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Associazione per la promozione della pallacanestro di Torino e Provincia

 

 

IL LENTO DECLINO

 

Ma quando sembrava che Torino fosse finalmente entrata nell’elite del basket italiano, il giocattolo si ruppe inesorabilmente. In società arrivò gente nuova che, invece di seguire le orme del passato, fece una rivoluzione totale. Il primo a saltare fu l’allenatore Dido Guerrieri (scelta a dir poco imbarazzante) che venne sostituito da De Sisti che non arriverà a Natale perché, a sua volta, sostituito da Federico Danna. Famosa divenne una sua intervista rilasciata ad una tv libera torinese dove il Professore non riuscì a trattenre le lacrime per il dispiacere di lasciare Torino. Insieme a lui se ne andarono i due americani, May e Bantom. Gli anni che seguirono furono anonimi per Torino che vivacchiava fra l’A1 e l’A2. Nella stagione 1989-90 ritornò un grande entusiasmo. Ritornò in panchina Dido Guerrieri, e come americano venne scelto ‘Baby gorilla’ Darryl Dawkins, grande protagonista nella NBA a Filadelfia insieme al mitico Doctor J. Un quintetto di prima scelta quello torinese con Della Valle, Milani, Morandotti e Joe Kopicki, straniero poco spettacolare ma dal grandissimo rendimento. La serie A2 venne vinta in scioltezza nonostante l’nizio balbettante dove la squadra alternava prestazioni spettacolari in casa con sconfitte imbarazzanti in trasferta. In coppa Italia la squadra fece una partita praticamente perfetta contro Milano che fu sconfitta 130-108 ed eliminata dalla competizione. Nei play off Torino eliminò Livorno in tre partite grazie ad un grandissimo Dawkins; poi incontrò Cantù nei quarti e venne sconfitta alla bella anche per la marcatura (definita da Aldo Giordani ‘a cavallina’) su Darryl Dawkins. L’anno successivo Torino non aveva sponsor e, per problemi di bilancio, dovette cedere anche il suo miglior prospetto, Riccardo Morandotti. Al suo posto arrivò Zamberlan. Sarà un anno sfortunato con il coach Dido Guerrieri che durante una trasferta a Reggio Emilia ebbe un grave malore che lo tenne fuori dai campi di gioco per il resto della stagione. Al suo posto venne Federico Danna e la stagione si concluse con un anonimo 10° posto. In estate Dawkins partì, attratto dalle sirene milanesi e come stranieri arrivarono Bobby Lee Hurt e Kevin Magee, ex Varese. La prima parte della stagione fu ottima e Torino rimase nei primi posti della classifica per un bel pezzo per poi finire la stagione al 9° posto, comunque un risultato positivo. Ormai il declino definitivo era alle porte: nella stagione 1992/93 Torino cambiò ancora stranieri per problemi di bilancio ma non fu altrettanto fortunata, questo e i soliti infortuni che avevano caratterizzato quasi tutte le stagioni torinesi, fecero si che a fine anno Torino retrocedette in A2 classificandosi ultima in classifica. L’anno successivo tornò il Prof. Guerrieri sulla panchina e riuscì a portare la squadra a giocarsi la promozione in A1 nei play out ma l’impresa fallì. In estate partì Alessandro Abbio, destinazione Bologna sponda Virtus. Ormai la crisi economica che attanagliava la società era gravissima. Guerrieri riuscì ancora a gestire bene la squadra che ottenne un onorevole 10° posto ma a fine stagione, per le difficoltà finanziarie e per il fatto di essere senza sponsor, la società chiese alla Federazione di poter disputare il campionato di serie B autoretrocedendosi. Ormai la caduta era libera, seguì qualche anno in B1, dove la società ogni anno vendeva i giocatori migliori mettendo in rosa tanti ragazzi provenienti dalle giovanili Auxilium, finchè nella stagione 98/99 la squadra formata quasi tutta da ragazzini vinse due sole partite e retrocesse in B2. Tanti attestati di stima verso la squadra allenata da Tassone che aveva messo in luci molti giovani interessanti fra cui Stefano Borgna. L’estate che seguì fu drammatica: la società rischiò di sparire, quando tutte le speranze sembrarono svanire arrivò un’offerta dalla squadra di Collegno guidata dal presidente Garrone appassionatissimo di basket e tifoso Auxilium che propose di unire le forze per ripartire. A questo punto termina la storia dell'Auxilium Basket Torino società nata, come è stato detto, da un'intuizione di Don Borgogno e che ha portato il grande basket a Torino. Ne inizia un'altra che tutti speriamo possa dare gli stessi e se non migliori risultati.

Gli inizi

Gli anni migliori

Il lento declino