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CUOREGIALLOBLU.COM |
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Associazione
per la promozione della pallacanestro di Torino e Provincia |
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23
Ottobre 2003 |
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Il 23 ottobre
2003 muore in un incidente stradale in
Lousiana sulla Interstate 55 a sud di Amite
Kevin Dornell Magee. Aveva 44 anni.
Dopo aver
giocato nella California Irvine University
dove, in soli due anni, riuscì a diventare
il 6 cannoniere e il quinto rimbalzista
della storia dell'Università arrivò in
Italia a Varese perché, nonostante fu scelto
al secondo giro dai Phoenix Suns, non giocò
mai nel campionato americano. Al suo primo
anno da professionista tenne una media di
25,3 punti, vincendo la classifica dei
cannonieri, e quasi 15 rimbalzi a
partita. Nell’estate passo’ al Saragozza
vincendo la Coppa del Re e quindi al Maccabi
Tel Aviv dove giocò 6 anni vincendo 6
scudetti, 5 coppe nazionali e gioco’ 3
finali di Coppa Campioni. Dopo un anno
nuovamente a Saragozza arrivo’ a Torino
nella stagione 91-92 nella Robe di Kappa
allenata da Federico Danna. Nonostante ormai
fosse nella parte finale della sua ottima
carriera tenne ancora una media di 22 punti
e 13 rimbalzi a partita portando la squadra
ai play off. Saranno anche gli ultimi play
off giocati dall’Auxilium Torino in serie
A1.
Del suo
periodo torinese ricordiamo con piacere il
fatto che, nonostante ormai fosse a fine
carriera e in Europa avesse giocato ad
altissimo livello, si impegnasse sempre come
se dovesse ancora emergere e dimostrare il
suo valore, mettendoci, sia negli
allenamenti che in partita, un attaccamento
e una passione che era da esempio ai
giovani. |
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17
Ottobre 1976 |
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Il 17 ottobre
1976 fa il suo esordio con la maglia della
Chinamartini Torino John Grochowalski.
I torinesi
reduci da una stagione in chiaro scuro,
essendo retrocessi in A2 nei playout ma
capaci di arrivare a giocarsi la Koppa Korac
in finale con la Jugoplastika, in estate
sono una delle regine del mercato
ingaggiando, oltre a Grocho dalla Forst
Cantu’, anche il play Frank Valenti e il
povero Luciano Vendemini che, durante la
stagione, morirà prima della gara con Forli’.
Le aspettative
per la stagione a venire sono molto alte in
casa torinese, ma tante speranze saranno
vanificate da un campionato non all’altezza
conclusosi con un quinto posto finale.
Specchio della stagione è proprio la prima
di campionato dove, nonostante i 31 punti di
Grocho, i torinesi vengono sconfitti di una
decina di punti. A parziale scusante c’è
invero la tragica fine di Luciano Vendemini
che scosse decisamente l’ambiente torinese.
John rimase a
Torino 4 anni contribuendo l’anno successivo
alla promozione in A1 attraverso i playout.
Con Jura e Morse è stato in quel periodo uno
dei piu’ grandi realizzatori del campionato
italiano. Terminerà la sua permanenza sotto
la mole con 3514 punti segnati in 128
partite con una media che sfiora i 27,5
punti partita tirando con una percentuale
intorno al 60% dal campo e dell’80% nei
liberi e catturando circa 8,5 rimbalzi a
partita. Il cambio di allenatore da Sandro
Gamba a Gianni Asti porterà alla decisione
di cederlo a Livorno in quanto si cercava un
giocatore che “oltre a segnare con
regolarità sapesse anche difendere”. La
scelta cadde su Lavon Williams le cui cifre
finali parlano da sole: 11,5 punti a
partita col 53% al tiro da 2 e il 71% nei
liberi e neanche 8 rimbalzi a partita. |
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25
Settembre 1989 |
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Il 25
settembre 1989 Darryl Dawkins fa il suo
esordio nel campionato Italiano con la
maglia dell’Ipifim Torino nella facile
vittoria per 111-84 sulla Braga Cremona.
Dawkins, soprannominato ‘Chocolate Thunder’,
arriva a Torino a 32 anni fra lo scettimismo
generale degli addetti ai lavori: era
considerato incostante, logoro, ormai
disabituato a giocare molti minuti. Ma
Dawkins non solo smentirà tutti questi
‘esperti’ di basket ma nei due anni giocati
a Torino giocherà tutte le 69 partite di
campionato segnando circa 1500 punti tenendo
la media incredibile dell’80% nei tiri da
due punti, catturando quasi 700 rimbalzi e
dispensando 120 stoppate. Insieme a Joe
Kopicki forma una delle coppie di americani
piu’ devastanti della Serie A e forse la
migliore che Torino abbia mai avuto.
Arrivato a
Torino dopo una annata sfortunata culminata
con retrocessione in A2 ai playout, Dawkins
sarà la colonna portante di una squadra
profondamente rinnovata ma con un roster di
primissima qualità che comprendeva Abbio,
Della Valle, Milani, Scarnati, Kopicki,
Pellacani, Morandotti e Vidili e che
termino’ la stagione al primo posto,
elimino’ l’Enichem Livorno negli ottavi dei
play off per poi perdere nei quarti di
fonale alla terza partita con la Vismara
Cantù non senza qualche recriminazione sul
metro arbitrale.
Anni dopo,
intervistato sulla sua esperienza italiana
Dawkins, parlando del periodo torinese,
affermo “E’
stata una grande opportunità per me, non
pensavo di avere più voglia di giocare.
Beppe De Stefano mi convinse e fu davvero
divertente. I tifosi erano grandi, ci
sostenevano al 100%.” |
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6
luglio 1995 |
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Il 6 luglio
1995 la Lega basket accoglie la richiesta
dell'Auxilium Basket Torino di
autoretrocedersi in B1 a causa dei grossi
debiti: quasi 4 miliardi di vecchie lire. Si
chiude quindi dopo piu' di vent'anni un
ciclo che ha visto Torino diventare una
piazza importante per il basket italiano.
Indimenticabili infatti resteranno la finale
di coppa Korac e le tre semifinali scudetto
consecutive raggiunte a metà degli anni '80
cosi' come i grandi campioni che hanno
calcato il parquet del Ruffini: da Caglieris
a Brumatti, Benatti, Sacchetti, Morandotti,
Vecchiato, Vendemini, Abbio Della Valle; da
Dawkins a Kopicky, Magee, Grocho e
tantissimi altri. Senza dimenticare gli
allenatori del calibro di Dido Guerrieri e
Sandro Gamba.
Questo è un giorno ferale per tutti gli
appassionati di basket torinesi anche se il
peggio ancora doveva venire dato che qualche
anno piu' tardi ci sarà la fusione fra
l'Auxilium, appena retrocessa in B2, e la
Pallacanestro Cerea Collegno (anch'essa in
B2) con lo spostamento della sede da Torino
a Collegno. 9 anni dopo questa fusione ci
sarà la definitiva sparizione dai
campionati. |
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19
giugno 2008 |
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Il 19 giugno
2008 Torino Basket emette un comunicato
stampa in cui ufficializza la sparizione dal
campionato di C1 del marchio Auxilium che
resterà confinato solo nell’attività
giovanile con il solo scopo, come scrive La
Stampa, di non perdere i circa 80 mila euro
all'anno garantiti dai giocatori in prestito
sparsi per l'Italia. Al suo posto fa il suo
debutto in campionato il marchio ‘Torino
basket’ nato un anno prima dalla fusione di
Auxilium, Ginnastica e Crocetta. E’ un
bruttissimo colpo per tutti gli appassionati
di basket torinesi: “roba da matti” è il
commento di uno dei grandi ex Davide Pessina.
L’Associazione
Cuoregialloblu indice una raccolta di firme
in difesa del marchio (su cuoregialloblu tv
c’è un filmato di quelle giornate), raccolta
che in pochissimo tempo raggiunge quota 2000
firme. |
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03
giugno 1962 |
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Il 3 giugno
1962, battendo nella bella per 57 a 55
l'Udinese (campione in carica da tre anni
consecutivi) la CS Fiat Torino vince lo
scudetto. E' la prima volta che una squadra
torinese di pallacanestro conquista lo
scudetto tricolore. Dopo aver perso fuori
casa la prima partita per 47-41, il Fiat
conquista la possibilità di giocarsi lo
scudetto nella bella di Verona battendo
l'Udinese nella palestra di Viale Dogali in
modo molto netto (46-28). Questi sono gli
anni in cui il basket femminile torinese è
al massimo del suo splendore con tre squadre
nella serie A: oltre al Fiat troviamo l'Oreal
(che al termne della prima fase arriva a
pari punti con le future campionesse d'italia
e manca la finalissima per pochissimo) e la
Lanco (che retrocederà a fine anno). Con
questo scudetto inizia un dominio torinese
sul campionato che porterà le ragazze del
Fiat a vincere 3 scudetti consecutivi e
perdere il quarto nello spareggio finale con
Vicenza al Palalido di Milano per 68-61. Per
rivedere una squadra torinese sul tetto
d'Italia bisognerà poi aspettare altri 15
anni con la Teksid. |
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29
maggio 2010 |
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Battendo il
Rimadesio 81-78 in una combattutissima
partita risolta solo al secondo tempo
supplementare, il 29 maggio 2010 Torino
Basket ottiene la promozione in serie B2.
Dopo una stagione regolare caratterizzata da
alti e bassi, Torino Basket fu protagonista
di ottimi playoff (grazie anche alla classe
dei vari Muyango, Jacomuzzi, Passera,
Scurzio, Gioria) giocati tutti in salita
avendo l’eventuale partita decisiva in campo
avverso.
Si chiude
cosi’ un’annata decisamente positiva per le
squadre torinesi di basket con la PMS
promossa in A dilettanti al termine di un
campionato dominato dall’inizio alla fine e
la promozioni in C1 della Crocetta. E
proprio la Ginnastica e la Crocetta nel 2006
dettero il la alla futura nascita di Torino
Basket iniziando una collaborazione che poi
nel 2007 vide l’ingresso anche della storico
marchio Auxilium.
Proprio nel
2007 il marchio Torino Basket appare per la
prima volta su una squadra giovanile, poi
l’anno successivo la società fa il grande
passo facendo esordire nella serie C
nazionale il marchio Torino Basket facendo,
di fatto, sparire dai campionati nazionali i
due marchi storici del basket torinese
Ginnastica e Auxilium. La stagione terminerà
con un ottimo secondo posto finale in
regular season e l’eliminazione al primo
turno dei play off. |
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15
maggio 1948 |
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Il 15 maggio
1948 per la prima volta la Nazionale
Italiana di basket gioca una partita a
Torino, contro l'Inghilterra, in
preparazione alle Olimpiadi di Londra che si
disputeranno nell'estate. Questo incontro fa
da contorno all'avvenimento sportivo
dell'anno: la partita di calcio fra l'Italia
e la nazionale inglese che si terrà il
giorno dopo e terminerà 4-0 per gli inglesi.
L'incontro si
svolge presso la palestra della
Società Ginnastica in via Magenta. Le
cronache del tempo parlano di una partita
senza storia (risultato finale 62-18) tanto
è superiore la nazionale italiana che poteva
contare su Stefanini (4 volte capocannoniere
del campionato e vincitore di 7 scudetti),
Romanutti (due volte capocannoniere e 6
scudetti), Rapini (5 scudetti) e Tracuzzi. |
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09
aprile 1972 |
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Il 9 aprile
1972 vincendo in trasferta un
combattutissimo recupero con l'Alpe Bergamo
(rivali diretti per la promozione) per 70-67
il Birichin Torino è matematicamente
promosso in serie B al termine di un
campionato tiratissimo e dominato da tre
squadre: le due sopra citate e l'Auxilium
Brescia. Se consideriamo che solo due anni
prima la società era ancora in serie D si puo' capire l'ottimo lavoro fatto e nessuno,
all'epoca, poteva lontanamente pensare che
si era solo all'inizio di una grande storia.
I ragazzi di coach Vittorio Gonzales sono
una squadra giovanissima rinforzata da due
torinesi "esperti": Carlino e Rosa Brusin.
Nel roster spiccano un appena sedicenne
Maurizio Benatti, compirà i 17 anni qualche
giorno prima della matematica promozione,
Cervino e Zorzenon, nazionali cadetti, e i
fratelli Mitton. Una curiosità: Benatti era
destinato a diventare un promettente
centravanti del Toro prima che Gonzales lo
convinse ad abbandonare il calcio passando
al basket.
Il factotum di
questa società è Don Gino Borgogno, colui
che ha creato l'Auxilium e ha avuto il
merito di crederci sempre portando in modo
stabile il grande basket a Torino.
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26
marzo 1972 |
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Il 26 marzo
1972 battendo la Fluobrene Mestre 76-65 il
Saclà Asti è matematicamente promosso, con
una giornata di anticipo, nella Serie A del
campionato di basket per la prima volta
nella sua storia. E' il risultato di una
perfetta programmazione che ha portato la
società in 4 anni dalla serie D alla serie
A.
Campionato
quasi perfetto quello dei ragazzi di Toth e
Boero: una sola sconfitta di un solo punto
contro la Candy Brugherio allenata da un
baffuto Valerio Bianchini.
Come ciliegina
sulla torta dell'ottima stagione verrà,
qualche settimana dopo nello spareggio
giocato a Roma, anche la vittoria contro il
Brill Cagliari, vincitore dell'altro girone
della serie B, per 98-79 che assegnerà il
"mini scudetto" della serie B al Saclà. Di
quella squadra ricordiamo con piacere
l'ottimo campionato di Charly Caglieris, di
Benevelli e dell'argentino De Simone
capocannoniere del campionato. |
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23
marzo 1976 |
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Il 16 e il 23
marzo 1976 la Chinamartini Torino e la
Jugoplastika Spalato giocano la finale di
Coppa Korac, trofeo che nelle ultime tre
edizioni era stato vinto dalla Forst Cantù.
L'andata si gioca in Jugoslavia e termina
con la vittoria dei padroni di casa per
tredici punti, 97-84, dopo che i torinesi
avevano giocato tutto il primo tempo
praticamente alla pari.
Il ritorno
viene giocato al PalaRuffini, la casa del
basket torinese. Di quella partita ci
ricordiamo il Ruffini straesaurito e i
bagarini all'opera, il tifo caldo e
incessante degli oltre ottomila (qualcuno
disse anche diecimila) spettatori dal primo
all'ultimo minuto, anche quando il sogno di
vincere la coppa era svanito, compreso sul
canestro finale di Cerioni su palla rubata
che diede l'83 pari finale. Sembrava proprio
di essere in un palasport Jugoslavo o turco
quando all'inizio del secondo tempo la China
riusciva ad arrivare ad avere 6 punti di
vantaggio, ma proprio in quei momenti alcune
decisioni, molto fischiate dal pubblico,
dell'arbitro greco indirizzarono la partita
verso la Jugoplastika. Il compianto Aldo
Giordani, quando parlava delle coppe
europee, diceva sempre una sua teoria:
diffidare sempre quando vengono designati
arbitri di nazioni confinanti.
L'ovazione che
la China ricevette a fine partita da tutto
il pubblico fa capire che i ragazzi ce la
misero proprio tutta per portare a casa la
vittoria ma bisogna ammettere che in quel
periodo la Jugoplastika (una finale di coppa
campioni, una finale di coppa delle coppe e
due coppe korac vinte) era proprio una
corazzata quasi imbattibile. |
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14
marzo 1982 |
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Il 14 marzo
1982 a Torino si gioca una sfida di alta
classifica fra la Berloni, seconda, e la
Synudyne Bologna quinta. Sarà purtroppo
l'ultima partita giocata nella formazione
torinese da Bruce Campbell che verrà poi
tagliato a causa di una lesione al menisco
del ginocchio. Arrivato dall'Ostenda, squadra del campionato
belga, per sostituire un deludente Lavon
Williams, diventa, fin dal precampionato, un punto
fermo della Berloni di Gianni Asti.
Soprannominato 'Soup' fin da ragazzo per via
delle lattine Campbell's soup molto popolari
in quegli anni in America, Campbell
esordisce nel campionato italiano a Venezia
e, la settimana dopo, a Torino contro la
Synudyne Bologna, squadra quindi con cui
giocherà sia la sua prima partita che
l'ultima partita al PalaRuffini. Nelle 30
partite di campionato che gioca a Torino tiene una media di circa 20
punti a partita con quasi 8 rimbalzi
contribuendo alla conquista del secondo
posto finale che permetterà poi alla Berloni
di arrivare alla sua prima semifinale
scudetto della storia, purtroppo persa,
contro il Billy Milano di coach Peterson
nelle cui fila militavano campioni come
Gianelli, D'Antoni, Meneghin e Premier.
Proprio contro la Billy Milano, nell'ultima
partita della seconda fase a orologio, fa il
suo esordio il suo sostituto il californiano
Don Ford, sesta scelta di Los Angeles,
fresco di taglio da Cleveland. |
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22
Febbraio 1977: muore Luciano Vendemini |
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Luciano
Vendemini nasce a Sant’Ermete una frazione
del comune di Santarcangelo di Romagna in
provincia di Rimini l’11 luglio 1952. Di
statura notevole fin da bambino, fu naturale
il suo avvicinamento al basket. Anche se gli
inizi non furono dei migliori, la sua
costanza e la sua grinta gli permisero di
diventare un vero giocatore di basket, il
primo professionista prodotto dalla
pallacanestro riminese. Da Rimini andò a
Cantu’ che lo cedette in prestito al Saclà
Asti, che militava in serie B,
allenata da Lajos Toth. Tornato a Cantù,
giocò un paio d’anni in Brianza e poi, nel
1973, venne ceduto per 100 milioni, cifra
decisamente alta per il periodo, alla Brina
Rieti. Qui incontro’ Dado Lombardi come
coach che lo trasformo’ in un grande
giocatore di basket portandolo anche ad
essere un punto fisso della nazionale con la
quale ha giocato 44 partite, esordendo in
una tournee in Brasile nel 1973. Le sue
migliori prestazioni in azzurro furono con
la Jugoslavia, in cui militavano fior di
campioni come Slavnic, Kicanovic, Dalipagic,
a Edimburgo (gara decisiva per la
qualificazione alle Olimpiadi) dove annullo’
Cosic, segnando anche 11 punti e portando
l’Italia alla vittoria e alla successiva
Olimpiade di Montreal. Qui fu sempre tra i
migliori contribuendo al quinto posto finale
della Nazionale. Proprio la grande
prestazione scozzese gli valse il soprannome
di “Duca di Edinburgo”.
Con la maglia reatina,
Luciano mise a segno 1147 punti catturando
784 rimbalzi. Anche il trasferimento alla
Chinamartini Torino, nell’estate del 1976,
fece scalpore data la cifra di 220 milioni
pagata dalla squadra torinese, valutazione
che gli costo’ anche l’ironia di chi diceva
che costava circa 1 milione al centimetro
(data la sua altezza di 2 metri e 12
centimetri). La Chinamartini che era
retrocessa in A2 ma era stata capace di
arrivare in finale di coppa Korac, purtroppo
persa, con la Jugoplastika aveva tanta
voglia di ritornare nel basket che conta;
infatti in estate, oltre a Luciano, aveva
acquistato anche Frank Valenti e John
Grochowalsky.
Nelle 22 partite giocate con la China
Vendemini segna 387 punti col 61% al tiro,
cattura 200 rimbalzi e piazza 27 stoppate.
Il 20 febbraio del 1977, poco prima della
partita tra Forlì e Torino, il giovane
Luciano trovò la morte a causa di un blocco
cardiaco dovuto alla sindrome di Marfan, di
cui il giocatore era affetto. Questa
tragedia sportiva scosse molto il mondo
dello sport anche perchè arrivo' a pochi
mesi dalla morte del calciatore perugino
Renato Curi durante un Perugia-Juventus.
Il processo duro' parecchio e coinvolse il
presidente del Brina Rieti, Renato Milardi,
su cui gravavano due pesanti accuse:
di aver nascosto al giocatore le sue reali
condizioni fisiche e di truffa aggravata per
aver ceduto ai torinesi il giocatore in
quelle condizioni. Inoltre alla sbarra
c'erano anche i medici sociali reatini e
torinesi, membri dell'Istituto nazionale di
medicina sportiva che avevano giudicato
idoneo il giocatore per le Olimpiadi di
Montreal e medici della Federazione.
Nell'aprile del 1982 la sentenza d'appello
mitigo' le pene rispetto al primo grado di
giudizio: in tutto 4 condanne con la
condizionale per un totale di tre anni di
reclusione.
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20
Gennaio 1976 |
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Il 20 gennaio
1976 la Chinamartini gioca la sua più
prestigiosa partita europea sul campo del
Barcellona per i quarti di finale della
Coppa Korac. Sembra una partita sulla carta
senza speranze per i torinesi: gli spagnoli
sono in testa al campionato col solito Real
Madrid e la Coppa Korac è un loro obiettivo
stagionale. Invece, ancora una volta, il
Davide batte Golia e al termine di una gara
perfetta sono i torinesi a festeggiare al
centro del campo insieme a quei tifosi che
si sono sobbarcati il viaggio e potranno per
tutta la vita dire: "io c'ero!".
Il punteggio
finale, 75-74, fa capire benissimo che tipo
di gara Lajos Toth aveva preparato contro
una squadra che faceva della velocità e del
contropiede le armi migliori. Di quella
partita ci ricordiamo il (giustificato)
pessimismo che aleggiava fra i giornalisti e
gli addetti ai lavori nei giorni precedenti
la partita. E forse è stato proprio quel non
aver nulla da perdere che ha portato i
ragazzi a disputare una partita perfetta.
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23
Dicembre 1991 |
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Il 23 dicembre
1991 al Forum di Assago va in scena Philips
Milano - Robe di Kappa Torino che segna il
ritorno da avversario di Darryl Dawkins.
Dopo due ottime stagioni a Torino, dove
segna 1491 punti con circa l'80% al tiro,
stampa 119 stoppate e cattura 681 rimbalzi,
Dawkins passa all'Olimpia Milano dove, pero',
rimarrà solo un anno che sarà abbastanza
fallimentare concludendosi infatti con
l'eliminazione ai quarti di finale ad opera
del Messaggero Roma. Partita molto attesa
anche e soprattutto dai tifosi che non
avevano perdonato il tradimento di Baby
Gorilla e, di conseguenza, era decisamente
nutrita la pattuglia di tifosi gialloblù al
seguito della squadra. Entrambe le squadre
arrivavano alla sfida in ottimo stato di
forma: Milano aveva inanellato 7 vittorie
consecutive Torino 3. E la partita la
ricordiamo decisamente bella ed avvincente
con Torino che parte forte arrivando anche
alla doppia cifra di vantaggio nel primo
tempo. Secondo tempo giocato punto a punto e
inevitabile ricorso ai tempi supplementari
dove un implacabile Della Valle dalla
lunetta non da scampo ai milanesi. Lo
scontro diretto fra il passato (Dawkins) e
il presente (Magee) va tutto a favore del
torinese che cattura 16 rimbalzi col 100% al
tiro. La partita finisce con i tifosi
torinesi pazzi di gioia che cantano e
ballano dentro il Forum prima di riprendere
il viaggio in pullman per Torino dove
subiranno una sassaiola dai delusi tifosi
milanesi. |
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11 Dicembre 1927 |
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L'11 dicembre
1927 si svolge a Milano la fase finale
dell'ottavo campionato di pallacanestro
maschile organizzato dalla FIPAC
(Federazione Italiana Palla Al Cesto)
attuale FIP. Sono presenti 4 squadre
designate dai rispettivi Comitati Regionali:
Assi Milano, Pompieri Venezia, Ginnastica
Roma e YMCA Torino. Per la sesta volta a
vincere il campionato sarà l'Assi di Milano.
Sarà pero' l'ultima volta che vincera il
campionato in quanto poi la società verrà
sciolta. In finale avrà la meglio sulla YMCA
Torino che raggiunge la finale scudetto per
la seconda volta consecutiva rimanendone
sempre sconfitta. L'YMCA (Young
Men’s Christian Association) è una
associazione creata a Londra nel 1844 e nel
1851 fu fondata la sezione piemontese. A
Torino l'attività sportiva verteva
principalmente nel nuoto e nel basket le cui
partite venivano giocate nella palestra di
via San Secondo 2 a Torino. Tutti gli
appassionati di basket sono a conoscenza del
fatto che fu James Naismith, docente di
Educazione Fisica presso il “YMCA
Springfield College” ad inventare il gioco
della pallacanestro nel 1891. Fu un altro
istrutture della YMCA William G. Morgan,
coordinatore di educazione fisica dell’YMCA
di Holyoke nel Massachusetts, nel 1895 a
inventare la pallavolo.
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SEMIFINALI |
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Assi di Milano - Pompieri di
Venezia |
22-15 |
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YMCA di Torino - Ginnastica Roma |
18-14 |
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FINALE 3-4 POSTO |
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Pompieri di Venezia - Ginnastica
Roma |
62-10 |
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FINALE 1-2 POSTO |
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Assi di Milano - YMCA di Torino |
17-8 |
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25
Novembre 1975 |
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Il 25 novembre
1975 la Chinamartini riceve al PalaRuffini
il Caen per il ritorno del turno di
qualificazione della Coppa Korac la cui
vincente sarebbe stata promossa ai quarti di
finale a gironi. Si partiva dal -25
dell'andata ma la China arrivava da due
vittorie consecutive in casa e nella squadra
c'era un cauto ottimismo. Per riempire il
Palazzo la società decise di far entrare
gratuitamente i ragazzi sotto i 16 anni e i
militari. E proprio l'apporto incessante del
pubblico torinese unita all'ottima partita
dei torinesi fan si che la China vinca
questa partita di 30 punti qualificandosi
alla fase a gironi. La partita termina con
una pacifica quanto festosa invasione di
campo dei tifosi che festeggiano l'impresa
quasi come fosse uno scudetto.
Per completare
alla grande la settimana cestistica la
Chinamartini si prende anche il lusso, la
domenica successiva, di espugnare il campo
del Cinzano Milano in una sorta di derby
alcoolico piemontese. |
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24
Novembre 1983 |
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Il 24 novembre
1983 fa il suo debutto nel campionato
italiano di basket e nella Berloni Torino
James Ray. Arriva a Torino con il non
bellissimo nick di "Big mistake" (grosso
errore) perchè nei draft americani fu scelto
prima di un certo Andrew Toney che diventerà
un titolare inamovibile dei Philadelphia
Sixers. Fu Denver a scegliere James Ray come
quinta scelta assoluta per le sue ottime
annate universitarie al College di
Jacksonville dove vinse per due anni
consecutivi il titolo di capocannoniere, nel
1980 fu nominato "giocatore dell'anno" e
nella sua ultima partita fece con 45 punti
il nuovo record di segnature
dell'Università. Ala nera di 2.05, 26 anni,
giocatore elegante, buon passatore e buon
tiratore ma poco aggressivo in campo arriva
a sostituire l'infortunato Steve Bouchie.
L'esordio
avviene al PalaRuffini contro la Bic Trieste
e James da subito sfoggio delle sue qualità
con entrate e schiacciate spettacolari. Nel
corso del campionato si dimostrerà un buon
acquisto anche se ogni tanto tende ad
'uscire' dagli schemi della squadra per
'inventare' qualche conclusione. Tutto
sommato i numeri sono positivi per James (15
punti 7 rimbalzi e 1 stoppata di media a
partita nelle 28 gare disputate col 51% al
tiro) ma la squadra dovrà fermarsi alle
semifinali playoff sconfitta dalla Virtus
Bologna per colpa anche dei numerosi
infortuni. Per dare una dimensione
dell'ottimo ma sfortunato campionato giocato
dai torinesi possiamo dire che la Berloni a
fine anno avrà il poco confortante record di
zero sconfitte contando solo le partite che
ha potuto giocare senza infortuni. Record
che non fa che aumentare i rimpianti di
società, giocatori e tifosi. A fine anno
James Ray non verrà confermato dalla società
che lo sostituirà con Mike Gibson. |
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19
Novembre 1975 |
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Il 19 novembre
1975 la Chinamartini fa il suo esordio
europeo nella Coppa Korac incontrando i
francesi del Caen. E' anche la prima partita
in maglia biancorossa di Carlos Mina oriundo
messicano, preso dal Long Beach College dal
GM De Stefano come 'straniero di coppa'
(avendo in campionato il superconfermato
John Laing) in attesa di naturalizzarlo
italiano (grazie ad un nonno torinese) dopo
che sarà tesserato per tre stagioni in
Italia. Per poter utilizzare Mina come
straniero di Coppa è stata creata ad hoc una
seconda squadra Chinamartini, formata da
juniores con in piu' Mina, che parteciperà
al campionato di Prima Divisione. In questo
modo potrà sia dimostrare i tre anni di
tesseramento che giocare in coppa dove
partirà titolare al posto di Alberto
Marietta. La squadra si avvicina a questo
esordio piena di entusiasmo grazie anche
alla vittoria casalinga per 97-95 contro i
campioni d'Italia della Forst Cantù avvenuta
tre giorni prima. Ma come capiterà spesso in
questa stagione fuori casa le cose vanno ben
diversamente che in casa. Reduce da due
sconfitte nelle ultime due partite giocate
fuori casa in campionato (di un punto con la
Mobilquattro Milano e quella devastante di
43 punti con la Sinudyne Bologna), anche
dalla Francia si torna con una pesante
sconfitta (79-54) che sembra mettere la
parola fine alle speranze di qualificazione. |
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16
Novembre 1964 |
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Il 16 novembre
1964, dopo una tribolata estate che ne ha
messo in dubbio l'iscrizione, fa il suo
debutto nella serie A (la seconda serie
nazionale) la Riv Torino incontrando l'Alcisa
Bologna nella palestra di Viale Dogali.
Troppo forti i bolognesi che a fine anno
festeggeranno la promozione in Prima Serie,
insieme ai cugini della Fortitudo, grazie
anche alla presenza di due nazionali nelle
sue fila. Ma la Riv, allenata da Bongiovanni
e che schiera nelle sue file un giovane
Merlati, riuscirà comunque a disputare un
buon campionato che terminerà con un sesto
posto finale. Piazzamento che pero' poteva
anche essere migliore se, nell'ultima
partita di campionato, la Riv non fosse
uscita sconfitta fra le mura amiche per un
punto dallo scontro diretto con la Libertas
Forlì. |
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10
Novembre 1974 |
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Il 10 Novembre
1974 la Saclà Torino fa, al PalaRuffini, il
suo esordio casalingo assoluto nel
campionato di Lega2. Davanti ad una folta cornice
di pubblico (circa 4000
spettatori) e molto rumorosa (alla faccia
delle solite dicerie sul tifo sabaudo...) la
squadra torinese verrà sconfitta dalla Jollycolombani Forlì di soli 3 punti
(73-70). E' una sconfitta che potrebbe
pesare parecchio nell'economia del
campionato sia per come è arrivata (fino a
circa metà del secondo tempo Torino era
ancora avanti con un margine abbastanza
ampio) sia perchè Forlì era una rivale
diretta per
la promozione in A1. Invece fortunatamente potrà essere
catalogata solo come un passo falso e niente piu'. In casa la Saclà diventerà un rullo
compressore (a fine campionato la differenza
fra punti segnati e subiti in casa sarà di
+180 la migliore del campionato di A2 e
dietro solo agli squadroni di A1 Ignis
Varese, Innocenti Milano, Sinudyne Bologna e
Forst Cantù) tant'è che solo la Rondine
Brescia riuscirà a limitare i danni perdendo
'appena' di 14 punti (molto peggio
andrà ad esempio alla Maxmobili Pesaro
asfaltata per 101-73) e con sole 3 sconfitte
fuori casa riuscirà a fine anno a centrare
l'ambito traguardo. |
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3
Novembre 1974 |
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Il 3 Novembre
1974 la Saclà Torino, nata dalla fusione fra
la Saclà Asti e l'Auxilium Torino, gioca la
sua prima partita in serie A2 a Genova
contro l'Ausonia (al debutto in serie
A) dell'ex Kirkland vincendo per 77-68
nonostante la brutta giornata di John Laing
subito gravato di falli. Migliore in campo
un giovane Paleari: il pivot torinese è
autore di 16 punti oltre ad un buon numero
di rimbalzi.
Come recitava uno striscione presente sugli
spalti del Ruffini proprio davanti
l'ingresso degli spogliatoi "Col cuore si
vince" ed infatti sarà questa una annata positiva per i
torinesi che a fine stagione festeggeranno
la promozione in serie A1 insieme alla Jollycolombani Forli' dell'americano
Mitchell. I ragazzi del coach Lajos Toth
termineranno la stagione a pari punti con i
forlivesi ma avendo perso le due partite di
regular season saranno secondi. Ma nella
poule scudetto, giocata contro le migliori
squadre italiane, i torinesi si prenderanno
la rivincita vincendo entrambe le partite e
lasciando ai romagnoli l'ultimo posto in
classifica.
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