª nel girone B di Divisione Nazionale.

1934 · 3ª nel girone B di Divisione Nazionale.

1935 · nel girone veneto, nel girone finale nord-est di Prima Divisione.

1936 · Finale qualificazione alle finali scudetto in Divisione Nazionale.

1936-37 · 4ª nel girone B di Divisione Nazionale.

1937-38 · 5ª in Serie A.

1938-39 · 6ª in Serie A.

1939-40 · 4ª in Serie A.

1940-41 · 4ª in Serie A.

1941-42 · Campione d’Italia (1º titolo).

1942-43 · Campione d’Italia (2º titolo).

1943-44 · Campione d’Italia, vittoria non omologata.

1945-46 · 1ª nel girone semifinale A di Serie A, 2ª nel girone finale.

1946-47 · 1ª nel girone III eliminatorio, 1ª nel girone semifinale B di Serie A, 3ª nel girone finale.

1947-48 · 1ª nel girone A di Serie A, 4ª nel girone finale. Vince la Coppa Mairano.

1948-49 · 5ª in Serie A.

1949-50 · 7ª in Serie A.

1950-51 · 4ª in Serie A.

1951-52 · 9ª in Serie A.

1952-53 · 5ª in Serie A.

1953-54 · 9ª in Serie A.

1954-55 · 9ª in Serie A.

1955-56 · 10ª in Elette.

1956-57 · 11ª in Elette, retrocessa in Serie A.

1957-58 · 1ª nel girone A di Serie A, 2ª nel girone delle finali promozione, promossa in Elette.

1958-59 · 10ª in Elette.

1959-60 · 11ª in Elette, perde lo spareggio retrocessione, retrocessa in Serie A, rinuncia alla Serie A e riparte dalla Serie B.

1960-61 · in Serie B, promossa in Serie A.

1961-62 · 2ª nel girone D di Serie A.

1962-63 · 2ª nel girone B di Serie A.

1963-64 · 1ª nel girone B di Serie A, 2ª nel girone finale promozione, promossa in Elette.

1964-65 · 8ª in Elette, vince gli spareggi salvezza.

1965-66 · 7ª in Serie A.

1966-67 · 5ª in Serie A.

1967-68 · 6ª in Serie A.

1968-69 · 4ª in Serie A. Semifinali di Coppa Italia.

1969-70 · 5ª in Serie A. Quarti di finale di Coppa Italia.

1970-71 · 5ª in Serie A. Quarti di finale di Coppa Italia.

1971-72 · 4ª in Serie A. Quarti di finale di Coppa Italia.

1972-73 · 7ª in Serie A. Quarti di finale di Coppa Italia.

1973-74 · 4ª in Serie A. 2ª nel girone A dei quarti di finale di Coppa Italia.

1974-75 · 10ª in Serie A1, 3ª nel girone A di classificazione, retrocessa in Serie A2.

1975-76 · 1ª in Serie A2, promossa in Serie A1, 6ª in poule scudetto.

1976-77 · 7ª in Serie A1.

1977-78 · 9ª in Serie A1.

1978-79 · 11ª in Serie A1, retrocessa in Serie A2.

1979-80 · 5ª in Serie A2.

1980-81 · 1ª in Serie A2, promossa in Serie A1, quarti di finale dei play-off scudetto.

Finale di Coppa Korac.

1981-82 · 11ª in Serie A1, vince lo spareggio salvezza.

1982-83 · 13ª in Serie A1, retrocessa in Serie A2.

1983-84 · 5ª in Serie A2. Ottavi di finale di Coppa Italia.

1984-85 · 5ª in Serie A2. 2ª nel girone 1 della prima fase di Coppa Italia.

1985-86 · 3ª in Serie A2, promossa in Serie A1. Sedicesimi di finale di Coppa Italia.

1986-87 · 9ª in Serie A1, ottavi di finale dei play-off scudetto. Sedicesimi di finale di Coppa Italia.

1987-88 · 11ª in Serie A1, 1ª nel girone verde dei play-out. Ottavi di finale di Coppa Italia.

1988-89 · 15ª in Serie A1, retrocessa in Serie A2. Quarti di finale di Coppa Italia.

1989-90 · 8ª in Serie A2, 6ª nel girone verde dei play-out. 3ª nel girone C degli ottavi di finale di Coppa Italia.

1990-91 · 15ª in Serie A2, retrocessa in Serie B d’Eccellenza poi ripescata. Sedicesimi di finale di Coppa Italia.

1991-92 · 6ª in Serie A2, 2ª nel girone verde dei play-out, promossa in Serie A1. Ottavi di finale di Coppa Italia.

1992-93 · 14ª in Serie A1. Sedicesimi di finale di Coppa Italia.

1993-94 · 16ª in Serie A1, retrocessa in Serie A2. Ottavi di finale di Coppa Italia.

1994-95 · 13ª in Serie A2. Ottavi di finale di Coppa Italia.

1995-96 · 2ª in Serie A2, vince i play-off B promozione, promossa in Serie A1, non si iscrive alla stagione successiva per fallimento. Sedicesimi di finale di Coppa Italia.

1996-97 ·Ammessa in Serie C2.

1997-98 · in Serie C2, promossa in Serie C1.

1998-99 · in Serie C1.

1999-00 · 6ª in Serie C1, vince i play-off promozione, promossa in Serie B2.

2000-01 · in Serie B2.

2001-02 · in Serie B2.

2002-03 · in Serie B2.

2003-04 · in Serie B2.

2004-05 · 1ª in Serie B2, finale dei play-off promozione.

2005-06 · 1ª in Serie B2, vince i play-off promozione, promossa in Serie B1.

2006-07 · 2ª nel girone A di Serie B Eccellenza, semifinali dei play-off promozione.

2007-08 · 1ª nel girone A di Serie B Eccellenza, vince i play-off promozione, promossa in Legadue, campione d’Italia Dilettanti (1º titolo).

2008-09 · 11ª in Legadue.

2009-10 · 13ª in Legadue.

2010-11 · 2ª in Legadue, finale dei play-off promozione, ammessa in Serie A dopo ricorso all’Alta Corte di Giustizia Sportiva.

2011-12 · 7ª in Serie A, quarti di finale dei play-off scudetto. Quarti di finale di Coppa Italia.

2012-13 · 8ª in Serie A, quarti di finale dei play-off scudetto.

2013-14 · 11ª in Serie A. Quarti di finale di Coppa Italia.

2014-15 · 2ª in Serie A, semifinale dei play-off scudetto. Quarti di finale di Coppa Italia.

2015-16 · 5ª in Serie A, semifinale dei play-off scudetto. Quarti di finale di Coppa Italia.

2016-17 · 2° in Serie A, Campione d’Italia (3º titolo), Quarti di finale di Coppa Italia, 4ª in Basketball Champions League.

2017-18 · … in Serie A, Finale di Supercoppa italiana, Regular season di Basketball Champions League, Quarti di finale di Coppa Italia, in FIBA Europe Cup.

Posizione

Venezia, città del Veneto capoluogo di Provincia e della Regione con oltre 260.000 abitanti, situata sulla laguna omonima su 118 isole divise da 160 canali superati da circa 400 ponti, di cui due (quello ferroviario, mt.3601 e quello stradale, mt.4070) la uniscono a Marghera ed a Mestre. La città, che ha il suo centro storico nella piazza San Marco, si stende lungo l’esse rovescia del Canal Grande, il suo maggior canale, per una lunghezza di 4260 mt. ed una larghezza da Nord a Sud di 2790 mt. e per un’area di 7062 Kmq. Separata dal nucleo, fondamentalmente urbano, per mezzo del canale omonimo della lunghezza di 1680 mt. e largo circa 300 mt., si estende la Giudecca, insieme ad 8 isolette, anticamente chiamata, per la sua particolare forma, Spinalunga, e divisa dal Canale delle Grazie, dall’isola di San Giorgio Maggiore che chiude verso Sud, il bacino di San Marco. Procedendo verso l’Arsenale, si trovano i giardini (fatti costruire da Napoleone I nel 1807 ed ora sede dell’Internazionale dell’Arte), e subito dopo la piccola isola di Sant Elena, tutta ville e campi sportivi. Sulla lunga isola di Malamocco, è stato creato (nella seconda metà del sec.XIX) il Lido. Notevole il porto, che ora sorge nel quartiere urbano di Marghera.

Origine

L’origine di Venezia risale al periodo delle invasioni barbariche e più precisamente all’età longobarda, quando gli abitanti dell’entroterra, respinti sempre più vicino al mare dagli invasori, furono costretti a fissarsi nelle isole della laguna, che d’altra parte, erano già abitate sin dal tempo delle invasioni degli Unni e dei Visigoti (sec.V). Sorsero o si svilupparono nuovi centri come Grado, ove si stabilì la sede del patriarcato di Aquileia, mentre il centro dell’amministrazione militare, fu un’isola “innominata”, ove fu fondata una Civitas nova. Anche altre isole furono popolate ed, il tutto, rimase sotto la sovranità bizantina formando un Ducato retto da un Magister militum. Come altrove, anche qui, cominciarono a sorgere tendenze autonomistiche sempre più forti, che ebbero modo di manifestarsi apertamente in occasione della crisi iconoclasta, che portò ad una sostanziale indipendenza di Venezia, pur rimanendo la formale sudditanza dall’Impero Bizantino; ciò, fra l’altro, contribuì a salvare la città dalle aspirazioni di conquista di Carlo Magno. Intanto all’interno cominciavano a manifestarsi contrasti tra i vari centri, per cui la capitale fu trasferita prima a Malamocco (742), quindi nell’isola di Rialto, che a poco a poco divenne (sec.X) la Civitas Veneciarum per antonomasia. Contemporaneamente iniziavano lotte violente, tra le varie famiglie, per assicurarsi il governo; ma malgrado ciò, l’economia veneziana cominciò sin da allora ad avere uno sviluppo relativamente notevole, caratterizzato soprattutto dal commercio, che aveva per oggetto l’importazione della merci dall’Oriente e la loro ridistribuzione nell’Europa Occidentale. Ciò determinò l’esigenza di assicurarsi il controllo militare e politico dell’Adriatico, combattendo i Saraceni e gli Slavi ed infine occupando, sotto il Doge Pietro II Orsolo, la Dalmazia (1000). Questo fu solo l’inizio dell’espansione veneziana nel Mediterraneo, che si sviluppò a partire dal sec.XI, mediante la partecipazione alle guerre bizantine-normanne ed alle Crociate, il cui risultato fu il godimento di vasti privilegi commerciali ed il possesso di quartieri e mercati nei principali porti del Mediterraneo orientale. Il culmine fu raggiunto con la IV Crociata, in seguito alla quale, furono acquistati vastissimi possessi ed una situazione di vero monopolio del commercio bizantino. Conseguenza diretta di questo rapido processo espansionistico, furono le continue guerre con le altre grandi repubbliche marinare, prima con Pisa e successivamente con Genova, la quale si dimostrò un avversario temibilissimo; la vittoria definitiva toccò però a Venezia e fu conseguita nella guerra di Chioggia (1378-81). Contemporaneamente, all’interno, il regime oligarchico, consolidato con la cosi detta “Serrata del Maggior Consiglio” (1297-99), si assestava definitivamente, schiacciando i tentativi rivolti ad abbatterlo (congiura di Baiamonte Tiepolo e dei Querini nel 1309 e 1310, e congiura del Doge Marin Faliero nel 1354). A partire dal sec.XIV, fu perseguita anche una politica di espansione nell’entroterra; dapprima si cercò di assicurare il dominio delle città più vicine alla laguna (Treviso) e di impedire che alle sue spalle si formasse uno Stato tanto potente da rappresentare una minaccia diretta; successivamente, specie sotto il dogati di Francesco Foscari, le ambizioni veneziane furono rivolte alla formazione di un vasto dominio, che abbracciò non solo il Veneto ed il Friuli, ma anche buona parte della Lombardia (Bergamo, Brescia, Crema strappate a Filippo Maria Visconti), ed il Polesine, occupato con la guerra di Ferrara (1482-84). Intanto però, Venezia dovette affrontare, assumendo un atteggiamento difensivo, la minaccia turca nel Mediterraneo; si trattava di una questione vitale, ma malgrado tutti gli sforzi, non si potè impedire che i Turchi strappassero, a poco, a poco tutti i domini orientali; con la pace del 1479, si dovette rinunciare a Negroponte,  a Croia ed a Scutari in Albania. All’inizio del sec.XVI Venezia è assai potente e sembra aspirare alla “monarchia d’Italia”, il che accresce i suoi nemici; avverso alla repubblica ed alla sua egemonia  sulle signorie romagnole, è soprattutto il Papa Giulio II che organizzò contro di essa la Lega di Cambrai (1508), alla quale aderirono Massimiliano d’Asburgo, la Francia, la Spagna ed alcuni principati italiani. I Veneziani furono duramente sconfitti ad Agnadello (1509) e costretti a rinunciare alle mire espansionistiche nell’Italia Settentrionale. Riconciliatasi con il Papa, Venezia partecipò alla Lega Santa (1511-13), promossa da Giulio II in funzione anti francese; ma nel 1515, si alleò con Francesco I e partecipò alle varie fasi della lotta tra Francia ed Impero. Al momento della pace di Cateau-Cambresis (1559), la Repubblica si espandeva in Italia fino all’Isonzo ed all’Adda, deteneva parte dell’Istria e della Dalmazia, possedeva Candia e Cipro e numerose piazzeforti sul litorale greco. In Oriente, fino all’inizio del sec. XVIII, Venezia fu la maggiore avversaria dei Turchi, ma subì progressivamente delle perdite: la Morea nel 1540, Cipro (1569.73), Candia, dopo una lunga lotta (1645-1669). Francesco Morosini riconquistò la Morea nel 1684, ma dopo una nuova guerra senza successo, furono perduti sia quel territorio che i rimanenti possessi veneziani dell’Egeo (pace di Passarowitz, 1718). Si può dire ormai che è del tutto declinato il prestigio di Venezia come potenza europea e con il trattato di Campoformio (1787), Venezia venne ceduta all’Austria. In seguito si unì al movimento nazionale italiano, ma la Repubblica, proclamata da Daniele Manin nel 1848 ebbe vita effimera. Occorse la guerra del 1868 perché Venezia potesse unirsi all’Italia.