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IL MOVIMENTO RUDE BOYS

 

 

I Rude Boys ( “agitatori”) nascono nella metà degli anni ’50 nelle strade di Kingston (dove regnava e regna tuttora la disoccupazione e la miseria oltre alla mafia delle solite “40 famiglie”di pelle bianca che usano come braccio destro la polizia e la loro violenta repressione), sono ragazzi poco accettati dalla società per i loro contatti con i bassifondi del sistema e per i loro scontri con la polizia (il governo per rappresaglia arrivò addirittura a distruggere il quartiere di Shanty Town) e per il loro grande abuso di ganja.

I primi Rude Boys giamaicani si notavano per i capelli molto corti e per i vestiti eleganti (per cercare di imitare i gangsters americani). La storia di questi ragazzi è strettamente legata alla musica (dopo l’indipendenza del 1962 nell’orfanotrofio della capitale,Alpha School, si dava ad ogni bambino, come precaria assicurazione sul futuro, un ottone della banda militare inglese), ed ai SoundSystem (grandi casse montate su camioncini, delle sorta di discoteche viaggianti che permettevano alla popolazione di ascoltare musica d’importazione troppo costosa degli artisti americani) ideati da Tom The Great Sebastian e subito seguiti da personaggi ,che lanceranno artisti conosciuti in tutto il mondo, come Sir Coxson Dodd e Duke Reid the Trojan.

Proprio questi SoundSystem furono un punto di svolta per i Rude Boys che frequentavano assiduamente le sedute di casting che sovente, grazie alla loro presenza finivano spesso a pistolettate. I ragazzacci portarono aria nuova al Rocksteady giamaicano (definito il “Rude Boy Sound”) aggiungendo ai testi filastrocche contro il governo ed allusioni sessuali sia un ritmo più veloce inserendo alla musica sezioni di ottoni : nel mondo della musica nasce lo ska. I Rude Boys diedero al mondo della musica un altro importante tassello: il Reggae (termine che si incominciò ad utilizzare grazie alla canzone di Toots and the Maytals “Do the Reggay” che si riferiva a “regolare”, nel senso di gente comune, della strada). Proprio nelle selezioni di casting di Sir Coxson si fecero notare un gruppo di quattro Rude Boys provenienti dalle case popolari di Trench Town capitanati da un giovane “creole pickeny” (figlio di razze differenti) che di nome faceva Robert Nesta Marley soprannominato “Tuff Gong”( “Teppista di strada”), il SounSystem aveva guadagnato l’appoggio di Bob Marley e dei Wailers più una grande tribù di Rude Boys che seguirà dappertutto il gruppo (dai concerti “ambulanti” in Europa fino ad arrivare al grande concerto per l’indipendenza dello Zimbabwe, dove presenziarono per i “fratelli giamaicani” più di due milioni di persone) e aiuteranno a spianargli gli inizi della carriera (la radio giamaicana si rifiutava sovente di passare un singolo del gruppo, troppo rivoltoso o politicamente rischioso, allora Bob Marley si presentava ai dj con qualche amico armato di mazza da baseball e lame sguainate ed i pezzi dei Wailers trasmessi alla radio diventavano un successo).

Bob Marley, ma il reggae in generale, cercherà di influenzare i propri testi con la religione/filosofia Ras Tafari (comunemente detta Rasta) che predica l’emancipazione alla razza nera attraverso il ritorno alla madrepatria Africa, attendeva il crollo della società razzista bianca e venerava Jah: non si devono avvicinare lame taglienti al proprio corpo ( da qui la capigliatura Rasta) mentre il fumare marijuana era semplicemente un fattore di comunione cerebrale con la divinità non un semplice sballo (giustificato da loro con il salmo 104 della Bibbia: “Fai crescere il fieno per gli armenti e l’erba al servizio dell’uomo”).

 Non tutti però sono felici dell’influenza rasta sui Rude Boys (in effetti molto confusa): Toots Hibbert, leader dei Maytals disse “Ci sono molte persone che non afferrano veramente il senso della cosa. Non conoscono i salmi, non sanno nulla di Dio, dicono solo –Rastafari…Dread!_ e usano pistole”. In effetti le gesta violente dei Rude Boys vengono molto criticate (ma anche esaltate) da diversi cantanti dell’epoca: in “Dance Crasher” Alton Ellis dice ai Rude Boys di non usare il coltello, in “Judge Dread” Prince Bustrer punta il dito contro un giudice etiope che voleva “sistemare” i Rude Boys.

Intorno all’inizio degli anni ’60 moltissimi giovani giamaicani emigrarono in Gran Bretagna per trovare un lavoro lanciando lo ska in Europa e il fenomeno Rude Boys. Alloggiando nei quartieri operai inglesi gli immigrati giamaicani vennero a contatto con i giovani che lanciarono la rivolta punk di fine anni ’70, l’influenzarono dando vita alo movimento Rude Boys europeo, molto diverso da quello giamaicano anche se collegato, furono gli “antenati” degli Skinheads e colonna portante di questo nuovo movimento furono il gruppo punk “ The Clash” che con testi estremamente politicizzati e che inneggiavano alla rivolta (la canzone “White Riot” sarà la miccia che farà esplodere il movimento).

Da li in avanti il fenomeno investì in pieno tutta l’Europa, avendo come focolai i concerti punk e ska sia le varie curve dei vari stadi, subendo anche nella mentalità in alcuni casi delle grosse storpiature (nacquero gli skinheads di estrema destra, mentre i Rude Boys così come gli S.H.A.R.P –skinheads against racial prejudice- erano o apolitici o appartenenti a realtà fortemente di sinistra ed antirazzisti)