CUOREGIALLOBLU.COM

 

Associazione per la promozione della pallacanestro di Torino e Provincia

 

 

CONOSCIAMO LE NOSTRE AVVERSARIE

 

 

  

 

 

 

16-02-2012 Castelletto Ticino 

Geografia
Castelletto sopra Ticino (in piemontese Castalet o Castlèt Tesin) è un comune di 10.000 abitanti della provincia di Novara.
La sua posizione geografica delimitata dal Lago Maggiore, dal fiume Ticino e da un anfiteatro di colline moreniche, ha favorito un insediamento fin dall'Età del Bronzo.
Fu il più grande centro protourbano dell'Italia nord-occidentale, nato e sviluppatosi proprio a Castelletto e che nel corso del VII-VI sec. a.C giunse ad occupare l'intero promontorio compreso nell'ansa del Ticino, godendo di una posizione pressoché unica.

Storia
I reperti archeologici trovati in sito fanno risalire le prime popolazioni residenti all'Età del Bronzo. Ne è testimone una necropoli risalente al XIII secolo a.C. (Cultura di Canegrate) casualmente riportata alla luce verso il 1950 in località Glisente.
Nella prima Età del Ferro, tra il IX e il V secolo a.C., si affermò una nuova entità culturale di rilevante importanza nella protostoria dell'Italia settentrionale: la Cultura di Golasecca, la cui denominazione è legata alla località in cui l'abate Giovanni Battista Giani documentò nel 1824 i primi ritrovamenti.
Il V secolo a.C. fu testimone di un improvviso abbandono dell'insediamento locale: la comparsa del centro di Milano, fondato dagli Insubri, posto in una posizione strategica per i traffici viari, portò al declino dei centri golasecchiani insediati sulle sponde del Ticino.
Nel 338 a.C. si verificarono penetrazioni di gruppi gallici, ricordate dallo storico latino Tito Livio, che caratterizzarono un diverso assetto urbanistico e sociale.
Nel Medioevo, in un atto notarile del 1145, apparve per la prima volta il nome di Castelletto, legato chiaramente al castello, appartenuto prima alla signoria dei Torriani e donato come feudo il 6 agosto 1329 dall'imperatore Ludovico il Bavaro ad Ottorino Visconti.                     Nel 1332 Giovanni Visconti, divenuto vescovo di Novara, incluse l'ampio territorio nel Ducato di Milano.
Dopo la Pace di Aquisgrana del 1748 il possesso del centro di Castelletto passò ai Savoia.
L'armistizio di Cherasco del 1769, a seguito delle vittorie napoleoniche sulle truppe sabaude, segnò l'occupazione del territorio da parte dei Francesi.
Dopo il Congresso di Vienna (1815) il Comune ritornò possedimento dei Savoia.

Nativi
Belfanti Serafino (1860-1939) Immunologo

Squadra
La Pallacanestro Lago Maggiore è nata nel 2007, dopo che la precedente società cestistica di Castelletto, i Basket Draghi, si era trasferita a Novara. Contemporaneamente la società cestistica novarese (Aironi Basket) di proprietà di Renzo Cimberio decise di cedere a gratuitamente il titolo sportivo di Serie B Eccellenza: a beneficiare della cessione è stato il nuovo soggetto sportivo nato dalla fusione di Arona Basket e Don Bosco Borgomanero.        Nel corso suo primo campionato la Pallacanestro Lago Maggiore, sponsorizzata Nobili SBS, si è ben distinta ottenendo la qualificazione ai play-off (venendo sconfitta da Lumezzane in gara tre). La nuova Serie A Dilettanti 2008-2009 ha visto la PLM chiudere al settimo posto in stagione regolare, venendo poi eliminata ancora una volta al primo turno dei play-off (da Treviglio). Identico risultato nella stagione successiva, con la squadra eliminata al primo turno play-off dalla Fortidudo Bologna. Nella stagione sportiva 2010-2011, la Pallacanestro Lago Maggiore ha come nuovo sponsor principale l'azienda SBS. La stagione si conclude con la salvezza ai playout battendo in due partite Potenza.

2007-08: 5º posto in B Eccellenza, eliminata al primo turno play-off

2008-09: 7º posto in Serie A Dilettanti, eliminata al primo turno play-off

2009-10: 7º posto in Serie A Dilettanti, eliminata al primo turno play-off

2010-11: 8º posto in Serie A Dilettanti, salvata al primo turno play-out

2011-12: in Divisione Nazionale A

Castelletto Ticino è da considerarsi una “vecchia conoscenza” sia perché, quest’anno l’abbiamo già incontrata ben 2 volte ( al Trofeo Albano ed in in campionato ) sia perché è stata nostra ospite nelle prime due edizioni del Memorial Albano e …. non siamo mai riusciti a vincere.      La squadra si è notevolmente rinnovata sia nella panchina, dove al posto di  Steffè Furio (Perugia) è stato ingaggiato Alessandro De Pol (Verona), sia nella rosa della squadra: alle partenze di Capitan Luciano Masieri (Monticelli in C Dil.), Franco Prelazzi (Omegna), Gian Carlo Palombita (Monfalcone in B dil. e poi a Cortemaggiore in C dil.) ed al rientro per fine prestito di Andrea De Nicolao e Daniele Sandri (Benetton Treviso), hanno fatto seguito gli arrivi di Simone Cotani (PMS Torino), Simone Ferrarese (Latina), dell’ex Auxilium Fabrizio Cucinelli (Massafra), Luca Marmugi (Pavia) e dei giovani Filiberto Dri (’89 Rieti), Armando Iannone (’90 Veroli). Confermati Matteo Raminelli e i giovani Andrea Marusic (’89 alle prese con un infortunio che non gli ha ancora permesso di scendere in campo), Andrea Piazza (’89), Manuel Terzaghi (’92),Davide Di Graci (’90), Stefano Appendini (’93), Matteo Bertona (’93), Fernando Cimelli (’93), Shaquille Hidalgo (’94), Andrea Paracchini (’94).

Sito web:http://www.pallacanestrolagomaggiore.it

Colori sociali: Giallo-Blu

Rosa

4 

 MARMUGI Luca

 1984

201 cm 

 4-5

 DRI Filiberto

 1989

190 cm 

 2-3

6 

 Hidalgo Shaquille

 1994

188 cm 

 1

7 

 PIAZZA Andrea

 1989

187 cm 

 1

8 

 IANNONE Armando

 1990

187 cm 

 2

 FERRARESE Simone

 1987

183 cm 

 1

10 

 CUCINELLI Maurizio

 1979

195 cm 

 2-3

11 

 RAMINELLI Matteo

 1983

203 cm 

 4-5

12 

 PARACCHINI Andrea

 1994

185 cm 

 2

13 

 BERTONA Matteo

 1993

200 cm 

4

14 

 CIMELLI Fernando

 1993

196 cm 

 3

15 

 TERZAGHI Manuel

 1992

197 cm 

 4

16 

 DI GRACI Davide

 1990

190 cm 

 3

17 

 COTANI Simone

 1981

201 cm 

 4-5

20 

 APPENDINI Stefano

 1993

190 cm 

 1-2


Allenatore
: DE POL Alessandro

07-02-2012 Treviglio 

Posizione

Città della Lombardia in provincia di Bergamo di oltre 28.000 abitanti, situata a 165 mt. di alt. Sorge nella Gera d’Adda, nella bassa bergamasca tra i fiumi Adda e Serio, e dal primo dista solo 2 chilometri. Nonostante il territorio faccia parte della media Pianura Padana presenta dei dislivelli di 15 metri vicino all'Adda. Tali dislivelli sono dovuti alla presenza di un terrazzamento morfologico denominato costa trevigliese.

Storia

Le origini di Treviglio risalgono all'alto medioevo anche se non mancano reperti di età precedente, dall'unione di tre diversi insediamenti preesistenti, detti villae, da cui deriva il nome: Cusarola di origine gallica a nord, Pisgnano di origine romana a sud e Portoli di origine longobarda ad ovest, un porto vicino all' Adda. Ricordata come vicus fin dal secolo X, prima del 1081, aveva fatto spontaneo atto di commendazione ai monaci di S.Simpliciano, passando poi sotto la giurisdizione dell’Arcivescovo di Milano. Divenne nel 1311 comune autonomo, avendo comprato i diritti signorili dall’Abate di S.Simpliciano. Nelle lotte tra Venezia ed i Visconti si mantenne, dopo varie vicende, fedele alla Serenissima. L'occupazione veneta terminò in modo funesto il giorno 8 maggio del 1509 con il saccheggio e l'incendio della Città che allora contava oltre tredicimila abitanti, il fatto scosse Luigi XII che dall'altra parte dell'Adda presso Cassano vide Treviglio in fiamme, così che, attraversato il fiume provocò i Veneziani a battaglia e presso Agnadello li sconfisse in modo sanguinosissimo; da allora la Gera d'Adda fu stabilmente coesa a Milano e la Serenissima iniziò il suo lento declino qui in Terraferma. Fece dedizione a Francesco II Sforza nel 1521; Nel 1522, durante la guerra tra Francesco I di Francia e Carlo V di Spagna che si contendevano il titolo imperiale, Treviglio fu nuovamente minacciata di saccheggio ma miracolosamente salvata dalla lacrimazione della Madonna affrescata nel monastero delle Agostiniane. Il generale francese Visconte di Lautrec il 28 febbraio di fronte al miracolo depose l'elmo e la spada (che ancora oggi si conservano) ai piedi di Maria ed ordinò il ritiro delle truppe. Durante il periodo spagnolo Treviglio venne costituita in Feudo e posta all'asta, i Trevigliesi da sempre fieramente liberi si opposero al provvedimento e, dopo aver perso la causa contro il Senato di Milano si autotassarono e riscattarono il Feudo rimanendo così liberi. L’Imperatrice Maria Teresa la elevò al grado di città, che conservò anche nella Repubblica Cisalpina

Nativi

Bernardino Butinone, pittore; Renato Cialente, attore; Giovan Battista Dell’Era, pittore: Giacinto Facchetti, calciatore e dirigente sportivo; Trento Longaretti, pittore; Piero Mentasti, politico e partigiano; Giuseppe Merisi, vescovo cattolico; Ermanno Olmi, regista e sceneggiatore; Luigi Ornaghi, attore non professionista; Andrea Possenti, astrofisico; Edoardo Ronchi, politico; Ildebrando Santagiuliana, scrittore e storico; Tullio Santagiuliana, scrittore e storico; Andrea Verga, politico; Bernardo Zenale, pittore

Squadra                                                                                                                           

La Treviglio Basket nasce nel 1971 all’interno dell’Oratorio Salesiano con il nome di Or.Sa Treviglio e nel 1982 conquista la serie B. Nel 1986, dall’unione di forze con l’Osio Sotto, nasce una nuova realtà, la Bergamasca Country Basket Treviglio. Dopo la disputa di quattro play off consecutivi con esito negativo, nella stagione 1993/4 conquista la B d’Eccellenza a Modena, contro il Campi Bisenzio. Da sempre il settore giovanile ha prodotto ottimi elementi come Alberto Rossini (play-maker della Nazionale), Marco Sambugaro (campione d'Italia con Siena), Andrea Conti (campione europeo Cadetti), Luca Gamba (campione Mondiale Militare), Codevilla, Degli Agosti, Brioschi, Guerci, Colonnello ed il risultato più prestigioso lo conquista nel 1995 con il 2° posto assoluto alle spalle della Virtus Bologna alle finali Allievi Nazionali. Nella stagione 1999/2000 cambia nuovamente denominazione e torna a chiamarsi semplicemente Treviglio Basket. Per due volte ha sfiorato la promozione in Legadue raggiungendo la semifinale play off, uscendo di scena prima contro Cento poi, l’anno scorso contro Trapani. Nella stagione 2005/6 è arrivata alla Finalissima per la Legadue, cedendo solo alla forte Spar Scavolini Pesaro, dopo aver sconfitto le quotate Brindisi e Patti. Nell'estate 2006 cambia ragione sociale, trasformandosi in Società Dilettantistica a Responsabilità Limitata, dopo l'allargamento della compagine societaria ad altri imprenditori ed il cambio di denominazione (da Treviglio Basket a Blu Basket).                                                                                Dopo l’ottimo campionato scorso (terminato in semifinale promozione opposta ad Ostuni) la linea della Società è stata quella di continuare a dare ampio spazio ai giovani ed a tal proposito si è iniziato con l’ingaggio di coach Adriano Vertemati (ex responsabile giovanili della Benetton Treviso, fresco vincitore del titolo italiano U19) al posto di Simone Lottici (Casalpusterlengo) e rinunciando alle prestazioni di Davide Reati (Cimberio Varese in A1), Tommaso Milani (Latina), Riccardo Castelli (Casalpusterlengo, fine prestito), Thomas De Min (Capo d’Orlando prima e Perugia da poche giornate), Claudio Gotti (Fossombrone) riconfermando Andrea Vitale e Gabriele Zanella ed i giovani che sono stati una delle sorprese più positive della passata stagione quali Jacopo Borra (’90 moncalierese di nascita), Roberto Marulli, Marco Planezio (entrambi classe 91) e inserendo nella rosa di prima squadra Simone Tomasini, Mattia Franzoni e Matteo Orlandi (tutti classe 93), Andrea Leone e Marco Tedoldi (classe 94); in compenso sono giunti nuovi giovani interessanti per proseguire la tradizione giovanile della Società Trevigliese come Nicolò Cazzolato (’89 Benetton treviso), Augustin Fabi (’91 Patti), Lorenzo Molinaro (’92 Nbu Gsa Udine), Loris Giacchetta (’91 Blu Orobica Bergamo), Omar Hussin (’93 Minerva Basket Roma). Discorso a parte merita Tommaso Marino rientrato a Teramo per fine prestito, passato ad Ostuni prima ed a Forlì in seguito e ritornato da poco a Treviglio.                                                   Come da consuetudine, in questa stagione, la squadra è partita senza tanti clamori ed aspettative ma, come ormai e solita fare, si sta comportando in modo egregio mantenendo una posizione di classifica da primissime posizioni e rivelandosi squadra tosta ed affidabile nonostante sia una squadra con la media di età tra le più basse dell’intero campionato.

Sito web:http://www.blubasket.it

Colori sociali: Bianco-Blu

Rosa

5 

 MARULLI Roberto

 1991

193 cm 

 1

6 

 PLANEZIO Marco

 1981

197 cm 

 3

 CARNOVALI Tommaso

 1993

197 cm 

 2-3

 MOLINARO Lorenzo

 1992

204 cm 

 4

9 

 BORRA Jacopo

 1990

215 cm 

 5

10 

 VITALE Andrea

 1981

199 cm 

 3

11 

 CAZZOLATO Nicolò

 1989

194 cm 

 1-2

12 

 HUSSIN Omar

 1993

200 cm 

 2-3

13 

 ZANELLA Gabriele

 1981

205 cm 

 4-5

14 

 Fabi Augustin

 1991

199 cm 

 2-3

15 

 TOMASINI Simone

 1993

195 cm 

 1-2

16 

 GIACCHETTA Loris

 1992

206 cm 

 5

18 

 MARINO Tommaso

 1986

190 cm 

 1


Allenatore
: VERTEMATI Adriano

01-02-2012 Ruvo Di Puglia 

Posizione

Cittadina della Puglia in provincia di Bari di oltre 26.000 abitanti, situata a 260 mt. di alt. alle falde orientali delle Murgie.

Storia

Luogo fu aIl lbitato sin dal Neolitico (numerose le tombe), centro dei Peucezi in età storica, fiorente città greca, A seguito delle Guerre Sannitiche e della guerra contro Taranto la città entrò nell'orbita di Roma, per poi divenire, nella tarda repubblica, dapprima stazione militare e in seguito Municipio; con la caduta dell’Impero Romano subì la dominazione dei Goti e poi dei Bizantini. Borgo di scarsa importanza, durante il basso impero, cominciò a rifiorire verso il sec.X. Occupata da Ruggero II prima del 1153,  fortificata al tempo di FedericoII, cambiò frequentemente signore, passando a Rodolfo Di Colant (1269), ai De Juriaco (1291), ai Terlizzi (1337),  agli Orsini. Venduta nel 1510 ai Carafa, rimase loro sino al 1806. Nel 1799 partecipò ai moti giacobini. Dalla fine del sec.V a.C. fu notevole come centro di produzione di ceramica, prima imitando quella greca, poi con caratteri più originali; numerosi vasi greci e apuli si conservano nel locale museo Iatta. Alcune tombe di tufo delle sue necropoli, in forma di sarcofago o a camera, erano dipinte; celebre una pittura con danzatrici al museo Nazionale di Napoli. Famosa è la massiccia cattedrale (sec.XIII), con interno a tre navate e con pregevoli sculture sul portale maggiore; belle anche le rovine del castello e notevole il rinascimentale Palazzo Spada.

Nativi

Giovanni Jatta, magistrato ed archeologo; Antonio Jatta, agronomo e politico; Domenico Cotugno, medico, anatomista e chirurgo; Domenico Cantatore, pittore; Luciano Luigi Pellecani, sociologo e giornalista; Giuseppe Minafra, musicista e compositore; Michele Pellicani, giornalista e politico…..

…..e nello sport

Gialluca Basile, cestista.

Squadra                                                                                                                                    L’A.S. Basket Ruvo è stata fondata 60 anni fa da un gruppo di appassionati cestisti ruvesi. Il primo passaggio fondamentale per la crescita del movimento cestistico rubastino, lo si ha nel 1996 con la fusione tra l’A. S. Basket Ruvo e l’A.S. Basket Molfetta: nasce la Pall. Fiore di Puglia. Dopo l’approdo in serie C1, la storica promozione arriva nella stagione 2001/02 con la vittoria in finale contro Castellammare di Stabia al termine di una serie molto equilibrata e combattuta. La Pall. Fiore di Puglia è protagonista di sette campionati di fila nella serie cadetta, sfiorando a più riprese la fatidica promozione nell’allora B d’Eccellenza. Nel 2002/03 dopo aver terminato la regular season al secondo posto, nell’esordio nel campionato cadetto termina la sua avventura contro Matera nella semifinale play-off, sconfitta 2-0. Nella stagione successiva, Ruvo si salva contro San Severo nel primo turno play-out. Dopo il quarto posto in regular season, i ruvesi sfiorano l’impresa nella semifinale play-off contro Brindisi. L’era “Gentile” termina con una storica finale persa a Gragnano al termine di cinque gare avvincenti. Nel 2006/07 con coach Brogialdi alla guida tecnica della formazione, Ruvo domina la fase regolare ma perde incredibilmente la finale contro Potenza con un sonoro 3-1. Gli infortuni condizionano la Pall. Fiore di Puglia che con onore conclude l’annata successiva in semifinale contro Ostuni che vincerà i play-off.  Nel 2008 nasce l’Asd Ruvo di Puglia Basket dalla scissione con la Pall. Fiore di Puglia. Per Ruvo la stagione è tormentata e coincide con uno dei peggiori risultati sportivi: 7° in regular season, fuori al primo turno play-off contro Maddaloni.  Il 31 luglio 2009 un terremoto cestistico sconvolge il panorama nazionale della pallacanestro e consegna l’Asd Ruvo di Puglia Basket allo storico ripescaggio in A Dilettanti. E’ Giulio Cadeo il primo allenatore dei ruvesi nella terza serie nazionali. L’annata si preannuncia difficile, ma sarà ricordata da tutti come un “anno emozionalmente unico” con tanto di sesto posto e di uscita al primo turno play-off contro San Severo. L'annata 2010/2011 è quella che porta ai vertici della categoria la formazione biancoazzurra: in un campionato complicatissimo e difficilissimo (retrocede il 50% delle partecipanti), i ruvesi chiudono in testa il girone d'andata (13v 2p) in maniera record e, nonostante un calo in quello di ritorno, chiudono terzi conquistando un posto per i playoff (a cui partecipano solamente le prime quattro formazioni di ogni girone). La serie di semifinale con Ostuni è appassionante e combattuta, grazie al colpo esterno in gara-1 e alla vittoria di gara-3, i ruvesi hanno in gara-4 la chance di chiudere il discorso in casa, ma non vi riescono e in gara-5 si arrendono ai più quotati avversari. E' comunque il risultato più alto raggiunto dal basket ruvese nella sua storia.

2001-02: serie C1, 1º posto, promossa in serie B2 dopo la finale playoff vinta contro Castellamare di Stabia.

2002-03: serie B2, 2º posto, eliminata in semifinale playoff da Matera.

2003-04: serie B2, 10º posto, salva al primo turno playout contro San Severo.

2004-05: serie B2, 4º posto, eliminata in semifinale playoff dal New Basket Brindisi.

2005-06: serie B2, 2º posto, eliminata in finale playoff dal Gragnano Basket

2006-07: serie B2, 1º posto, eliminata in finale playoff da Potenza.

2007-08: serie B2, 2º posto, eliminata in semifinale playoff da Ostuni

2008: Nasce l'attuale società dell' ASD Ruvo di Puglia Basket.

2008-09: serie B dilettanti, 7º posto, eliminata quarti playoff da Maddaloni.

2009-2012: serie A dilettanti, 6º posto, eliminata quarti playoff dalla Mazzeo San Severo 2-0.

2010-2011:serie A dilettanti, 3º posto, eliminata semifinale playoff dall'Assi Basket Ostuni 3-2.

Ed arriviamo a questa stagione in cui la Società Ruvese provvede ad un massiccio rinnovamento confermando praticamente solamente coach Giulio Cadeo ed i giovani Davide Bonacini (’90), Daniele Merletto (’93) e i ’94 Giuseppe De Leo, Alberto Di Salvia, Giovanni Mennilli, Armando Liguori e Vincenzo Picerno ed alle partenze di Andrea Zerini ( Brindisi), Andrea Pilotti (Matera), Francesco Ihedioha e Simone Bonfiglio (Ferentino), Stefano Simeoli (Virtus Siena), Riccardo Marzoli (San Severo), Patrisio Cicivè (prima Costa Volpino e poi Molfetta), Francesco Modica (Livorno), Stefano Provenzano (Monteroni), Diego Martino (Trani) si è provveduto ingaggiando Christian Villani e Frederic Emejuru (entrambi da Latina), Marco Tagliabue (Jesi), Gianluca Tomasiello (Virtus Siena) ed gli under Pasquale De Martino (’91 Stella Azzurra Roma), Simone Zanotti (’92 Reggio Emilia), Gianluca Valesin (’92 Caorle) e Tommaso La Quintana (’95 Casillo Basket Corato). Ad inizio campionato era stato ingaggiato anche Gints Antrops da Ircop Rieti, trasferito poi alla Fiorese Bassano. Il cammino in questa stagione si presenta molto tormentato e non sempre si sono ottenuti risultati pari alle attese; l’obiettivo è di cercare di evitare l’ultima posizione per potersela giocare ai play-out.

 

Sito web:http://www.ruvochannel.com

Colori sociali: Bianco-Blu - Rosso

Rosa

5 

 DE LEO Giuseppe

 1994

198 cm 

 3

 VILLANI Christian

 1982

200 cm 

 3

8 

 LAQUINTANA Tommaso

 1995

183 cm 

 1

9 

 TAGLIABUE Marco

 1986

206 cm 

 4

10 

 DI SALVIA Alberto

 1994

179 cm 

 2

11 

 DE MARTINO Pasquale

 1991

195 cm 

 2-3

12 

 MERLETTO Daniele

 1993

175 cm 

 1

13 

 ZANOTTI Simone

 1992

206 cm 

 3-4

14 

 LIGUORI Armando

 1994

183 cm 

 2-3

15 

 VALESIN Gianluca

 1992

193 cm 

 2-3

17 

 BONACINI Davide

 1990

190 cm 

 1-2

18 

 EMEJURU Frederic

 1988

203 cm 

 4

20 

 TOMASIELLO Gianluca

 1980

190 cm 

 1-2


Allenatore
: CADEO Giulio

25-01-2012 Capo D'Orlando 

Posizione

Capo d'Orlando (Capu d'Orlando in siciliano) è un comune italiano di oltre 13.000 abitanti della provincia di Messina in Sicilia. Situato a 12 mt.s.m. si colloca nella costa settentrionale dell’isola tra Capo d’Orlando e Cefalù con una splendida visuale delle Isole Eolie. La denominazione Capo d'Orlando risale all'epoca normanna, quando fu battezzata così in onore di una presunta sosta del paladino Orlando durante una crociata in Terra Santa.Centro a prevalente vocazione turistica e commerciale del comprensorio dei Nebrodi, del quale è uno dei poli, insieme a Sant’Agata di Militello e Patti, è nato come borgo di pescatori. Originariamente frazione di Naso, il paese ha raggiunto l'autonomia il 27 settembre 1925..

Storia

Secondo la leggenda sarebbe stata fondata da Agatirso, figlio di Eolo, re dei venti e delle isole Eolie. La fondazione, secondo la leggenda, risalirebbe a tempi non lontani dalla guerra di Troia, intorno al 1183 a. C. e da principio il paese avrebbe conservato il nome di Agatirso,  dunque sarebbe stata in origine una città sacra al culto di Dioniso. Nove secoli più tardi, nel 209 a.C., secondo le cronache di Tito Livio, Agatirso o Agatirno, "società di ladri, esuli e malfattori", subì una massiccia deportazione: circa 4.000 persone furono deportate in Calabria dal console Levino. Questa l'ultima traccia della storia di Capo d'Orlando prima dei Normanni, la testimonianza successiva è di Goffredo da Viterbo, il quale riferisce che il promontorio porta il nome del paladino Orlando (al posto del vecchio nome paganeggiante), da quando Carlomagno, al ritorno dal suo pellegrinaggio a Gerusalemme, fece tappa a Palermo. Durante il Vespro siciliano il 4 luglio 1299, Capo d'Orlando torna nelle cronache con una battaglia navale tra Giacomo II e Federico III per la reggenza degli Aragonesi in Sicilia, nel contesto della disputa fra Aragonesi ed Angioini per il trono siciliano. Quasi un secolo più tardi, nel 1398, Capo d'Orlando è di nuovo citata nelle cronache per l'assedio di Bernardo Cabrera, conte di Modica, che insegue Bartolomeo di Aragona, traditore del re Martino I rifugiatosi nel Castello che si trova sul promontorio dal quale Capo d'Orlando prende il nome. In questa occasione il Castello, utilizzato fino ad allora come roccaforte di guardia contro i pirati, viene distrutto; iniziano così le incursioni dei pirati, due delle quali testimoniate nel 1589 e nel 1594, fino alla realizzazione di una postazione di guardia, nel 1645. Nel 1598 il ritrovamento vicino al Castello di una piccola statua della Madonna, che secondo la leggenda sarebbe stata portata da San Cono Abate, porta la comunità locale a costruire nel 1600 il Santuario di Maria Santissima, tuttora simbolo del paese. I secoli successivi, segnatamente il XVIII e l'inizio del XIX, sono anni di lunghe e dannose alluvioni, che spingono i conti d'Amico, antichi proprietari del latifondo, a cederne la proprietà al Comune di Naso. Ma le alluvioni sono un'occasione di nuova fortuna per Capo d'Orlando: per effetto dell'azione del mare nasce una pianura molto fertile, e le filande, attive già dal XV secolo in contrada Malvicino insieme alla coltura della canna da zucchero, vivono una fase di sviluppo. Capo d'Orlando affianca dunque le coltivazioni all'attività dei pescatori e per proteggere il centro dalle scorribande dei pirati e sfruttare le nuove risorse i baroni di Naso realizzano una torre fortificata e un trappeto per lavorare lo zucchero. Nello stesso periodo, nella zona di San Gregorio nasce una tonnara; è così che Capo d'Orlando e più nello specifico il borgo marinaro di San Gregorio, vero cuore pulsante del paese fino alla fine del XIX secolo, raggiunge una forte indipendenza economica e inizia a crescere demograficamente, anche per effetto del completamento, nel 1895, della ferrovia che attraversa il centro e delle statali 113 Messina-Palermo e 116 Capo d'Orlando-Randazzo. A cavallo fra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo iniziano così le agitazioni popolari per rivendicare l'autonomia da Naso, che ormai ha la stessa rilevanza economica e demografica della frazione e per tenere l'avamposto a mare concede porzioni di territorio agli orlandini. Ma le agitazioni proseguono, fino a quando, il 25 giugno 1925, Capo d'Orlando ottiene l'autonomia, suggellata il 27 settembre dello stesso anno dall'inaugurazione del municipio.

Nativi

Vittorio Sindoni, regista; Giuseppina Paterniti, giornalista; Franco Ipsaro Passione, ex calciatore di Serie A nelle squadre di Avellino e Pisa..

Squadra                                                                                                                             

Fondata nel 1978,l'Orlandina Basket dopo molti anni di attività in ambito regionale, nel 1995 disputa il suo primo anno in serie C1 e , subito retrocessa in C2 l’anno successivo, prontamente risale fino a raggiungere la B2 nel 1998, la B1 nel 2000, nel 2001 la serie A2 ed infine l’A1 nel 2005. Fino al campionato 2007/2008 è stata la più importante squadra di pallacanestro della Sicilia ed ha rappresentato il comune più piccolo della serie A1. Esclusa dal campionato 2008/2009 per presunte irregolarità amministrative, ha ripreso l'attività nel 2009/2010 ripartendo dalla serie C dilettanti, conquistando a fine campionato la promozione in B dilettanti (ex B2). Nella stagione 2010/2011 vince il secondo campionato consecutivo aggiudicandosi l'accesso alla A dilettanti (ex B1).

1995/1996  Serie C1   (16° posto-retrocessa in C2)

1996/1997  Serie C2   (1° posto-promossa in C1)

1997/1998  Serie C1   (1° posto-promossa in B2)

1998/1999  Serie B2   (7° posto)   

1999/2000  Serie B2   (1° posto-promossa in B1)

2000/2001  Serie B1   (2° play/off- promossa in Lega 2)

2001/2002  Lega 2   (10° posto)   

2002/2003  Lega 2   (14° posto-retrocessa in B1)  

2003/2004  Serie B1   (13° play/out-ripescata in Lega 2)  

2004/2005  Lega 2   (1°-promossa in serie A)

2005/2006  Serie A   (16° posto)

2006/2007  Serie A   (14° posto)

2007/2008  Serie A   (6° play/off-quarti di finale)

2008/2009  Inattiva

2009/2010  Serie C dil.   (1° promossa in serie B dil.)

2010/2011  Serie B dil.   (1° promossa in serie A dil.)

Squadra

Della squadra, vincitrice il campionato di B dil. della scorsa stagione, sono rimasti solamente Pablo Enrique Albertinazzi e Gionata Zampolli oltre ai giovani Massimo Vigorita e Fabio Bontempo (entrambi ’93),  mentre Luca Sgrò (’93) e Tomas Caula (’92) sono in doppio tesseramento con S.Filippo del Mela in C dil. Al dimissionario coach Giuseppe Condello, è subentrato l’ex Brindisi Giovanno Perdichizzi mentre alle partenze di Marco Caprari (Viola Reggio Calabria), Luca Rossi (Rieti), Alberto Saponi (Don Bosco Livorno), Juan Martin Caruso (Roseto), Giuseppe Costantino (Trapani) e Carmine Moccia (Benevento) sono arrivati Andrea Benevelli (Trento), Thomas De Min (Treviglio), Fabio Zanelli (San Severo), Filippo Alessandri (’89 Ferentino), Nicholas Crow (’89 Brescia), Nicolò Damiani (’90 Empoli), Simone Casati (’91 Desio), Francesco Pellegrino (’91 Racalbuto), Davide Boiardi (’92 Fortitudo Ragusa-doppio tesseramento con S.Filippo del Mela) ed infine all’inizio del campionato Michele Cardinali (Barcellona Pozzo di Gotto); notizie dell’ultima ora danno Thomas De Min in partenza. Dire che Capo d’Orlando sia una delle favorite al salto in A2, pare evidente ed il cammino finora percorso la colloca stabilmente nelle prime posizioni della division Sud-Ovest e nelle prime 4/5 posizioni dell’intero campionato; la Società è ambiziosa e lo dimostra il fatto di aver fatto (la stagione scorsa) richiesta della wild-card per il “salto” in A2.

Sito web:http://www.orlandinabasket.it

Colori sociali: Bianco-Blu

Rosa

4 

 ALESSANDRI Filippo

 1992

193 cm 

 2

5 

 CASATI Simone

 1989

190 cm 

 1-2

 VIGORITA Massimo

 1993

194 cm 

 2

 CARDINALI Michele

 1978

190 cm 

 2

 BENEVELLI Andrea

 1985

202 cm 

 4

11 

 CROW Nicholas

 1989

200 cm 

 3

12 

 ALBERTINAZZI Pablo Enrique

 1978

178 cm 

 1

13 

 ZAMPOLLI Gionata

 1985

188 cm 

 1-2

14 

 DAMIANI Nicolò

 1980

202 cm 

 5

16 

 SGRO' Luca

 1993

197 cm 

 3

17 

 CAULA Tomas

 1992

188 cm 

 1

19 

 PELLEGRINO Francesco

 1991

210 cm 

 5

20 

 ZANELLI Fabio

 1976

196 cm 

 2


Allenatore
: PERDICHIZZI Giovanni

19-01-2012 Napoli 

Posizione

Città capoluogo della Campania (terza città italiana per popolazione) conta quasi 1000000 di abitanti situata a 17 mt. di altitudine e si trova in amena posizione nel margine arcuato del golfo omonimo e sulle ultime propaggini dei Campi Flegrei, dominata dal massiccio vulcanico del Vesuvio e delimitato ad est dalla penisola Sorrentina con Punta Campanella, ad ovest dal golfo di Pozzuoli con Capo Miseno ed a settentrione dalle appendici dell’Appennino Campano. E’ un centro turistico per eccellenza, sia per l’importanza archeologica dei suoi dintorni (Ercolano, Pompei, Stabia) sia per le bellezze architettoniche della città (Maschio Angioino, Castel dell’Ovo, Castel Sant’Elmo, Castello Aselmeyer), sia per i Palazzi (Palazzo Reale, Reggia di Capodimonte), Piazze (Piazza del Plebiscito), Chiese (Duomo, Basilica di S.Chiara), Fontane (Fontana del Gigante), oltre alla struttura stessa della città che la rendono unica al mondo.  

Origine

Colonia greca (forse di Cuma) nei sec.VII e VI a.C. (problematico è il rapporto con gli altri insediamenti precedenti Partenope e Palepoli), Neapolis dal 326 fu alleata di Roma, dal 90 municipio. Quasi distrutta (82 a.C.) per aver parteggiato con Mario, cara a molti Cesari, dall’età di Claudio colonia. Conservò sempre il suo carattere fortemente greco e, come tale, fu centro di cultura e di arte. Il Cristianesimo vi compare già nel sec.I d.C. e la Diocesi di Napoli ha inizio forse agli inizi del sec.III. Ducato nominalmente Bizantino, ma di fatto autonomo nell’alto M.E., la città fu conquistata dai Normanni nel sec.XI e, seguendo le sorti del Regno di Sicilia, passò poi agli Svevi con Enrico VI (1194), agli Angiò con Carlo I (1266), agli Aragonesi con Alfonso il Magnanimo (1442). Nel periodo Aragonese, la città vide aumentare il numero dei propri abitanti e fu sede di una corte fastosa e di circoli umanistici oltre che delle Magistrature centrali dello Stato. Passato il Regno sotto il dominio spagnolo, Napoli fu capitale del vice regno e si sviluppo, urbanisticamente, durante il lungo governo di Don Pietro di Toledo; la rivolta di Masaniello (1647-48) ebbe il suo epicentro nei quartieri popolari cittadini in funzione antinobiliari ed antispagnola e fu il più importante fenomeno municipale e politico nel corso del seicento. La pestilenza del 1656 dimezzò la popolazione. Capitale del Regno autonomo con Carlo di Borbone, dopo la parentesi del vice-regno austriaco (1707-34), la città conobbe un nuovo sviluppo edilizio e soprattutto fu il centro dell’Illuminismo e del Riformismo meridionale accogliendo le migliori energie del Regno. Carlo III (1734-59) ed anche Ferdinando IV di Borbone (1759-1825) dettero alla città notevole impulso, per opera di abili ed avveduti Ministri, quali il Tanucci ed in Sicilia il Vicerè Caracciolo. La diffusione delle idee della Rivoluzione Francese, portò alla fuga della Corte in Sicilia ed alla proclamazione della Repubblica Partenopea sotto la protezione delle armi francesi (24 gennaio 1799); restaurati i Borboni e crollata la Repubblica (24 giugno 1799), Napoli tornò ad essere la capitale del Regno Borbonico. In seguito il Regno fu assegnato a Giuseppe Bonaparte, che lo cedette poi a Gioacchino Murat (1808), il quale iniziò una vasta opera di riforme ed introdusse i codici napoleonici. Con il Congresso di Vienna (1815), Napoli tornò, nel nuovo Regno delle due Sicilie, a Ferdinando IV (divenuto I) e fu al centro del moto insurrezionale carbonaro del 1820/21; occupata dagli austriaci del generale Frimont ebbe con Francesco I (1825-30) e con Ferdinando II (1830-59) qualche accenno di ripresa sul terreno economico e commerciale, pur permanendo gravi le condizioni di ignoranza, di miseria e del livello civile del popolo. Il 7 aprile 1860 fu occupata dalle forze garibaldine della spedizione dei Mille ed entrò a far parte del Regno d’Italia in seguito al plebiscito del 21-22 ottobre 1860. Nel corso della II guerra mondiale, subì gravi distruzioni in seguito ai violenti bombardamenti aerei da parte degli alleati che la occuparono durante la Campagna d’Italia il 1° Ottobre 1943 facilitati dal precedente moto popolare antitedesco (le 4 giornate di Napoli) che costrinse alla resa il presidio germanico.

Nativi

Gian Lorenzo Bernini, architetto; - Carlo Vanvitelli, architetto; - Pietro Bardellino, pittore; - Luciano De Crescenzo, scrittore; - Peppino De Filippo, attore – Salvatore Di Giacomo, poeta e paroliere; Giuseppe Marotta, scrittore e sceneggiatore; - Ernesto Murolo, drammaturgo, poeta; - Giuseppe Patroni Griffi, regista e scrittore; - Nicola Salerno, paroliere e disegnatore; - Roberto Saviano, scrittore; - Luigi Settembrini, scrittore; - Antonio De Curtis (Totò), attore, paroliere, poeta; - Carlo Pederzoli (Bud Spencer), attore; - Claudia Vinciguerra, giornalista, critico televisivo; - Rocco Barocco, stilista; - Francesco Caracciolo, ammiraglio; - Salvo D’Acquisto, patriota; - Riccardo Filangeri, storico; - Nino D'Angelo, cantautore.

e nello sport

Carmela Allucci, pallanuoto, - Francesco Postiglione, ex pallanuotista; - Paolo De Crescenzo, allenatore ed ex pallanuotista, - Francesco De Angelis, skipper; -  Davide Tizzano, ex canottiere; - Marco Boriello, calciatore; - Antonio Nocerino, calciatore; - Fabio e Paolo Cannavaro, calciatori; - Ciro Capuano, calciatore; - Ciro Ferrara, allenatore ed ex calciatore; - Giovanni Galeone, allenatore ed ex calciatore; - Pasquale Foggia, calciatore;- Antonio Juliano, dirigente ed ex calciatore; - Francesco Liguori, allenatore ed ex calciatore; - Vincenzo Montefusco, allenatore ed ex calciatore; - Sandro Cuomo, schermidore; - Luigi Tarantino, schermitore; - Fernando Meglio, ex schermidore; - Stefano Sbarra, ex cestista; - Andrea Capobianco, allenatore basket; - Gennaro Di Napoli, corridore mezzofondo; - Assunta Legnante, lancio del peso; - Alessandro ed Elio Fusco, allenatore ed ex rugbista; - Rita Grande, ex tennista; - Diego Nargiso; ex tennista; - Giuseppe Maddaloni, judoka; - Claudio Pollio, lotta; - Massimiliano Rosolino, nuotatore.

Storia della Società

La Napoli Basketball è una società di pallacanestro nata nel giugno del 2011 da un’idea di Salvatore Calise con un accordo con la APD Pontano Napoli militante in D.N.C: e nasce per riportare il basket di vertice a Napoli cercando di dare continuità dopo le recenti delusioni. La storia del basket a Napoli vanta un lunga tradizione fatta da tanti campionati disputati al vertice e da successivi fallimenti e radiazioni. 

Tante sono state le Società che hanno dato “visibilità” alla pallacanestro napoletana e la prima Società si può far risalire al 1931 con la costituzione dell’Associazione Pallacanestro Napoli che fondata nel 1931 da un marchese, sempre nel 1931 debuttò nel campionato nazionale maschile di Pallacanestro di Massima Serie, la Divisione Nazionale.

Altra storica Società fu la Partenope Napoli Basket che, fondata nel 1957, nella sua storia ha disputato numerose stagioni in Serie A (ottenendo un 2º posto nella stagione 1967/68 ed un 3º posto nella stagione 1968/69). Come trofei ha vinto la Coppa Italia 1968 (battendo in finale la Eldorado Bologna) e la Coppa Saporta nel 1970 (sconfiggendo in finale la squadra francese del Vichy) quando ancora si chiamava Coppa delle Coppe. A causa di continui problemi finanziari iniziati negli anni ottanta (con conseguenti fallimenti, cessioni di titoli sportivi, rifondazioni ed accorpamenti), dalla stagione 2006-2007 milita nel campionato di Serie C regionale. L'ultima apparizione tra i professionisti risale alla stagione 1997-1998 in Serie A.

Società Sportiva Basket Napoli è un’altra Società napoletana che, fondata originariamente a Pozzuoli, nella stagione 1999/2000 giocava con il nome di Serapide Pozzuoli e militava in A2; in seguito fu spostata di sede a Napoli dal presidente Lubrano, che poi cedette la società all'imprenditore campano Mario Maione.

Da notare anche la partecipazione all'Uleb Cup nella stagione 2004/05, la qualificazione per l'Eurolega 2006/2007 e soprattutto la conquista della Coppa Italia 2006.

Ha militato nella Serie A e ha giocato le partite in casa al Pala Barbuto di Napoli fino al 2008, sebbene sia in fase di ricostruzione il vecchio palazzetto, il Palasport Mario Argento, la cui realizzazione doveva in principio essere ultimata nell'aprile 2007, ma i cui lavori sono ormai fermi da lunghissimo tempo.

Il 20 Settembre 2008 il Consiglio Federale ha annunciato l'esclusione della società partenopea dal campionato di Serie A per la stagione 2008-2009, sentenza successivamente confermata in via definitiva. La squadra è stata declassata in Serie C regionale, allo stesso livello della Partenope. Il 12 gennaio 2010, il Basket Napoli di Mario Maione, che nel 2006 vinse la Coppa Italia e nel 2007 fu semifinalista nei play off scudetto, è stato dichiarato fallito. La società era stata estromessa nell'ottobre 2008 dai campionati Fip per falso nelle documentazioni retributive.

Squadra

La squadra che ha si è affacciata a questo 1° campionato di D.N.A., logicamente si è presentata interamente nuova a partire da coach Maurizio Bartocci (San Severo) a tutti i giocatori che costituiscono il roster salvo i giovani Alessandro Paradiso (’92), e Mario D’Avino (’93) del Pontano Napoli cercando di allestire un roster di tutto rispetto per la categoria; sono così giunti l’italo argentino Bernardo Adolfo Musso (Perugia), l’”ammiraglio” Nelson Rizzitiello (Piacenza), Simone Gatti (S. Antimo), Andrea Iannilli (Ferentino), Simone Lenardon (Massafra) e gli under Paolo Rotondo (’89 Latina), Leonardo Mariani (’90 Cecina), Gabriele Guastaferro (’91 Ferentino), ed i ’92 Nunzio Sabbatino (Monte Paschi Siena) e Nicola Bastone (Virtus Bologna).

Le premesse per disputare un ottimo campionato si stanno concretizzando, al punto che Napoli si candida autorevolmente ad un posto nei play-off con fondate ambizioni di tentare il “salto” in Lega 2, restando saldamente in testa alla Conference Centro-Sud (conquistando il diritto di partecipare alla final-four di Coppa Italia di categoria) e seconda (dietro ad Omegna) dell’intero campionato di D.N.A.

Sito web:http://www.napolibasketball.it

Colori sociali: Azzurro-Bianco

Rosa

4 

 SABBATINO Nunzio

 1992

190 cm 

 1

5 

 MUSSO Bernardo Adolfo

 1986

192 cm 

 2

8 

 BASTONE Nicola

 1992

193 cm 

 3

9 

 MARIANI Leonardo

 1990

194 cm 

 2-3

10 

 GATTI Simone

 1982

202 cm 

 4-5

11 

 IANNILLI Andrea

 1984

207 cm 

 5

12 

 PARADISO Alessandro

 1992

195 cm 

 3-4

13 

 ROTONDO Paolo

 1989

205 cm 

 4-5

14 

 RIZZITIELLO Nelson

 1984

198 cm 

 3-4

18 

 D'AVINO Mario

 1993

186 cm 

 1

19 

 GUASTAFERRO Gabriele

 1991

180 cm 

 1

20 

 LENARDON Simone

 1985

189 cm 

 1


Allenatore
: BARTOCCI Maurizio

19-12-2011 Firenze 

Posizione

Città capoluogo della Toscana conta più di 370.000 abitanti (1.500.000 se si tiene conto della conurbazione Firenze-Prato-Pistoia) situata a 50 mt. di altitudine e si trova sulle sponde dell’Arno al centro di un’ampia conca delimitata a nord dalle colline di Careggi e Fiesole, a sud da quelle di Arcetri e di Bellosguardo, ad est  una piccola piana la separa dalle colline di Settignano mentre ad ovest si apre la pianura su cui sorgono Prato e Pistoia. Oltre all’Arno, Firenze è solcata da piccoli fiumi quali il Mugnone, l’Affrico e la Mensona che affluiscono a dx e dal Greve a sx. Importante centro universitario e patrimonio dell’umanità UNESCO, è considerata il luogo d'origine del Rinascimento ed è universalmente riconosciuta come una delle culle dell'arte e dell'architettura, nonché rinomata come una delle più belle città del mondo, grazie ai suoi numerosi monumenti e musei, tra cui il Duomo, Santa Croce, gli Uffizi, Ponte Vecchio, Piazza della Signoria e Palazzo Pitti. Nel Medioevo è stato un importante centro culturale, commerciale, economico e finanziario, ricoprendo nell'età moderna il ruolo di capitale del Granducato di Toscana sotto il dominio delle famiglie dei Medici e dei Lorena. Fu capitale d’Italia dal 1865 al 1870, dopo l'unificazione

Origine

Centro romano sulla via Cassia, che serviva di comunicazione con le città di Roma, Pisa, Faenza, sorto secondo alcuni su un preesistente centro d’origine etrusca, fu municipio con il nome di Florentia, soggiorno di veterani di guerra (59 a.c.). Fu sede vescovile fin dal sec. IV e nel successivo risiedette il governatore della Tuscia. Nel 405 subì un attacco degli Ostrogoti che furono ricacciati da Stilicone. Poco si conosce della vita della città nei primi tempi del Medio Evo, a meno che non si voglia dar credito alle leggende fiorite poi nella storiografia comunale; è certo che i Longobardi vi crearono un ducato, divenuto poi contea con il riordinamento dell’Italia che fece Carlomagno, il quale soggiornò nella città durante il Natale del 786. Nell’ambito del marchesato di Toscana, la vita cittadina potè trovare le prime occasioni di autonomia, grazie ai contrasti feudali con l’Imperatore, ma è la morte della contessa Matilde (1115) ed il rinato contrasto fra Chiesa ed Impero, per la questione dei suoi beni, che segnano il sorgere d’un governo comunale retto da Consoli (1138). La storia del primo comune porta in sé i germi dell’antagonismo con altri comuni (Lucca e Pisa) sorti prima con il favore imperiale. In varie riprese, dal 1125 al 1153, i Fiorentini sono impegnati contro i Guidi e gli Alberti; il successo di queste lotte apre la strada verso Empoli e verso il Mugello e viene a consolidarsi l’importanza della città come si manifestò nella costituzione della Lega di San Ginesio (1197), formatasi alla morte di Enrico IV con finalità anti imperiali e filo papali che saranno in seguito definite “guelfe”. Le vittorie contro Pisa e Siena (Colle Val d’Elsa 17 giugno 1269), rafforzarono il guelfismo, poi fortune e sfortune della potenza “sveva” segnarono altrettanti successi od insuccessi della componente guelfa fino al definitivo crollo di Manfredi che restituì il comune ai guelfi sotto la nominale signoria di Carlo d’ Angiò. La pacificazione con i ghibellini,  promossa da papa Niccolò III con la missione del cardinale Latino (1278-1280), aprì la via al massimo rigoglio economico con il fiorino alla conquista del mercato internazionale. Tale prosperità acuì i contrasti politici tanto che, attorno al 1300, il partito guelfo si scisse in Neri (accesi sostenitori della politica filo papale) e Bianchi (moderati per l’esigenza di preservare la città dall’invadenza di Roma e degli Angioini); il prevalere dei Neri, appoggiati da papa Bonifacio VIII, fu causa di lutti ed esili, ma servì anche a contrastare Enrico VII ed a sventare un piano di supremazia imperiale sull’Italia tutta. Dopo le conquiste di Pistoia (1331), Cortona (1332), Arezzo (1337) e Colle Val d’Elsa (1338), il ceto dominante si logorò nel fallito tentativo contro Lucca, per poi risentire della crisi finanziaria che rovinò le banche dei Baldi e dei Peruzzi; la ricostruzione di un dominio papale nelle Romagne, mise il comune contro Gregorio XI e dopo la guerra che ne seguì (1375-1378) si riaccese la lotta sociale che proruppe  nel 1378 con una rivolta (tumulto dei Ciompi). Dopo la repressione, la città cadde sotto il dominio della famiglia Albizi (1382-1434), sino a che Cosimo de’ Medici instaurava, nel formale rispetto delle magistrature comunali, un dominio personale ed il nipote Lorenzo, specie dopo il fallimento della Congiura dei Pazzi (1378) si affermava, con il favore popolare, signore incontrastato. La sua politica mantenne la situazione in equilibrio sino alla sua morte (1492). La discesa di Carlo VIII interruppe una prima volta la signoria dei Medici (Repubblica Fiorentina 1494-1512), che ricostituita dopo la vittoria della Lega Santa sui Francesi (1512), durò finchè il Sacco di Roma (1527) non rese possibile un’ultima esperienza repubblicana. Assediata dalle forze di Clemente VII (Giulio de’ Medici) e Carlo V, la repubblica cedette ed i Medici fondarono il granducato (1520) che presto allargò il suo dominio con la conquista di Siena (1555) e Montalcino (1559). Firenze nel corso dei secoli arrivò a regnare su tutta la Toscana, ad eccezione della Repubblica di Lucca e del Ducato di Massa e Principato di Carrara. L'estinzione della dinastia dei Medici e l'ascensione nel 1737 di Francesco Stefano, duca di Lorena e marito di Maria Teresa d’Austria, portò all'inclusione della Toscana nei territori della sfera d'influenza asburgica. Il granduca Pietro Leopoldo il 30 novembre del 1786, promulgò il nuovo codice criminale, grazie al quale, per la prima volta nella storia degli stati moderni, furono abolite la pena di morte e la tortura. Dopo il congresso di Vienna (1815) terminò il possesso asburgico e passò a Ferdinando II a cui succedette il granduca Leopoldo II, salvo passare  definitivamente nel 1859, quando la Toscana venne annessa, tramite plebiscito, al Regno di Sardegna poco prima che diventasse Regno d’Italia nel 1861. Firenze prese il posto di Torino come capitale d’Italia nel 1865, su richiesta di Napoleone III in base alla Convenzione di Settembre, finché l'ambìto ruolo non fu trasferito a Roma cinque anni dopo, quando la città papalina fu annessa al regno.

Nativi

Amerigo Vespucci, Navigatore – Antonio Meucci, inventore del telefono – Antonio Pollaiolo, pittore e sculture – Benvenuto Cellini, scultore -  Sandro Botticelli, pittore -  Cenni Di Peppo (Cimabue), pittore – Dante Alighieri, poeta e scrittore, Donato dei Bardi (Donatello), scultore – Filippo Brunelleschi, architetto scultore – Francesco Guicciardini, storico e politico -  Luigi Pulci, scrittore – Niccolò Macchiavelli  scrittore e saggista – Carlo Lorenzini (Collodi),scrittore – Giovanni Boccaccio, poeta e scrittore - Luca Della Robbia, pittore -  Domenico Ghirlandaio, pittore – Aldo Palazzeschi, scrittore – Vasco Pratolini, scrittore –Oriana Fallaci scrittice - Luigi Cherubini, compositore – Bernardo Buontalenti, architetto - Margherita Hack, astrofisica – Lorenzo de Medici, letterato e diplomatico signore di Firenze – Caterina de Medici regina di Francia - Leopoldo II, granduca di Toscana Papa Clemente VIIPapa Clemente XIIPapa Leone XPapa Leone XIPapa Urbano VIII - Guccio Gucci, stilista – Franco Zeffirelli, regista -Elena Sofia Ricci, attrice - Martina Stella, attrice - Massimo Ceccherini, attore - Vittoria Puccini, attrice - Ilaria Occhini, attrice - Giorgio Panariello, attore e comico - Leonardo Pieraccioni, attore e regista - Paolo Hendel, attore - Carlo Conti, presentatore TV - Giorgio Albertazzi, attore e regista - Vittorio Cecchi Gori, regista  – Irene Grandi, cantante – Marco Masini, cantante – Piero Pelù, cantante - Alberto Alberani Samaritani, pallanuoto - Franco Ballerini ex ciclista, commissario della Nazionale Italiana – Gianluca Berti calciatore – Francesco Casagrande ciclista – Gianni De Magistris pallanuoto – Lorenzo Stovini calciatore –Andrea Sussi calciatore

Storia della Società

La società Firenze Basket nasce dalla scissione della Pallacanestro Affrico nel 1996. Sempre attenta al settore giovanile, nel 1995 partecipa alle Finali Nazionali Juniores a Pesaro classificandosi 8a mentre nel 1996 è di nuovo alle Finali Nazionali Juniores di Gorizia dove si classifica 4° ed è 6° l'anno successivo alle Finali Nazionali Juniores di Salsomaggiore.
Con il gruppo Juniores (1978/79) partecipa nel 1997 al campionato di Serie C dopo la retrocessione dalla B2. Si qualifica per le Finali Play-off e così pure nell'anno successivo. Nel 1999/2000 viene promossa in B2 e nel 2000/01 in B d'Eccellenza, categoria nella quale ha militato negli ultimi sette anni.
Nel 2000/01 il
Firenze Basket pose in essere un accordo con il Pool Fiorentina per un ulteriore sviluppo del basket giovanile e con l'intento di poter schierare in una squadra senior quanti più atleti fiorentini possibile.
Dalla stagione 2004/05 la società ha assunto la denominazione
"Pool Firenze Basket".
Dalla stagione 2007/08 la società gigliata collabora, per quello che concerne il settore giovanile, con il
Pino Dragons di Firenze.

La Storia
 

1997-98 - Serie C Nuova Stampa Firenze - Play off
1998-99 - Serie C Nuova Stampa Firenze - Play off
1999-00 - Serie C1 Emmegel Firenze - Promossa in Serie B2
2000-01 - Serie B2 Emmegel Firenze - Promossa in Serie B1
2001-02 - Serie B1 Grifogest Firenze - Play off
2002-03 - Serie B1 Grifogest Firenze - Play out
2003-04 - Serie B1 [da marzo 2004] Everlast Firenze - Play out
2004-05 - Serie B1 Everlast Firenze - Play off
2005-06 - Serie B1 Everlast Firenze - Play off
2006-07 - Serie B1 Everlast Mabo Firenze - Play off
2007-08 - Serie B1 Everlast Firenze - Play out
2008-09 - Serie A Dil. SmartHouse Mabo Firenze - Retrocede
2009-10 - Serie B Dil. Nuova Pallacanestro Firenze - 9° posto
2010-11 - Serie B Dil. Nuova Pallacanestro Firenze - Play out

2011-12 – Serie A Dil. Partecipazione al nuovo campionato D.N.A tramite “wild-card”

Squadra

Della squadra che ha disputato l’ultima stagione, sono stati confermati solamente Massimiliano Sanna e Francesco Rotella più i giovani Leonardo Colombini (’95), Jacopo Beconcini (’94), Vieri Marotta (‘94) mentre all’ex coach Francesco Puccetti è stato assegnato l’incarico di Responsabile del settore giovanile. Alle partenze di Niccolò Cioni (Prato), di Simone Marchini (Empoli), Matteo Russo (Lucca), Mauro Graviano (Russo Cagliari), Andrea Galli (S.Giovanni Val d’Arno), Riccarco Fois, Andrew Rath, Alberto Ganis e Francesco Pieroni (cessata attività - Dirigente) corrispondono gli arrivi del nuovo coach Riccardo Paolini (Perugia) e dei giocatori Andrea Capitanelli ( Palestrina), Stefano Rabaglietti (Virtus Siena), Dario Scodavolpe (Pavia) e degli under Andrea Giampaoli (’90) (Anagni), Stefano Spizzichini (’90) (Ragusa), Alessandro Amici (’91) (Imola), Simone Fabiani (’92) (Virtus Bologna) e Diego Monaldi (’93) (MontePaschi Siena), discorso a parte per Carlo Santomieri (sottoposto ad intervento chirurgico) di cui la Società attende di verificare la sua completa riabilitazione; dal 5 gennaio 2012, sarà a disposizione anche Federico Bellina (’79 Monfalcone) liberando Francesco Rotella. Compito di questa stagione sarà quello di riportare i Fiorentini al Basket e far rivivere i tempi della seconda metà degli anno ’80 quando Firenze calcava i parquet della serie A.

Sito web: http://www.pallacanestrofirenze.com

Colori sociali: Bianco-Rosso

Rosa

4 

 GIAMPAOLI Andrea

 1990

180 cm 

 1

5 

 CAPITANELLI Andrea

 1986

208 cm 

 5

 SANNA Massimiliano

 1988

195 cm 

 3

 COLOMBINI Leonardo

 1995

192 cm 

 2

8 

 MAROTTA Vieri

 1994

180 cm 

 1

 BECONCINI Jacopo

 1994

190 cm 

 2

11 

 RABAGLIETTI Stefano

 1983

191 cm 

 2

12 

 FABIANI Simone

 1992

202 cm 

 4

13 

 MONALDI Diego

 1993

185 cm 

 1

15 

 SPIZZICHINI Stefano

 1990

203 cm 

 4

17 

 SCODAVOLPE Dario

 1983

193 cm 

 2

19 

 AMICI Alessandro

 1991

200 cm 

 3

20 

 BELLINA Federico

 1979

205 cm 

 4


Allenatore
: PAOLINI Riccardo

19-12-2011 Siena 

Posizione

Città della Toscana, capoluogo di provincia con oltre 54000 abitanti, situata a 322 m. di altitudine, sui bassi rilievi che separano i bacini dell’Arbia a sud, del Merse a sud-ovest e dell’Elsa a nord tra le Colline del Chianti a nord-est, la Montagnola ad ovest e le Crete Senesi a sud-est.

Storia

L’antica Saena Etruriae o Sena Julia, fu colonia di veterani al tempo di Cesare o più probabilmente al tempo dei triunviri; appartenne alla tribù Ufentina ed al tempo di Vespasiano, possedeva già un proprio corpo di magistrati. Conobbe successivamente le invasioni barbariche (che fecero meno danni che altrove per le favorevoli condizioni geografiche della città), la dominazione longobarda e quella franca. Dal sec.VIII fu Sede Vescovile, attuò poi quella evoluzione, in senso politico, che doveva portarla alle istituzioni comunali ed all’affrancamento dal potere dei Vescovi a favore dei Consoli, nella prima metà del sec.XII. Alla fase Consolare del Comune, seguì quella Podestarile (dal 1199) che, pur facendo registrare un ulteriore peggioramento con Firenze (sconfitta nel 1207), segnò l’espansione senese nella Maremma e la conquista di Grosseto (1224). Scesa in guerra aperta con Firenze (1228), si alleo con Pisa e Pistoia ma, in forza ad accordi stipulati nel 1235, perse Montalcino e Poggibonsi. Durante l’impero di Federico II, fu una roccaforte dei ghibellini ed adunò intorno a se le energie ghibelline della penisola; crescevano nel contempo la sua potenza economica ed i motivi di ostilità con Firenze guelfa che sfociarono nella disfatta fiorentina di Montaperti (1260). Le sorti ghibelline ebbero poi il tracollo con la sconfitta di Manfredi (battaglia di Benevento 1266) e la vittoria angioina, che prepararono la concreta supremazia guelfa e la rivincita fiorentina sui senesi a Valdelsa (1269). La città visse un’inquieta seconda metà del secolo, retta prima da Guido di Montfort, come vicario di Carlo D’Angiò e dopo la pace  del Cardinale Latino (1280), da un governo detto “Dei Quindici”, con esclusione delle famiglie dei grandi. In seguito a sommosse causate dai Ghibellini, alla morte di Carlo D’Angiò, si costituì un governo dei Nove esponenti di famiglie ricche e popolari, dedite ai commerci, che tennero il potere fino al 1355 svolgendo una politica guelfa filo fiorentina. La seconda metà del secolo vide invece il succedersi violento di brevi e poco efficienti governi e di tale situazione approfittò Firenze per strappare alcuni territori e per sfuggire alle sopraffazioni fiorentine, convenne a Siena di porsi sotto la tutela dei Visconti (1399-1404). Si giunse alfine (1404) alla formazione di un governo equilibrato, quello dei “Dieci Priori”, che svolsero una politica conciliatrice verso Firenze, con cui si alleò contro il re Ladislao di Napoli (1410). Lunga e produttiva fu poi la Signoria, virtualmente stabilita (1487) da Pandolfo Petrucci, che si oppose fermamente alle manovre del Duca Valentino che macchinava ai danni di essa. I suoi successori, meno abili, vennero scacciati nel 1523 ed in seguito a questi disordini, Carlo V aveva inviato un suo delegato, mentre Clemente VII tramava con i fuorusciti. Nell’ottobre 1530 gli Imperiali, entrati in città, vi costituivano un governo favorevole ai grandi mercati e nel 1552, insorta contro gli Spagnoli, Siena si alleò con la Francia e con i fuorusciti fiorentini di Pietro Strozzi. Assediata nel marzo 1554, la città capitolò solo il 15 aprile 1555; oltre 650 famiglie si ritirarono però a Montalcino presso lo Strozzi e mantennero la Repubblica sino al luglio 1559. Il principe Filippo di Spagna, investito del dominio senese, cedette la città a Cosimo I ed i Medici concessero, a Siena, una forma di autogoverno sotto la sorveglianza di un loro governatore. La città si riprese solo sotto la Casa di Lorena e le leggi di Pietro Leopoldo (1778). Tra il 1799 ed il 1800, durante la prima occupazione napoleonica, Siena si rese protagonista assieme ad Arezzo dei moti antigiacobini del Viva Maria, in cui alcuni fuoriusciti da Arezzo al grido di "Viva Maria" assaltarono la Sinagoga, prelevarono tutti gli ebrei in preghiera e li arsero vivi in Piazza del campo. Pochi mesi più tardi, durante la seconda campagna d’Italia condotta da Napoleone, Siena divenne capoluogo del Dipartimento dell’Ombrone. Siena partecipò convintamente alle guerre del Risorgimento, per le quali partirono numerosi volontari. Cospicuo il numero di quelli che si batterono a Curtatone. Nel 1859 fu la prima città della Toscana a votare a favore dell'annessione al Regno d’Italia.

  Nativi

Papa Alessandro IIIPapa Alessandro VII;  Giovanni I papa e santo; Papa Pio IIPapa Pio IIISanta Caterina da Siena (Caterina Benincasa), religiosa e mistica; San Galgano, santo; Francesco Piccolomini, religioso e presbitero, gesuita: nel 1649 succedette a Vincenzo Carafa quale ottavo Preposito Generale dell'Ordine; Sallustio Bandini, abate ed economista; Cecco Angiolieri, poeta; Arnolfo di Cambio o 'Arnolfo di Lapo', scultore;  Alessandro Bandiera,  letterato e pedagogista;  Domenico di Pace Beccafumi detto Il Mecherino, pittore; Bindo Bonichi, poeta e religioso; Cesare Brandi,.storico dell'arte, critico d'arte e saggista italiano, specialista nella teoria del restauro; Niccolò Campani, poeta; Guido Cinotti, pittore; Bernardino Capitelli, pittore e incisore; Jacopo della Quercia, scultore; Domenico di Bartolo, pittore, anche presso il Pellegrinaio nello Spedale di Santa Maria della Scala; Stefano di Giovanni, detto "il Sassetta", pittore;  Duccio di Buoninsegna, pittore; Carmela Ceccherelli, miniaturista alieva di Alessandro Franchi e Giorgio Bandini; Ezio Felici, poeta, scrittore, giornalista, numerosi scritti in vernacolo e lingua, fondatore del teatro vernacolare senese (1927 "San Crespino" commedia vernacolare in tre atti); Folacchiero da Siena (Folcacchiero Folcacchieri ) poeta; Laudonia Forteguerri, poetessa; Icilio Federico Joni, artigiano e pittore; Ambrogio Lorenzetti, pittore; Pietro Lorenzetti, pittore; Simone Martini, pittore; Francesco di Giorgio Martini, architetto, pittore, scultore e ingegnere militare; Lippo Memmi, pittore; Baldassarre Peruzzi, architetto; Sano di Pietro, pittore; Marco Pino da Siena, pittore manierista attivo nel napoletano; Ventura Salimbeni pittore; Federico Tozzi, scrittore; Meo de’ Tolomei, poeta italiano del XIII secolo;  Francesco Vanni, pittore e incisore; Serafino Belli, architetto e matematico; Pier Andrea Mattioli, botanico e naturalista; Dario Neri, industriale e incisore; Enzo Tiezzi, scienziato e docente; Girolamo Gigli, storico; Ottorino Pianigiani, magistrato e linguista; Riccardo Billi, attore; Emilio Giannelli, vignettista; Silvio Gigli, telecronista radiofonico; Emilio Ravel, giornalista; Mariolina Cannuli, conduttrice televisiva; Francesca Inaudi, attrice; Alessandro Safina, tenore pop; Gianna Nannini, cantante.

…e nello sport

Bernardo Corradi, calciatore;  Alessandro Nannini, ex-pilota automobilistico; Simone Pianegiani, allenatore di pallacanestro; Margherita Zalaffi, schermitrice, campionessa olimpica (A Seoul (1988) la squadra (composta da Francesca Bortolozzi, Annapia Gandolfi, Lucia Traversa, Dorina Vaccaroni e Margherita Zalaffi) conquista l'argento); Matteo Simone Trefoloni, arbitro di calcio.

Squadra

La Società Sportiva Virtus Siena viene fondata il 1 settembre 1950 dal sacerdote senese don Armando Perucatti, grande promotore della pallacanestro a Siena nell'immediato dopoguerra. Il primo campionato senior disputato dalla Virtus è quello della stagione 1953-54, la squadra è iscritta al torneo di Prima Divisione. Dopo varie promozioni la società senese arriva in Serie B nella stagione 1958-59, per restarci fino al 1965 sprofondando sino alla serie D. Nel 1968 il ritorno in Serie C, categoria nella quale la Virtus rimane sino al 1977.  La retrocessione arriva nel 1976-77, ma non rallenta la crescita della società rossoblu, tanto che arriva una doppia promozione nei tre anni successivi e il ritorno in Serie B nel 1979. La squadra senese retrocede subito al primo anno di permanenza in Serie B e da lì inizia una picchiata che li porta sino alla Serie D nel 1984-85. La squadra risale in Serie C dopo due anni. Inizia così un lungo periodo di permanenza in in Serie C prima e in Serie C1 dopo lo sdoppiamento in due categorie. Nel 1995 centra la promozione in B2 e nel 1998 la promozione in B Eccellenza.

La scorsa stagione, conclusasi con la retrocessione in B dil. e con il successivo ripescaggio nella nuova D.N.A. ma con la conquista della Coppa Italia di A dil. a Montecatini il 19-20 marzo 2011 con Trento, bissando il successo della final four disputata al Palalido di Milano il 19-20 marzo 2008 con Trapani, ha messo in luce tanti giovani talenti che hanno movimentato il “mercato” estivo di tante Società ed in base a questa considerazione anche per questa annata sportiva si è verificato un “largo ai giovani” che da sempre ha costituito una delle particolarità di questa Società. I movimenti estivi hanno visto la partenza di Coach Stefano Salieri (Eagles Bologna) sostituito da Matteo Mecacci (ex allenatori dell’Under 19) che ha portato in prima squadra i giovani della sua squadra Under come i ’93 Marco Pascolo, Gian Marco Olleia, Lorenzo Gori Savellini, Riccardo Bernardi, i “94 Marco Cucco, Riccardo Rovere, Corrado Bianconi, Amedeo Tessitori ed i “95 Marco Reali ed Andrea Martino a cui si sono aggiunti Stefano Simeoli (Ruvo di Puglia), Nicola Mei (Recanati) ed i “92 Stefano Spizzichini (Virtus Bologna) e Gabriele Mirone (Cus Siena in C dil.). Numerose le partenze tra cui Daniele Casadei (Omegna), Davide Andreaus (Costa Imola in A2), Gianluca Tommasiello (Ruvo di Puglia), Matteo Imbrò (Eagles Bologna), Riccardo Casagrande (Casalpusterlengo), Davide Bozzetto (Pavia), Marco Portannese (Pms Torino), Stefano Rabaglietti (Firenze) e Gerlando Imbrò (Passignano Tuoro). Anche per questa stagione si prospetta un campionato dove l’obiettivo e quello di conseguire una salvezza senza affanni e valorizzare i giovani del fiorente vivaio senese.

Sito web: http://www.virtus-siena.it

Colori sociali: Rosso-Blu

Rosa

 PASCOLO Marco

 1993

200 cm 

 3

 CUCCO Marco

 1994

188 cm 

 1-2

7 

 OLLEIA Gianmarco

 1993

194 cm 

 2

8 

 GORI SAVELLINI Lorenzo

 1993

175 cm 

 1-2

 MIRONE Gabriele

 1992

204 cm 

 3

10 

 SIMEOLI Stefano

 1986

203 cm 

 3-4

11 

 BERNARDI Riccardo

 1993

195 cm 

 2

12 

 ROVERE Riccardo

 1994

196 cm 

 2-3

14 

 REALI Marco

 1995

184 cm 

 1

15 

 BIANCONI Corrado

 1994

202 cm 

 2-3

16 

 Spizzichini Gabriele

 1992

196 cm 

 1

17 

 MEI Nicola

 1985

185 cm 

 2

18 

 TESSITORI Amedeo

 1994

205 cm 

 5

20 

 MARTINO Andrea

 1995

195 cm 

 3


Allenatore
: MECACCI Matteo

09-12-2011 Trento 

Posizione

Città capoluogo di Provincia e di Regione (Trentino-Alto Adige) con una popolazione di oltre 116.000 abitanti; situata a 194m. di altitudine sul conoide di deiezione con il quale il Fersina sbocca nella valle dei Mocheni nella Val d’Adige. Circondata dalle montagne, ad occidente dal Monte Bondone, a nord-ovest dalla Paganella, a nord-est dal Monte Calisio, ad est dalla Marzola ed a sud.est dalla Virgolana, a sud-ovest presenta un facile sbocco che la mette in comunicazione con la valle del Sarca e con il lago di Garda.

Storia

Fondata dai Galli o dai Reti, fu sottomessa a Roma nel 222 a.c. e dopo le guerre civili, ottenne i diritti latini e, con Cesare, la piena cittadinanza. Sotto i Severi, fu elevata al rango di Colonia e continuò ad essere un importante centro strategico-militare. Attorno alla metà del IV sec., venne istituita la cattedra vescovile affidata a Giovino a cui succedette Abbondanzio ed un patrizio romano di nome Vigilio che intensificò la diffusione del cristianesimo durante le discese dei barbari. Occupata dai Goti di Teodorico la città ed il territorio passarono (568/569) sotto il dominio dei Longobardi divenendone sede di un ducato (595 con il duca Evino) e nel 982, dopo una lunga lotta tra Franchi ed i Bavari, fu inglobata dagli Ottoni ed entrò a far parte del Sacro Romano Impero Germanico. Divenne successivamente sede d’un Principato Ecclesiastico, attraversando un periodo di prosperità sotto il governo di Federico Vanga (1207-18). Vani risultarono i tentativi di impadronirsene da parte di vari Signori Ghibellini (Ezelino da Romano, Mastino della Scala ed altri). Ludovico il Bavaro vi tenne un convegno (1327) con le principali famiglie italiane per rafforzarne l’autorità imperiale, ma subito dopo la città entrò nell’orbita dell’Austria, che eliminò di fatto il potere temporale del Vescovo (1363). Dopo un’infelice tentativo di ribellione (1407) per opera di Rodolfo Bellenzani contro l’oppressione del Principe Vescovo Giorgio di Lichtenstein, e la guerra rustica guidata da M. Gaissmayr, Trento divenne famosa per il Concilio (1545-1563) con il quale ebbe inizio la Controriforma. Durante la guerra di Successione Spagnola, resistette ad assalti e bombardamenti dei franco-spagnoli (1703). Fece parte della Baviera dal 1806 al 1809 per poi cadere sotto Napoleone (1809-1814) e, dopo il Trattato di Vienna (1815) ritornare all’Impero Austriaco fino al termine della 1° Guerra Mondiale quando venne riunita all’Italia. Dopo il 1948, costituitasi la Regione Autonoma Trentino-Alto Adige, ne divenne il capoluogo.

Nativi

Cesare Battisti (1875 - 1919), geografo, giornalista, politico socialista e martire dell'Irredentismo italiano; Aldo Bertoluzza (1920 - 2007), storico; Giacomo Bresadola (1847 - 1929), micologo; Alcide De Gasperi (1881 - 1954) politico; Claudio Donati (1950 - 2008), storico; Silvio Dorigoni (1847 - 1900), alpinista e politico; Conte Benedetto Giovanelli (1775 - 1846), storico e politico; Matteo Gottardi (1807 - 1863), sacerdote ed educatore; Chiara Lubich (1920 - 2008), fondatrice del “Movimento dei Focolai; Giannantonio Manci (1901 - 1944), imprenditore, antifascista e partigiano, eroe della Resistenza italiana; Martino Martini (1614 - 1661), gesuità, cartografo e storico della Cina; Antonio Pedrotti (1901, 1975), compositore, direttore d'orchestra e di coro; Flaminio Piccoli (1915 - 2000), giornalista e politico; Filippo Serafini (1831 - 1897), giurista e senatore del Regno d'Italia; Claudia Andreatti (1987), Miss Italia 2006 e annunciatrice televisiva; Daniele Groff (1973), cantautore; Alessia Merz (1974), attrice e modella; Francesca Neri (1964), attrice; Anna Proclemer (1923), attrice; Adriana Volpe (1973), modella, attrice e conduttrice televisiva.

…e nello sport

Matteo Anesi (1984), pattinatore; Lorenzo Bernardi (1968), pallavolista; Alessandro Bonetti (1985), pilota automobilistico; Thomas De Gasperi (1981), sciatore nautico; Francesco Moser (1951), ciclista; Mariano Piccoli (1970), ciclista; Denis Salati (1973), arbitro di calcio; Roberto Sighel (1967), pattinatore; Gilberto Simoni (1971), ciclista; Renato Travaglia (1965), pilota di rally.

Squadra

Nel 1995 nasce l'Aquila Basket per merito di Gianni Brusinelli e Marco Angelini, presidenti rispettivamente del Dolomiti Sport B.C. Trento e della Pallacanestro Villazzano. Le due associazioni disputavano entrambe la serie D regionale e svolgevano anche attività giovanile con proprie strutture autonome.  Nel 2000 diventa Presidente Giovanni Zobele e subito arriva la tanto agognata promozione in serie C2. Nel 2002 arriva la promozione in C1, seguita dopo tre anni dalla promozione in B2. Il 2004/2005 è un anno storico per Aquila Basket, è l'anno del "Double", promozione in B2 e conquista della Coppa Italia nella finale con Ferentino a Casale Monferrato. Quattro anni di B2 condotti sempre ad alti livelli, con una promozione sfuggita a gara 5 di finale (2005/06) e una regular season vinta (2007/08), Giugno 2009 è il mese della svolta successiva: la società del presidente Zobele, al suo decimo anno di guida della società trentina, acquista il diritto a partecipare al campionato di A dilettanti da Lumezzane.  

1995/96 SERIE D 2^ classificata (finale playoff)

1996/97 SERIE D 2^ classificata (finale playoff)

1997/98 SERIE D 1^ classificata (finale playoff)

1998/99 SERIE D 3^ classificata (semifinale playoff)

1999/00 SERIE D 1^ classificata (vittoria del campionato)

2000/01 SERIE C2 5^ classificata

2001/02 SERIE C2 2^ classificata (finale playoff)

2002/03 SERIE C1 3^ classificata (quarti playoff)

2003/04 SERIE C1 4^ classificata (semifinale playoff)

2004/05 SERIE C1 1^ classificata (vittoria della Coppa Italia e vittoria del campionato)

2005/06 SERIE B dilettanti 2^ classificata (finale playoff)

2006/07 SERIE B dilettanti 3^ classificata (quarti playoff)

2007/08 SERIE B dilettanti 1^ classificata (semifinale playoff)

2008/09 SERIE B dilettanti 2^ classificata (semifinale playoff)

2009/10 SERIE A dilettanti 9^ classificata

2010/11 SERIE A dilettanti: 7^ classificata (playout)

Dopo l’altalenante stagione scorsa (protagonista indiscussa per buona parte del campionato e poi salvezza conquistata ai play-out contro Latina), l’Aquila Basket Trento, ancora sponsorizzata Bitumcalor, ha profondamente modificato il proprio roster, mantenendo però la conduzione tecnica con la conferma di coach Vincenzo Buscaglia e confermando solamente Luca Conte e Andres Forray  tra i senior e Marco Spanghero (’91), Simone Fiorito (’91) e Michele Pedrotti (’93) ed alle partenze di Nicola Natali (Forlì in A2), Andrea Benevelli (Capo d’Orlando A dil.), Luca Gandini (Trieste A dil.), Diego Zivis (Lucca B dil.), Jacopo Tobaldi (Riva del Garda B dil.) e Luca Giroli (Virtus Monte di Procida C dil.), sono arrivati Walter Santarossa (Trapani), Marco Pazzi (Perugia), ed i giovani Davide Pascolo (’90 Snaidero Udine), Devil Medizza (’90 Servolana Trieste), Matteo Negri (’91 Ozzano) e Francesco Brandani (’93 Ferrara). Anche per questa stagione, Trento, si candida come una seria candidata ai play-off, l’importante sarà evitare “l’andamento” della passata stagione e proseguire con “costanza” per l’intera stagione.

Sito web: http://www.aquilabasket.it
Colori sociali: Bianco-Nero

Rosa

 BRANDANI Francesco

 1993

187 cm 

 1

 PEDROTTI Michele

 1993

184 cm 

 1

7 

 PASCOLO Davide

 1990

201 cm 

 4

 SPANGHERO Marco

 1991

186 cm 

 1-2

10 

 SANTAROSSA Walter

 1978

200 cm 

 4

11 

 FIORITO Simone

 1991

200 cm 

 2-3

13 

 PAZZI Marco

 1979

203 cm 

 5

16 

 NEGRI Matteo

 1991

194 cm 

 2-3

17 

 MEDIZZA Devil

 1990

198 cm 

 5

19 

 CONTE Luca

 1980

193 cm 

 2

20 

 FORRAY Andres Pablo

 1986

186 cm 

 1


Allenatore
: BUSCAGLIA Maurizio

29-11-2011 Casalpusterlengo

Posizione

Città della Lombardia in provincia di Lodi con oltre 15.000 abitanti situata a 60 mt. di altitudine tra i fiumi Adda e il Po su un territorio interamente pianeggiante.

Origine

Di antica origine, nel XIV secolo appartenne ai Pusterla, a cui successero i Lampugnani (1450), i marchesi Castelli (1665-1695)  e infine i Trivulzio. Fu teatro di numerosi fatti d'arme nei secoli XV e XVI, e al tempo delle conquiste napoleoniche. Dell'antico castello, eretto dai Pusterla, rimane una torre merlata, a due corpi sovrapposti, recentemente restaurata. Al Seicento risalgono la parrocchiale dei SS. Martino e Bartolomeo, con facciata ripristinata nel secolo scorso, e la chiesa di San Bernardino.

Nel 1796, nei suoi pressi, i Francesi dell’armata napoleonica vi sconfissero gli Austriaci del Beaulieu, che furono costretti a ritirarsi su Lodi. In età napoleonica (1809-16) al comune di Casalpusterlengo furono aggregate Pizzolano, Vittadone e Zorlesco, ridivenute autonome con la costituzione del regno Lombardo-Veneto. Vittadone e Zorlesco furono aggregate definitivamente nel 1929.

Dal 1976 Casalpusterlengo si fregia del titolo di città.

Il nome deriva dai Pusterla, casata cui Casalpusterlengo appartenne nel XIV secolo. Esiste anche una seconda teoria la quale dice che il nome derivi da Casale Pistorus in quanto in epoca romana furono costruiti dei forni da panificazioni.

Nativi

Angelo Bianchi, geologo e mineralogista; Giovanni Negro, presbitero e partigiano, fondatore della Caritas Italiana; Francesco Agello, aviatore;  Pietro Arcari, ex calciatore (campione del mondo nel ’34); Angelo Arcari ex calciatore; Bruno Arcari, ex calciatore ed allenatore di calcio; Giovan Battita Pienti, ex calciatore; Giuseppe De Gradi, ex calciatore ed allenatore di calcio; Achille Fraschini, ex calciatore; Pietro Maestroni, ex calciatore; Andrea Tagliaferri, ex calciatore; Angelo Tosi, ex ciclista; Samuel Pizzetti, nuotatore.

Storia della Società

1977: Nasce l’Unione Cestistica Casalpusterlengo che partecipa ai Campionati CSI e Promozione con giocatori e protagonisti gli stessi dirigenti che ancora oggi guidano la Società: a partire da Franco Curioni, il Presidente.

1994: Il Presidente Curioni decide di varare la prima formazione targata U.C.C. ASSIGECO, di spostarsi al Palazzetto di Codogno, di reclutare i migliori tecnici e giocatori del Lodigiano: ed è subito trionfo con la promozione in Serie C2.

1997: U.C.C. ASSIGECO allestisce squadre sempre più competitive per scalare la Serie B. E sotto la guida di Corbani nel 2002 arriva la promozione in Serie B2.

2003: Viene realizzato il Campus ASSIGECO con annessa la foresteria, unico sul territorio italiano e il cui ruolo è stato riconosciuto anche dalle Federazioni, internazionale e italiana, che hanno riservato alla società il prestigioso “Premio Reverberi – Oscar del basket giovanile”.

2003: Conquista la Coppa Italia LND con Ghizzinardi, il coach cresciuto in casa, e conquista pure la Serie B Eccellenza (2004). Nel roster anche i giovani Danilo Gallinari e Alex Simoncelli.

2006: Formazione di giovani talenti accompagnati dagli esperti Conte, Aradori (cresciuto nel Settore Giovanile e poi affermatosi a livello nazionale) e soprattutto dalla bandiera ASSIGECO, “SuperMario” Boni. La Summer Cup (2006 a Pistoia) e la Coppa Italia di B1 (2007 al Palalido) condiscono gustosamente le stagioni vissute ai vertici della categoria.

2008: U.C.C. ASSIGECO BASKET affronta la Serie A Dilettanti, viene allestita una squadra competitiva e alla guida arriva l’esperto Simone Lottici. Disputa un campionato da protagonista sino alle fasi finali conquistando la (seconda) Coppa Italia nella Final Four (2009) a Forlì.

2009: U.C.C. ASSIGECO BASKET sbarca nei Professionisti in LEGA DUE, a coronamento del sogno del suo patron, il Presidente Curioni. La splendida esperienza continua per due anni.

2011: U.C.C. ASSIGECO BASKET rinuncia al diritto di giocare in LEGA DUE e decide di partecipare alla nuova DIVISIONE NAZIONALE A formata da soli giocatori italiani con almeno 5 under in squadra. Il ritorno al PalaCampus ASSIGECO da nuova forza al Progetto Giovani ASSIGECO, da sempre il fiore all’occhiello della società.

Squadra

Della squadra che ha disputato l’ultima stagione l’ultima stagione in serie A2, la squadra si è notevolmente “rivoluzionata” a partire da coach Simone Lottici (Treviglio) al posto di coach Giancarlo Sacco ad alla partenza dei vari stranieri Paul Lester Marigney (Scafati), Ruben Boykin (Kolossos Rodi), Ross Schraeder e Peter Ezugwu si sono aggiunti Alexander Simoncelli (Brindisi) Matteo Bertolazzi (Omegna) Patrizio Verri e Nunzio Corcelli (Eagles Bologna-Fortitudo 103), Bruno Cerella (Teramo), e Diego Banti (Tezenis Verona), confermando solamente Marco Venuto, Alberto Chiumenti ed i giovani Paolo Colnago, Adam Mink (entrambi del ’91), Yerandy Daniel (’92), Alessandro Ferri (’93) e Alessandro Pagani (’94). Il roster è stato completato con i rientri dei prestiti effettuati la scorsa stagione di Riccardo Castelli (Treviglio) e Paul Biligha (Pavia) e gli acquisti di Riccardo Casagrande (Virtus Siena), Roberto Prandin (Udine) Federico Loschi (Piacenza ’90), Giampaolo Ricci (Stella Azzurra Roma ’91), Marco Contento (Trieste ’91). La squadra si presenta in grado di poter recitare un ruolo di primissimo piano in questa stagione e di poter competere fino alla fine per il raggiungimento dei Play-Off anche se il girone Nord-Ovest in cui è inserita si sta rilevando come la “conference" più forte dell’intero campionato di D.N.A.

Sito web: http://www.assigecobasket.it
Colori sociali: Rosso-Blu

Rosa

6 

 VENUTO Marco

 1985

190 cm 

 1

7 

 CHIUMENTI Alberto

 1987

203 cm 

 3

 Ricci Giampaolo

 1991

200 cm 

 4

 CASTELLI Riccardo

 1988

198 cm 

 2-3

10 

 CONTENTO Marco

 1991

190 cm 

 1

11 

 LOSCHI Federico

 1990

195 cm 

 2-3

12 

 CASAGRANDE Riccardo

 1988

196 cm 

 3

13 

 FERRI Alessandro

 1993

190 cm 

 2

17 

 PRANDIN Roberto

 1986

188 cm 

 1-2

18 

 COLNAGO Paolo

 1991

188 cm 

 2

20 

 BILIGHA Paul Stephane

 1990

200 cm 

 4


Allenatore
: LOTTICI Simone

15-11-2011 Pavia

Posizione

Città della Lombardia, capoluogo di Provincia con una popolazione di oltre 71000 abitanti, situata a 77 m. di altitudine sulla riva sinistra del fiume Ticino, poco a nord della confluenza di questo nel Po. Capoluogo di una fertile provincia dedicata innanzi tutto all’agricoltura.

Storia

Posta in un territorio dove si incontravano Liguri e Celti, sorse già all’epoca del predominio Ligure. Sviluppatasi sotto i Galli con il nome di Ticinum,  sottomessa dai Romani (inizio sec.II a.c.) di Claudio Marcello, fiorì nel sec.I per la sua felice posizione tra la Transpadana ed i Paesi d’Oltralpe. Municipio importante con il nome di Ticinum Papiae (dal nome della tribù) fu importante piazzaforte sul finire dell’Impero, fu l’ultimo punto di appoggio di Oreste nella lotta contro Odoacre che, sconfitto, ve lo fece giustiziare (28 ag.476). Sotto Teodorico giunse ad essere il più importante centro gotico,dopo la capitale Ravenna e svolse un ruolo primario, nelle vicende di quel dominio, e fu l’estremo baluardo della resistenza alle forze Bizantine. Nel nuovo assetto, voluto dai Bizantini vincitori, non ebbe diminuito il suo prestigio, arricchito dall’essere sede vescovile, illustrata dall’alta figura del Vescovo Ennodio. Crollati i Bizantini, sotto i colpi dell’irruenza Longobarda la città, che resistette a tre anni di duro assedio (566-69), divenne addirittura la capitale del neo costituito Regno Longobardo sotto Autari (584-90) e fino alla scomparsa di esso ad opera dei Franchi. Nel periodo Longobardo il suo incremento sociale e culturale fu assai intenso, non di meno risultò l’impulso ad attività economiche e commerciali impostate sui traffici fluviali organizzati sul Ticino; a Pavia si riuniva l’Assemblea del Regno con l’intervento dei “Grandi” , in occasione di particolare interesse. In epoca imperiale si schierò contro lo stesso Enrico II, insorgendo violentemente alla morte di questi (1024); questa fase non fu felice per la città che vede contrapporsi ad essa il sorgente astro di Milano e dei nuovi Comuni. Erettasi anch’essa a Comune, ne sperimentò gli inevitabili disagi e contraddizioni interne, ma non le mancò una marcata prosperità economica; il pronunciato antagonismo con Milano la spinse ad appoggiare l’Impero nella persona di Federico I “Il Barbarossa” che la ripagò nel 1164 con una generosa “Carta di diritti e privilegi” di gran lunga più consistente degli altri Comuni Lombardi. Il tracollo delle forze ghibelline (1266) coinvolse Pavia facendole perdere la tradizionale posizione di preminenza mentre le discordie interne favorirono l’instaurazione della Signoria Viscontea, pur dopo accanita resistenza (1356-59). I nuovi signori l’abbellirono con insigni monumenti e la decadenza iniziò con gli Sforza e si aggravò durante il predominio francese, per saccheggi ed assedi che si conclusero nell’orrendo “sacco” ad opera del Lautrec (1527). Tornata agli Sforza con il trattato di Cambrai (1529), dal 1535 fu sotto il dominio spagnolo, gravoso ed opprimente,fu causa di decadimento della città. Più volte assediata, durante la guerra di successione spagnola, con il trattato di Utrecht (1713) fu assegnata all’Austria, che con Maria Teresa e Giuseppe II ne favorì la ripresa. Dopo l’insurrezione, contro le truppe di Napoleone, nel 1796, la città fece parte della Repubblica Cisalpina e poi del Regno d’Italia con il plebiscito del marza 1860.  

Nativi          

Giovanni Antonio Amadeo - Scultore, architetto ed ingegnere rinascimentale; Cesare Angelini - Sacerdote e letterato; Bernardo Balbi - Giurista, vescovo e santo; Luigi Bardone - Teologo, prelato e letterato; Edoardo Bassini – Medico; Lanfranco Beccari - Vescovo e santo; Tesauro Beccaria - Ecclesiastico e uomo politico; Belbello da Pavia - Miniatore e pittore; Beata Sibillina Biscossi - Beata e terziaria domenicana; Antonio Maria Bordoni – Matematico; Giovanni Mattia Bottigella - Cortigiano e umanista rinascimentale; Angelo Cabrini - Ammiraglio M.O.V.M. e incursore; Benedetto Cairoli - Due volte capo del governo del Regno d'Italia; Gerolamo Cardano - Matematico e scienziato; Felice Casorati – Matematico; Luigi Castellazzo - Avvocato, garibaldino e uomo politico; Carlo Maria Cipolla - Storico dell'economia; Luigi Cremona - Matematico e politico; Pier Candido Decembrio – Umanista; Cherubino Cornienti – Pittore; Tranquillo Cremona – Pittore; Donato de’Bardi – Pittore; Bernardino De Conti – Pittore; Mario De Paoli – Pittore;  Sant’Epifanio di Pavia – Vescovo; Emilio Gabba – Storico; Vittorio Grevi – Giurista; Lanfranco di Pavia - Abate e filosofo medievale; Antonio Mantegazza – Scultore; Pasquale Massacra – Pittore; Mino Milani – Scrittore; Cesare Mori - Prefetto e politico; Alberto Pascal – Matematico; Mario Pascal – Matematico; Clelio Pasquali – Pittore; Mario Picchi – Sacerdote; Pietro Romualdo Pirotta - Botanico e naturalista; Gaetano Sacchi - Patriota, generale e senatore; Bianca Maria Sforza - Imperatrice del Sacro romano Impero;  Gian Galeazzo Visconti – Signore di Milano; Sergio Bardotti – Paroliere; Francesco Corbetta - Chitarrista e compositore; Giampiero Anelli detto Drupi – Cantante; Ambrogio Maestri – Baritono; Alessandro Rolla – Musicista; Max Pezzali - Cantautore

 

A Pavia, in via Ugo Foscolo, 11 (casa Cornazzani) abitò per circa un anno (nel 1894) il quindicenne Albert Einstein con la sua famiglia.

Squadra

Il merito della nascita della prima squadra di Pavia, va alla Società Ginnastica Pavese che allestisce un campo nel cortile della Civica Palestra di via Luigi Porta. Gli annuari riportano la partecipazione della sezione cestistica della Società Ginnastica Pavese al campionato federale del 1922, vinto dall’ASSI Milano. Il vero inizio risale, tuttavia, al 1933 per merito di Aurelio Chiappero. Nel 1943 viene fondata l’ Onda Pavia, il cui salto di qualità si verifica quando la presidenza viene assunta dall’ing. Luigi Cazzani, presidente degli industriali pavesi. Nel campionato 1946-47 la squadra giunge fino alle semifinali (è seconda nel campionato a 9 gironi). L'anno successivo, con una votazione, i soci cambiano il nome della società in Pallacanestro Pavia, che nei quattro anni successivi si classifica fra il quinto e l’ottavo posto. Nel 1951-52 retrocede in serie B, ma prontamente l’anno dopo risale in A vincendo lo spareggio contro il Cus Milano a Reggio Emìlia. Si ritorna a giocare nella massima serie: Pavia è quarta nel campionato '53-'54, decima in quello successivo. Col nuovo sponsor Necchi, si piazza terza nella massima serie nazionale nel 1955-56. Nel 1957-58 Pavia si salva in uno spareggio vinto a Pesaro per 43-36 sul Livorno. Al termine della stagione '57-'58 la Necchi lascia l’abbinamento per difficoltà economiche. Nell'estate successiva la squadra viene iscritta al campionato con quattro giorni di ritardo: c’è chi non transige in Federazione e Pavia viene esclusa dalla serie A, a beneficio di Livorno. Vengono gli anni buii: il basket pavese sembra toccare il fondo, dal quale comincia a risollevarsi quando viene rifondata l’Onda, che inizia nel 1963 la trafila dei campionati minori. Si bruciano le tappe e nel 1968-69 la squadra riapproda in serie B. Due stagioni di cadetteria e l’Onda retrocede nuovamente in C dopo aver perso di un punto lo spareggio di Fidenza. Nel 1975 un nuovo gruppo dirigente, che comprende anche l’arbitro internazionale Carlo “Lino” Marchesi, raccoglie il testimone della pallacanestro pavese, promuovendo la fusione delle società oratoriane dell’Olmo e della Celeres e di quanto rimane della gloriosa Onda - della quale vengono acquisiti i diritti di partecipazione alla serie C. La nuova formazione riprende il vecchio nome di Pallacanestro Pavia, abbinato stavolta all’lvlas. La promozione nella serie B avviene alla fine della stagione 1979-80. La Necchi (nel frattempo è tornato anche il vecchio sponsor) è pronta per dare la scalata alla serie A/2. È terza nel 1981-82 alla pari con la Cantine Riunite, che prevale nello spareggio di Udine; è seconda l'anno dopo, ma viene sconfitta da Reggio Calabria nei play-off. Nel 1983 la Necchi abbandona la sponsorizzazione ed il presidente Lucio Aricò inventa il Pool di piccoli e medi sponsor, una formula poi imitata da altri. Il Basket Pool Pavia termina in testa a pari punti con Cremona, seconda per differenza canestri, ma perde a Pesaro nello spareggio dei playoff contro il Master Valentino Roma (50-52) L’anno successivo, nel nuovo Palazzo dello Sport di via Treves, la Vigorelli (anche lo sponsor è nuovo) conquista finalmente e trionfalmente la serie A/2. La squadra è prima nella stagione regolare con una serie di diciannove vittorie consecutive e nel maggio 1985 s’impone alla terza partita dei playoff sul C.P.R. Montegranaro di coach Pancotto. Pavia finalmente torna là dove negli anni eroici della pallacanestro italiana era brillata la sua stella. Sponsor è Annabella, del pavesissimo Giuliano Ravizza; presidentessa è Barbara Bandiera, ex giocatrice dell’Onda femminile in tempi ormai lontani. Per quanto riguarda la prima stagione, il 3 novembre 1985 Calamai sostituisce Morini (esonerato dopo sole quattro giornate) in panchina e, dopo un incerto avvio, l’Annabella disputa un girone di ritorno esaltante classificandosi ottava. Il tecnico toscano cerca e trova subito il contatto con i tifosi e con lui si registrano i primi “tutto esaurito” al PalaTreves. Nel campionato 1986-87 l'Annabella è sesta e sfiora agli spareggi la promozione. Nella stagione 1987-88 Pavia arriva settima, ma con l’ingaggio di Gallinari dall’Olimpia Milano nascono le prime schermaglie tra società ed allenatore, che è costretto a rivoluzionare i propri assetti tattici. L’Annabella edizione 1988-89 offre un cocktail di gioventù e di esperienza, Singleton e Spurling sono i due nuovi americani che si rivelano presto una coppia male assortita. Per la prima volta la società ricorre alla soluzione del “taglio” e Spurling viene sostituito con Mike Davis. L’anno successivo (1989/90) la rivoluzione è ancora più grande con l’acquisto di otto giocatori: su tutti quel Hernan Montenegro che fa letteralmente impazzire il pubblico pavese. Il campionato 1989-90 vede il pubblico pavese come semplice spettatore della corsa a tre fra Napoli, Treviso e Verona. Tuttavia, una sera da Treviso arriva la notizia che Pavia ha ingaggiato coach Tonino Zorzi. E' la fine di un’era bellissima per intensità ed emozioni, ma è l'inizio di una nuova pagina del basket pavese. Arrivano un nuovo sponsor (Fernet Branca), un team manager e un addetto stampa: Pavia chiude le porte al giallorosso e le apre ad un nuovo stile manageriale di concepire il basket. Gli occhi di tutti sono puntati sul Tonino "nazionale" e sul fenomenale neo acquisto Oscar Schmidt, proveniente da Caserta per ripetere l’impresa di portare la sua squadra in A/1.
Inizia così la scalata alla massima serie nella stagione 1990-91. La Fernet Branca conquista il quarto posto nella regoular season, poi negli spareggi tutta Pavia vuole la promozione. Il 5 maggio si incomincia a sognare: a Brescia il parquet è espugnato, ma è giovedì 9 maggio 1991 la data che sancisce il trionfo. Pavia è nell’Olimpo del basket, lo è battendo la Sidis Reggio Emilia per 115-87. In pachina viene riconfermato coach Zorzi - artefice della promozione - e con gli innesti di Del Cadia, Minelli ed Aldi la squadra è pronta alla massima serie del campionato 1991/92. Ma la Fernet si classifica al termine della stagione regolare solo tredicesima, disputa i play out e nel match decisivo per la permanenza in A/1 viene sconfitta da Varese di 1 punto all'ultimo secondo di gara. Si ritorna a giocare in A/2, ancora abbinati Fernet Branca: la squadra viene affidata all'emergente coach Caja e disputa, tutto sommato, un dignitoso campionato che la vede arrivare sesta e fallire, però, la promozione ai successivi spareggi. L'estate successiva, per contrasti con la dirigenza pavese, abbandonano lo sponsor e gran parte dei giocatori, fra i quali il fenomenale Oscar. Si disputa un campionato (1993/94) senza abbinamento, molto sofferto e la salvezza arriva solo al termine di un quattordicesimo piazzamento. La società è sempre più in crisi, piena di debiti e così nella stagione 1994/95, Pavia scende stabilmente in campo con una squadra costituita dai giovani della juniores, affidata al neo coach Vandoni: il palazzetto si svuota, gli stipendi non vengono pagati, i giocatori si mettono in sciopero, gli irriducibili tifosi scendono sul parquet a manifestare contro la presidentessa Bandiera, 6 punti in tutto il campionato, ultima solitaria posizione in fondo alla classifica, nuova retrocessione e fallimento societario. La storia si ripete e sembra di essere tornati a quel lontano '58: Pavia deve ripartire da zero. In C/1 esiste la Longobardos, da sempre considerata la seconda espressione cestistica cittadina, che da un giorno all’altro si ritrova a ricoprire il ruolo di squadra-guida. Dietro di lei c'è la Celeres di oratoriana memoria, guidata dall’instancabile Lele Rosolen. Così assistiamo in serie C ad infuocatissimi derby fra le due realtà cittadine (Oviesse e Caffe'X), davanti ad una buona cornice di pubblico. Alla fine la spunta ancora una volta il vecchio Rosolen, che ottiene una rocambolesca promozione in B/2 sul campo della Cimberio Borgomanero (81-82 il punteggio finale della gara-3 dei play off).  Si progetta la scalata verso l'alto: la Caffe'X vuole subito la promozione in B d'eccellenza, così la stagione successiva ritornano in riva al Ticino alcune giovani promesse che hanno indossato la maglia della Fernet Branca negli anni d'oro: Zatti, Sabbia e Coccoli. La Celeres, affidata a coach Corrado, centra la sua quinta promozione di fila: nel maggio 1997, in quel di Cento, Pavia festeggia la serie B/1. Molti dubbi, però, aleggiano minacciosi: sono quattro le società che si contendono il primato cittadino: la Celeres di Rosolen, la Longobardos di Costa, la Oscar di Caserio e la Vigentina di Di Bella. La prima fusione si compie con la Longobardos che unisce le sue forze con la Celeres, dando vita a quella che tutt'oggi è la Nuova Pallacanestro Pavia. Primo presidente è Erardo Costa. La prima stagione di B/1 vede la Caffe'X subito protagonista e, con in panchina coach Petitti, Pavia sfiora la promozione: è capolista nella regoular season, ma poi un inspiegato crollo durante i play off vede sfuggire il ritorno in serie A/2. Al termine della stagione 1997/98 la Nuova Pallacanestro è già di fronte al primo tracollo finanziario: la società vede l'abbandono di Bersani - titolare dello sponsor - ed il presidente Costa deve vendere i suoi pezzi pregiati per permettersi l'iscrizione al successivo campionato, che si rivela molto sofferto (la salvezza sopraggiunge solo all'ultima giornata dei play out contro Padova), con una squadra rimaneggiata affidata al giovane coach Rochlitzer jr. L’estate seguente non promette nuovamente buoni auspici: tentativi di rilevare la società da parte di cordate esterne non vanno a buon fine, il "patriarca" Rosolen esce di scena ed intanto il mercato si chiude. Solo quando tutti si attendono un'inevitabile cessione del titolo sportivo, si registra l’entrata in società del presidente Gabriele Ripa. La squadra viene costruita al mercato di riparazione di settembre (fra tutti gli acquisti, spicca quello di Roberto Premier, veterano del basket nazionale...), però, grazie all'esperto neo coach Martelossi, Pavia nella stagione 1999/00 ritorna a disputare i play off per la serie A, anche se viene eliminata al primo turno da Gorizia. Finalmente nell'estate 2000 si uniscono le forze alla compagine della Vigentina Basket, con il rientro in seno alla dirigenza di Pavia di personaggi come Di Bella e Bonciani. Le conseguenze sono immediate: rimpasto societario, ingresso di nuovi sponsor, squadra ricostruita con innesti di qualità. Pavia improvvisamente ha avuto di nuovo una squadra forte ed ambiziosa, infatti i risultati hanno lasciato una stagione ricca di emozioni e di soddisfazioni: quattro derby vinti nelle sentitissime sfide stra-provinciali contro la N.P. Vigevano, vittoria della prestigiosa Coppa di Lega (con le final four disputate al PalaRavizza) e terzo posto in regoular season. Agli spareggi finali, Pavia s'impone in gara-3 contro Cefalù dell'ex Danilo Del Cadia. Il 27 maggio 2001 è la data che sancisce lo storico ritorno della piazza di Pavia nel basket che conta. Dal 2001 ad oggi la squadra si classifica fra il sesto e l'undicesimo posto, raggiungendo nel 2007 la finale promozione per la serie A prima di retrocedere in B dil.alla fine del campionato 2009/2010.                                       

Dopo il ripescaggio avvenuto in estate (la scorsa stagione la sconfitta ai Play-Out ad opera di Matera l’aveva retrocessa in B dil.) si è ripartiti con con la conferma del coach Alessandro Baldiraghi ed alle partenze di Paul Bilhiga e Nunzio Corcelli (rientro dal prestito a CasalPusterlengo), di Dario Scodavolpe (Firenze), Luca Marmugi (Castelletto Ticino), Davide Cristelli (Bridge Pavia), Filippo Tagliabue (Mens Sana Campobasso) e Edoardo Persico, sono arrivati Roberto Cazzaniga (Piacenza) e Federico Maiocco (Trieste), e per integrare il “pacchetto Under” Riccardo Pederzini (Recanati), Davide Bozzetto (Siena), Roberto Maggio (Molfetta), e Adam Sea Mink (Vis K Piadena) che assieme ai riconfermati Ibrahim Cissè, Luca Furlanetto, Stefano Borgna ed i giovani Jacopo Migliorini, Nongo Iris Ikangi, Stefano Poggi, Simone Laboranti vanno a costituire il roster di questa stagione che si presenta lunga e difficile.

Sito web: http://www.pallacanestropavia.it

Colori sociali: Azzurro-Bianco

Rosa

6 

 CAZZANIGA Roberto

 1978

207 cm 

 5

 CISSE' Ibrahim

 1984

188 cm 

 2

9 

 MAIOCCO Federico

 1983

200 cm 

 4

10 

 MIGLIORINI Jacopo

 1991

190 cm 

 3

12 

 MAGGIO Roberto

 1990

182 cm 

 1

13 

 PEDERZINI Riccardo

 1989

198 cm 

 3

15 

 FURLANETTO Luca

 1981

197 cm 

 2

16 

 BOZZETTO Davide

 1989

207 cm 

 5

17 

 IKANGI Nongo Iris

 1994

200 cm 

 4

19 

 POGGI Stefano

 1994

190 cm 

 3

20 

 BORGNA Stefano

 1979

193 cm 

 1


Allenatore
: BALDIRAGHI Massimiliano

02-11-2011 Anagni

Posizione

Città del Lazio meridionale in provincia di Frosinone con oltre 21.000 abitanti situata su uno sprone  di tufo litoide a 460 mt. di altitudine nella valle Latina (o valle del Sacco), in Ciociaria ed  il suo vasto territorio varia molto a seconda della zona, si passa dai 119 mt. s.l.m presso la frazione di Pantanello ai 993 mt  s.l.m del "monte Porciano". È nota come la città dei Papi, per aver dato i natali a numerosi pontefici e per essere stata a lungo residenza papale. In particolare il nome di Anagni è legato alle vicende di Papa Bonifacio VIII e all'episodio noto come lo schiaffo di Anagni.

Origine

Centro preromano abitato dagli Ernici, l'antica Anagnia ne fu la capitale della Confederazione e la leggenda la annovera tra le città saturnie, le cinque città della Ciociaria fondate dal dio Saturno (Anagni, Alatri, Arpino, Atina e Ferentino, quest'ultima detta anche Antino). Sottomessa dai Romani nel 306 a.C. divenne prefettura e poi municipio. Nell’Alto Medio Evo fu governata prima dai bizantini ed in seguito (dal sec. IX) da funzionari papali; Nel 1160 durante le lotte tra Alessandro III e Federico Barbarossa, il papa vi promosse una riunione di cardinali e prelati per scomunicare l'imperatore, l'antipapa Vittore IV e i loro sostenitori. nel sec.XII l’aristocrazia cittadina vi costituì il comune, presto agitato, nonostante i molti privilegi conseguiti, da lotte sociali tra i vari ceti. Fu spesso residenza di Papi ((Innocenzo III, Alessandro IV, Gregorio IX e Bonifacio VIII) e proprio quest’ultimo, durante la guerra con i Colonna ed il Re di Francia Filippo il Bello fu imprigionato da Guglielmo di Nogaret (suo consigliere) per costringerlo a ritirare la bolla pontificia Super Petri Solio, che conteneva la scomunica per il re francese. Nel sec.XIV vi si impose la Signoria dei Caetani mentre il paese era agitato durante l’assenza del Papato trasferitosi ad Avignone e con la ricostituzione dello Stato della Chiesa scomparve ogni residuo di autonomia comunale (1339).

Nativi

Innocenzo III (Lotario dei Conti di Segni), papa - Gregorio IX (Ugolino di Anagni), papa - Bonifacio VIII (Benedetto Caetani), papa – Olivia di Anagni, santa – Fabio Valente, generale romano - Natale De Carolis, baritono - Luigi Colacicchi, compositore e direttore di coro – Gismondi Tommaso, Scultore - Manuela Arcuri, modella ed attrice – Emanuele Pesoli, calciatore.

Storia della Società

Il basket ad Anagni si inizia a praticare nel lontano 1939, ma solamente negli anni ’70 inizia ad affermarsi nella città e tra la fine degli anni ‘80 ed i primi anni ‘90 si raggiunsero i massimi traguardi sportivi con la squadra femminile militante nel campionato A2 mentre la squadra maschile nel campionato B1. Dalla metà degli anni ‘90 purtroppo il basket sembrò come scomparire, allontanarsi dalla città di Anagni anche e soprattutto dopo una serie di stagioni sportive non troppo positive. Fortunatamente però, la pallacanestro venne tenuta in vita da uno sparuto ma caparbio gruppo di persone che riuscirono a mantenere un filo di continuità con il passato. Nel 2003 furono coinvolti nella società Acli Basket Anagni i coniugi Di Palma, appassionati prima, tifosi poi, dirigenti in seguito. Si riparti, nel settore maschile senior, nell’allora C2 (attuale C Regionale). Nel 2005 fu deciso di cambiare tutta l’organizzazione della vecchia società: nacque la A.D. Anagni Basket, che disputò così il suo primo campionato di C1. 
L’anno 2007-2008 è l’anno della svolta, la squadra punta decisamente a salire di categoria, riuscendovi vincendo la finale con Scauri per 3 a 1 e aggiudicandosi l’ingresso nella futura B dilettanti. Dopo il primo anno di B dilettanti, l’Anagni Basket, con il supporto del main sponsor Romana Chimici conquista, il 14 Aprile 2010, durante la sua seconda apparizione nella serie, la promozione in A Dilettanti.

2003-2004 C2
2004-2005 C2 (ripescaggio in C1)
2005-2006 C1
2006-2007 C1
2007-2008 C1 (finale: vittoria e promozione B dilettanti)
2008-2009 B DIL
2009-2010 B DIL (fase ad orologio: vittoria e promozione B dilettanti)
2010-2011 A DILETTANTI

Squadra

Della squadra che ha disputato l’ultima stagione, sono stati confermati solamente il coach Luciano Nunzi e gli atleti Roberto Buonanno, Riccardo Santolamazza, Nicolò Benedusi ed i giovani Matteo Morgia (’93), Giuseppe Colangelo (’94) e Marco Ricci (’95) mentre alle partenze di Andrea Giampaolo (Firenze), Riccardo Romano (Latina), Juan Manuel Caceres  e Giovanni Bruni (entrambi a Rimini), Mario Soave (Cus Torino), Mirko Romani (Supernova Montegranaro) ed Andrea Gennari , sono corrisposti gli arrivi di Andrea Malamov (Ravenna), Jacopo Pozzi e Diego Nahuel Corral (entrambi da Molfetta) e gli Under ’92 Alessandro Zanelli (Benetton Treviso), Francesco Vanni (Reggio Emilia) e Leonardo Ciribeni (Fossombrone) oltre al ’89 Massimo Baroncelli (Bassano).

La squadra si presenta giovane ma non priva di ambizioni con l’obiettivo di raggiungere una tranquilla salvezza in una Division che raggruppa Capo d’Orlando, Ferentino e Napoli dichiaratamente in lotta per raggiungere i play-off e con un pensierino neppur troppo celato di promozione.

Sito web: http://www.anagnibasket.it

Colori sociali: rosso-bianco

Rosa

 MORGIA Matteo

 1993

188 cm 

 2

5 

 ZANELLI Alessandro

 1992

187 cm 

 1

6 

 BUONANNO Roberto

 1978

190 cm 

 2-3

7 

 MALAMOV Andrea

 1983

196 cm 

 2-3

 SANTOLAMAZZA Riccardo

 1983

194 cm 

 1-2

9 

 POZZI Jacopo

 1987

202 cm 

 4

10 

 CORRAL Diego Nahuel

 1985

205 cm 

 5

11 

 VANNI Francesco

 1992

203 cm 

 5

12 

 BARONCELLI Massimo

 1989

198 cm 

 3-4

15 

 COLANGELO Giuseppe

 1984

180 cm 

 1-2

17 

 CIRIBENI Leonardo

 1992

188 cm 

 2

18 

 RICCI Marco

 1995

200 cm 

 5

20 

 BENEDUSI Nicolò

 1988

193 cm 

 2-3


Allenatore
: NUNZI Luciano

26-10-2011 BLS Latina

Posizione

Città del Lazio, capoluogo di provincia di circa 120.000 abitanti situata a 21 mt. sul livello del mare al centro della pianura pontina (Agro Pontino) a circa 7 Km. dal mare ed in prossimità dei Monti Lepini e del fiume Astura.

Storia

La storia di Latina è recente in quanto le sue origini risalgono al 1932 con il completamento della bonifica dell’Agro Pontino. Le notizie precedenti sono molto frammentarie e narrano che le prime popolazioni che passarono per il territorio di Latina furono i Volsci, che vi fondarono la città di Satricum, ai confini con l'attuale comune di Nettuno; in seguito i Romani costruirono la Via Appia, su cui sorse il centro di Forum Appii e successivamente con le invasioni barbariche e gli attacchi dei Saraceni, le opere di bonifica  create dai Romani furono distrutte e la palude tornò ad invadere anche quei territori che si era riusciti a strappare all'acqua. Nei secoli successivi, da parte di diversi Papi, si segnalarono tentativi di bonifica, quasi tutti destinati al fallimento. In quegli anni, Latina è un immenso latifondo della famiglia Caetani e tale resterà fino agli anni trenta. Durante i primi anni del Fascismo, negli iniziali progetti di bonifica, era previsto per l'Agro pontino uno sviluppo esclusivamente rurale, senza la nascita di nuovi centri urbani;. presto però il commissario governativo per la bonifica, Valentino Orsolini Cencelli, si rese conto che i preesistenti comuni di Cisterna e Terracina erano insufficienti a coprire le esigenze dei coloni. Il progetto di un nuovo centro amministrativo puntò quindi sulla località Cancello del Quadrato dove sorgevano già piccoli insediamenti. La prima pietra della nuova città, venne posta il 30 giugno del 1932, ed il Duce il 18 dicembre dello stesso anno, partecipò alla solenne cerimonia d'inaugurazione denominando la nuova città con il nome di Littoria e solo nel 1946 (dopo la caduta del Fascismo) assunse l’attuale denominazione di Latina.

Nativi

Antonio Pennacchi - scrittore; Tiziano Ferro - cantante; Elena Saltarelli – conduttrice televisiva;  Debora Salvalaggio - schowgirl;  Ilaria Spada – showgirl, atrice e conduttrice televisiva;  Manuela Zanier – cantante ed attrice;  Sara Zanier – attrice e modella;  Gianluca Galasso - calciatore; Simone Pesce - calciatore; De Simoni Paolo – calciatore (ex nazionale calcio a 5); Mario Somma – ex calciatore ora allenatore; Della Felba Emanuele – cestista

Squadra

L'Associazione Sportiva Dilettantistica Latina Basket è nata ufficialmente nell'estate 2010, in seguito alla scissione in seno alla società AB Latina (fondata nel 1968), che era appena retrocessa dalla Legadue in Serie A Dilettanti e mentre l'AB Latina è rimasta attiva a livello giovanile, il Latina Basket ha potuto disputare la Serie A Dilettanti 2010-2011. La fondazione dell'A.B. Latina risale all'anno 1968. Il primo presidente fu Felice Ferrazza. Le partite venivano giocate all'aperto presso l'Oratorio Salesiano Don Bosco, fino a che nel 1969 non fu inaugurata una nuova struttura in via Pio VI, presso l'ex Opera Balilla. L'impianto fu battezzato con un'amichevole contro la Little Rock, i cui componenti facevano parte dell'omonima nave ammiraglia statunitense stabilita nel Mediterraneo. Un anno più tardi il club si iscrive per la prima volta al campionato di Promozione. Nel 1975 la squadra raggiunge la Serie B, all'epoca terzo livello dei campionati. Nella stagione 1997-98 i pontini vengono promossi dalla B2 in Serie B d'Eccellenza maschile FIP 1998-1999, ma dopo un solo anno arriva la retrocessione. Latina rivede la B1 nella stagione 2001-2002 rimanendovi per otto stagioni e qualificandosi per i play-off promozione in tre occasioni: nelle stagioni 2003-2004, 2007-2008 e 2008-2009. Al termine della stagione 2008-0909 la squadra, dopo il 1° posto in stagione regolare, è riuscita a conquistare la prima promozione in Legadue della sua storia, battendo la Virtus Siena per 77-68 nella decisiva gara-5. LA squadra rimane in Legadue solamente per una stagione. La squalifica per doping di Mauro Liburdi e la cessione alla Benetton Treviso della guardia K.C. Rivers, fanno da preludio a svariati movimenti di mercato che non servono però ad evitare l'ultimo posto in classifica. Al termine della stagione la società decide di abbandonare l'attività professionistica. Il Latina Basket ha concluso ques’ultima stagione al 9° posto nel girone B della serie A dil. e costretta a disputare i play-out salvezza, ha sconfitto l'Aquila Basket Trento in due gare, riuscendo pertanto a mantenere la categoria.

1997-1998: serie B2, Promozione in B1.

1998-1999: serie B1, 13º posto. Retrocessione in B2.

1999-2000: serie B2.

2000-2001: serie B2, promozione in B1.

2001-2002: serie B1, 10 posto, salvezza 2° turno play-out.

2002-2003: serie B1, 9º posto.

2003-2004: serie B1, 6º posto, eliminata quarti play-off.

2004-2005: serie B1, 10º posto, salvezza primo turno play-out.

2005-2006: serie B1, 10º posto, salvezza primo turno play-out.

2006-2007: serie B1, 11º posto, salvezza primo turno play out

2007-2008: serie B1, 5° posto, eliminata semifinale play-off

2008-2009: serie A dilettanti, 1° posto. Promozione in Legadue.

2009-2010: 11° posto in Legadue, retrocessa in serie A Dilettanti.

2010-2011: serie A Dilettanti, 9° posto, salvezza primo turno play-out

….ed arriviamo alla stagione in corso in cui Latina si è completamente rinnovata ripartendo da  una totale rivoluzione del roster a disposizione di coach Mattia Ferrari (Cecina) al posto di coach Luigi Salzano; sono dunque partitii Christian Villani e Frederic Emejuru (Ruvo di Puglia), Giovanni Fattori e Francesco Amoroso (San Severo), Simone Ferrarese (Castelletto Ticino), Paolo Rotondo (Napoli), Lorenzo Panzini (Ferentino), Mattia Soloperto (Avellino), Matteo Rossetti (Aprilia) oltre a all’ex capitano Fabio Ruini ed i giovani Marco Di Martino e Giuseppe Pericolo (entrambi ’90), Matteo Gregori (’91), e Federico Vona  (“93); a fronte di tutte queste partenze, sono arrivati Tommaso Plateo (Piacenza), Tommaso Milani (Treviglio), Riccardo Romano (Anagni) Riccardo Serena (Padova Gattamelata), Sergio Plumari (Massafra) e gli Under Marko Micevic (’89 Bisceglie), Riccardo Tavernelli (‘91 Sangiorgese), Andrea Quarisa (’92 Benetton Treviso), Enrico Camillo (’90 Anzio), Enrico Waldner (’92 Biassono), Matteo Longobardi (’94 Formia), Andrea Pastore (’94 SMG Latina), Marco De Angelis (’94 Sezze) e Daniele Toscano (‘93 Fondi). Come detto in precedenza, la squadra è completamente nuova, a Latina si è deciso di voltare pagina ed affidarsi maggiormente alla collaborazione con le Società vicine al fine di creare un parco giocatori tale da garantire un futuro nei tempi che verranno prelevando i giovani dal territorio.

Sito web: http://www.latinabasket.it

Colori sociali: blu-nero

Rosa

6 

 PLATEO Tommaso

 1978

192 cm 

 1-2

7 

 CAMILLO Enrico

 1990

203 cm 

 4

8 

 TAVERNELLI Riccardo

 1991

188 cm 

 1

9 

 MILANI Tommaso

 1988

190 cm 

 1-2

10 

 SERENA Riccardo

 1982

181 cm 

 1

11 

 QUARISA Andrea

 1992

202 cm 

 4

12 

 PASTORE Andrea

 1994

190 cm 

 2

14 

 LONGOBARDI Andrea

 1994

196 cm 

 3

15 

 ROMANO Riccardo

 1984

191 cm 

 2

16 

 MICEVIC Marko

 1989

198 cm 

 2-3

17 

 TOSCANO Daniele

 1992

196 cm 

 3

18 

 PLUMARI Sergio

 1986

198 cm 

 3

19 

 DE ANGELIS Marco

 1994

198 cm 

 2-3

20 

 WALDNER Enrico

 1992

205 cm 

 5


Allenatore
: FERRARI Mattia

19-10-2011 BLS Chieti

Posizione

Chieti, comune e capoluogo di provincia abruzzese di oltre 53.000 abitanti, praticamente è costituita da due nuclei: il primo (Chieti Alta) situato su una collina a 330 mt. sul mare tra il fiume Pescara a nord ed il fiume Alento a sud, racchiude la parte storica della città, mentre il secondo (Chieti Scalo) rappresenta la parte nuova della città e si trova nella vallata a nord della collina e si estende fino al fiume Pescara. La posizione di Chieti è molto favorevole perché si trova servita dalle autostrade del versante adriatico (A14 e A25) e collegata alle linee ferroviarie adriatica ed appenninica, oltre che nelle vicinanze dell’Aeroporto. Da Chieti oltre al mare Adriatico, si possono ammirare i massicci più importanti degli Appennini, ossia quelli della Maiella e del Gran Sasso.

Origine

Le origini di Chieti sono avvolte dalle leggende più disparate, che vanno da Achille (1181 a.c. Teate in onore della madre) a Ettore, ai Pelasgi (in onore della ninfa Teti), agli Arcadi (Tegeate), quello che è storicamente provato è che fu capitale del popolo dei Maruccini (Teate Marrucinorum) dapprima fieri avversari dei Romani ed in seguito (dal 304 a.c.) fedeli alleati in tutte le guerre che si susseguirono (contro Pirro, contro i Galli Cisalpini, contro Perseo di Macedonia, contro Annibale ed Asdrubale) tanto da divenire nel 91 a.c. municipio romano. Con la caduta dell’impero fu distrutta prima dai Visigoti e poi dagli Eruli, riedificata dai Longobardi (Teodorico).  Conquistata nell’802 da Pipino, re d’Italia, fu incorporata nella provincia Valeria e nel secolo successivo divenne capoluogo sella vasta contea di Teate, che dai Normanni fu assogettata alla corona. Riprese la sua autonomia sotto gli Svevi nel sec. XIII. Dal re Alfonso I di Napoli ebbe grandi privilegi e fu fatta metropoli degli Abruzzi , divenendo sede arcivescovile nel 1526 (la diocesi risulta dall’879). Venne inoltre fortificata dal vicerè Duca d’Alba e servì come difesa del regno contro le invasioni francesi. Nella seconda metà del sec..XV, usufruì del privilegio di battere moneta. Nel 1646 venne infeudata ai Caracciolo, ma insorse e riottenne le libertà demaniali; fu occupata due volte (1799 e 1806) dalle truppe francesi che la saccheggiarono. Infine, nel 1860, la città accolse in modo trionfale il re Vittorio Emanuele II  proclamando la sua annessione al Regno d’Italia..

Nativi

Chieti ha dato i natali a scrittori (Giuseppe Mezzanotte, Pasquale De Virgilii ed Isabella Quarantotti), scultori (Costantino Barbella), pittori (Nicola De Laurentis, Arturo Di Donato e Raffaele Ferrara), manager (Sergio Marchionne), attori (Alessia Barela), registi (Anton Giulio Majano), calciatori (Filippo Antonelli Agomeri, Luciano Miani), cestisti (Claudio Capone, Stefano Mancinelli), ginnastica ritmica (Fabrizia D’Ottavio), pallanuotisti (Amedeo Pomilio), marcia (Vittorio Visini)

Squadra

La Pallacanestro Teate Società Sportiva Dilettantistica S.R.L. è la società di pallacanestro maschile di Chieti. La nuova Società si è costituita nel 1989, ma prima di tale data il basket a Chieti ha vissuto momenti importanti con la disputa di campionati di serie A2 con diversi marchi; nel 74/75 con la denominazione Moretti Chieti e successivamente per ben 3 anni consecutivi con la denominazione Rodrigo Chieti (dal 78/79 al 80/81). In seguito, dopo il fallimento della Pallacanestro Roseto, ne acquisisce i diritti e nella stagione scorsa (2010/2011) conquista la promozione in Serie A Dilettanti in finale contro lo Spider Basket Fabriano, dopo aver concluso al primo posto la regular season.                                       Per questa stagione e per questo nuovo campionato Chieti à ripartita con la conferma di coach Domenico Sorgentone e con la conferma di buona parte del gruppo che aveva conquistato la promozione quali Stefano Rajola, Fabrizio Gialloreto, Roberto Feliciangeli ed i giovani Manuel Diomede, Edoardo Di Emidio e Fabrizio De Gregorio ed alle partenze di Danilo Gallerini (Roseto), Leonardo Carpineti (Supernova Montegranaro), Mattia Magrini (Senigallia), Victorio Gustavo Musso (Robur Sassari) e Roberto Marconato si sono verificati gli arrivi di Alex Martelli (Teramo), Emanuele Rossi (Omegna), Andrea Raschi (Bisceglie) e degli Under Tommaso Ingrosso (’92 Mens Sana Siena), Antonio Porfido (’90 Torre de Passeri) e Giulio Pinti (’89).

Sito web: http://www.pallacanestrochieti.com

Colori sociali: bianco-rosso

Rosa

 DE GREGORIO Fabrizio

 1990

194 cm 

 2

5 

 RAJOLA Stefano

 1972

185 cm 

 1-2

6 

 GIALLORETO Fabrizio

 1987

186 cm 

 1-2

9 

 MARTELLI Alex

 1991

195 cm 

 3

10 

 FELICIANGELI Roberto

 1974

203 cm 

 3-4

11 

 RASCHI Andrea

 1979

200 cm 

 2-3

12 

 INGROSSO Tommaso

 1992

206 cm 

 4

13 

 DI EMIDIO Edoardo

 1993

190 cm 

 1-2

14 

 PORFIDO Antonio

 1990

195 cm 

 3-4

15