Virtus Bologna

Precedenti Storici

La storica Auxilium Torino, ha disputato ben 44 incontri con la Virtus Bologna di cui 13 vinti e 31 persi così suddivisi:39 in Serie A con 12 vinte (miglior risultato il 09/03/1980 Grimaldi Torino-Sinudyne Bologna 88-67) e 27 perse (peggior risultato il 09/11/1975 Sinudyne Bologna-China Martini Torino 113-70), 2 in serie A2 entrambe perse (peggior risultato il 30/05/1975 Sinudyne Bologna-Saclà Torino 76-63) ed infine 3 in Coppa Italia con 1 vinta (03/01/1985 Granarolo Bologna-Berloni Torino 92-100) e 2 perse (una con la denominazione Auxilium il 27/12/1984 Berloni Torino-Granarolo Bologna 94-97, e l’altra ancora con la denominazione Saclà Asti il 11/04/1974 Sinudyne Bologna-Saclà Asti 79-73). L’Auxilium attuale ha disputato 5 incontri con 1 vittoria (26/03/2016 Aux Manital Torino-Obiettivo Lavoro Bologna 75-70) e 4 sconfitte la peggiore delle quali il 24/04/2016 Obiettivo Lavoro Bologna-Auxilium Manital Torino 73-54.

Squadra

Come per Sassari, anche a Bologna è stata un’estate dove si è lavorato per riscattare un 2017/2018 finito in maniera beffarda, con l’eliminazione dalla post season proprio all’ultimo tuffo. Qua la rivoluzione è stata più marcata. Si sono “salvati” solo i giocatori con contratto: Pietro Aradori, Filippo Baldi Rossi e Alessandro Pajola. Per il resto tutto nuovo. A partire da coach (fuori Ramagli dentro Sacripanti), GM (fuori Trovato, dentro Martelli) e AD (dentro Alessandro Dalla Salda). Sul parquet, poi gli acquisti sono stati otto, tutti con in comune un’età compresa tra i 26 e i 30 anni. La punta di diamante risponde al nome di Kevin Punter, fresco vincitore da protagonista della Champions League con l’AEK Atene, dopo la prima metà di stagione con il Rosa Radom in Polonia (17 punti di media in complessive 55 partite col 37% da tre punti su quasi sei tentativi a gara). Attaccante di primissimo livello. Tiratore mortifero. Si candida come uno dei potenziali cannonieri del nostro torneo. In playmaker, poi, c’è stato l’arrivo di Tony Taylor, dal Banvit in Turchia: giocatore completo, in Europa dal 2013, capace di servire i compagni (4 assist di media lo scorso anno), ma anche di mettersi in proprio (12,3 punti col 39% da tre). Accoppiata intrigante, invece, sotto canestro. Dove da un lato si è ricorsi alla solidità di Brian Qvale, veterano del vecchio continente, l’anno scorso finalista di Eurocup con il Lokomotiv Kuban. Integrandolo a una scommessa molto interessante come Dejan Kravic, centrone (2.12 veri) sbucato fuori dal sommerso del campionato greco col Panionios (12 punti, 5 rimbalzi, una stoppata di media in 19’). Se il primo dei due è un centro di stazza e con buoni movimenti, Kravic è atletico, corre il campo con sorprendente agilità e ha una coordinazione inaspettata sulla ricezioni in corsa. La scommessa dei bianconeri, invece, è Amath M’Baye: dopo le meraviglie brindisine è arrivata una stagione largamente sotto le attese a Milano (solo 17 partite giocate in campionato, fuori dal roster per i playoff). La Virtus vuole cercare di ritrovare il talento che impressionò tutti in Puglia due anni fa. Più certezza, al contrario, dovrebbe essere Kelvin Martin, dinamo d’energia in arrivo da Cremona dove, agli ordini di Meo Sacchetti ha giocato la sua miglior stagione in carriera. Il parco italiani, poi, è stato completato da mister utilità David Cournooh e da Alessandro Cappelletti, che sarà l’undicesimo uomo del roster e cercherà di sfruttare quest’occasione per rilanciare la sua carriera dopo tanta sfortuna e due pesanti infortuni che lo avevano costretto all’inattività l’anno passato. Bologna, in definitiva, non si nasconde: il 2018/2019 dovrà essere un anno di riscossa, anche con il ritorno in campo europeo (in Champions League). La squadra è certamente intrigante. A Pino Sacripanti il compito di farla rendere al 101%. La rosa è stata successivamente implementata con gli arrivi di Yanik Moreira e Mario Chatmers, ed infine proprio in questi ultimi giorni (11/03/2019), c’è stato l’avvicendamento in panchina di Stefano Sacripanti con Aleksandar Djordjevic (Bayern Monaco).

Coach:

Aleksabdar DJORDJEVIC (Bayern Monaco)

Confermati:

Pietro ARADORI, Filippo BALDI ROSSI, Alessandro PAJOLA; Matteo BERTI, Niccolò VENTUROLI, Gora CAMARA.

Acquisti:

Kevin Xavier PUNTER (AEK Atene-Grecia), Kelvin MARTIN (Cremona A1), Yanick MOREIRA (PAOK Salonicco-Grecia dal 04/01/2019), Tony TAYLOR (Banvit-Turchia), Dejan KRAVIC (Panioinos-Grecia), Amat  M’BAYE (Olimpia Milano-A1), Brian QVALE (Locomotiv Kuban-Russia), Mario CHALMERS (Menphis Grizzlies-NBA dal 01/02/2019), David Reginald COURNOOH (Cantù-A1), Alessandro CAPPELLETTI (Mens Sana Siena-A2).

Cessioni:

Stefano SACRIPANTI (Coach), Alessandro RAMAGLI (Coach Pistoia-A1),Marcus SLAUHGTER (Bahcesehir-Turchia), Kenny LAWSON (Forlì-A2), Michael UMEH (Pieniki Torum-Polonia), Olivert LAFAYETTE (Igokea-Bosnia), Jamil WILSON (Auxilium Torino-A1), Stefano GENTILE (Sassari-A1), Alessandro GENTILE (Estudiantes Madrid-Spagna), Claudio NDOJA (Tortona-A2), Danilo PETROVIC (Poderosa Montegranaro-A2), Mikk JURKATAMM (Ravenna-A2), Michele RUBBINI (Ravenna-A2), Jacopo GIANNINONI (Crema-Serie B) e Roberto CHESSARI (Capo d’Orlando-A2).

Società

La Società sezionale di Ginnastica in Bologna fu fondata il 17 gennaio 1871. Nasceva alle scuole tecniche San Domenico, quella che sarebbe divenuta la Sef Virtus Bologna. L’iniziativa fu del ginnasiarca Emilio Baumann. Più avanti, la denominazione fu cambiata in Società Ginnastica di Bologna, e come simbolo furono scelte 4 Effe disposte a croce romana: forte, franco, fermo e fiero, le virtù di cui doveva disporre il vero ginnasta. Nel 1922 il gruppo sportivo venne rinominato Società Educazione Fisica Virtus: nei suoi primi 50 anni, la Società aveva praticamente dato vita allo sport bolognese, articolandosi in tante sezioni quante erano le discipline sportive allora praticate. Si andava dalla scherma al tiro a segno, al ciclismo, alla lotta, al nuoto, al sollevamento pesi, alla ginnastica. Dopo circa un secolo dalla fondazione, nel 1974, tutti i meriti del gruppo che aveva dato lustro a tutte le discipline dello sport felsineo, ottennero il riconoscimento più alto, dal Capo dello Stato, che conferì alla SEF lo status di “ente morale”. De Luigi, Simoni, Padovani, Grigioni, Chiaffarelli. Cinque nomi, di ragazzi che abitualmente erano velocisti e saltatori, e che quasi per caso si ritrovarono a tirare in un canestro rigorosamente senza retina, nella vecchia chiesa sconsacrata di Santa Lucia. Erano gli anni ’20, e quei cinque atleti prestati al basket sarebbero passati comunque alla storia, come il primo quintetto della Virtus Pallacanestro Bologna. Nel decennio seguente, la pallacanestro era già uno sport che riscuoteva successo, sotto le Due Torri, mentre c’erano, a quel tempo, addirittura sei squadre in giro per la città. La più forte era il Galvani, trainato da Dondi e Paganelli, poi il GUF, la Bologna Sportiva, e due squadre nate all’oratorio, Pro Joventute e Fortitudo, una in via Irnerio, l’altra in via San Felice. E, infine, c’era la Virtus di De Simoni, Colombo, Vannini, Marinelli, Cenacchi e Reggiani. Si giocò, negli anni ‘30, un campionato tutto bolognese, con partite epiche che terminavano con punteggi bassissimi: arrivare a 20 punti era un successo.  Nel 1934 la Virtus si aggiudicò il campionato nazionale di prima divisione, mentre la pallacanestro italiana era dominata dalle squadre di Milano, Roma e Trieste. La Virtus, allenata da Giuli, vinse quel primo trofeo, con l’eterno Vannini, capitano, e Paganelli, Marinelli, Pirazzoli, Palmieri. Ma non furono, quelli, grandi anni per le V nere: poi, ci pensò la guerra ad interrompere ogni pratica sportiva di livello agonistico. Dopo il conflitto, si tornò a giocare, e subito il campionato 1945/1946 finì nelle mani di Bersani, Calza, Cherubini, Dondi Dall’Orologio, Faccioli, Girotti, Marinelli, Rapini, e Vannini, capitano fin dai primordi. Fu questa la prima formazione bianconera campione d’Italia, che si impose per 35-31 a Viareggio sulla Reyer Venezia. Nelle tre stagioni seguenti non ci fu speranza per nessuno: con innesti come Negroni e Ranuzzi, la Virtus vinse tutto, facendo nascere “il mito della V nera”.
Dopo un quinquennio dominato da Milano, la Virtus tornò a vincere il titolo nel 1955, per poi riconfermarsi l’anno seguente; Canna, Calebotta, Gambini, Lamberti, Alesini sono i grandi nomi a disposizione del genio di Tracuzzi, fautori del quinto e del sesto scudetto. L’anno dopo, nel 1957, la Virtus abbandona la Sala Borsa, teatro dei sei titoli vinti in quegli 11 anni: la nuova casa, condivisa con il Gira e la Moto Morini, è il Palazzo dello Sport inaugurato dal Sindaco Dozza in Piazza Azzarita. Il nuovo campo di gioco, che pur vide fiorire i talenti di Gambini, Lombardi, Pellanera, Zuccheri, non portò fortuna alla Virtus degli anni ’60. In quel periodo, l’Eden del basket italiano era la Lombardia: alle Scarpette Rosse di Milano si affiancò l’astro nascente dell’Ignis Varese, mentre la Virtus doveva addirittura lottare per non retrocedere. Correva l’anno 1971, punto più basso di una storia che, di lì a poco, sarebbe rifiorita magicamente. L’avvento della figura carismatica dell’Avvocato Gianluigi Porelli, che divenne presidente della società, anticipò una svolta imminente in casa Virtus. Il Madison divenne una sorta di teatro del basket, e il popolo bianconero si lanciò in una vera e propria “corsa all’abbonamento”. Porelli chiamò ad allenare la Virtus un allenatore americano fino ad allora non molto noto, che faceva il coach della nazionale cilena. Dan Peterson, arrivato a Bologna, riportò le V nere alla vittoria di un trofeo, la prima Coppa Italia, nel 1973/1974. Dopo due anni, e venti di attesa, fu di nuovo scudetto: era il 1975/1976, e oltre a Peterson in panchina, la Virtus annoverava nelle sue fila gente come Caglieris, Driscoll, Serafini, Bertolotti, Bonamico. Lo scudetto numero 8 sarebbe arrivato molto presto, nella stagione 1978/1979: Dan Peterson c’era ancora, ma stavolta da avversario, sconfitto, sulla panchina della Billy Milano: il suo ex giocatore Terry Driscoll, ora coach della Virtus, lo beffò in finale, per riconfermarsi l’anno seguente. Era la Sinudyne di Kreso Cosic, compianto campione che nobilitò gli ultimi anni ’70.
Gli anni ’80 non furono i migliori per la Virtus, anche se nella stagione ’80-’81 si andò molto vicini alla prima Coppa Campioni. La Virtus, senza McMillian, perse di un punto con il Maccabi, 80-79, nella memorabile finale di Strasburgo. A nobilitare il decennio fu la conquista del decimo titolo, lo scudetto che consentì alla Virtus di fregiarsi della stella d’oro sulle canottiere. Era l’83-84, e in panchina sedeva Alberto Bucci, che quell’anno conquistò anche la Coppa Italia: in campo, il cervello era Van Breda Kolff. Poi, toccò ancora una volta all’Olimpia Milano farsi grande in Italia e in Europa, e per la Virtus gli anni ’80 portarono soltanto un’altra Coppa Italia, nel 1989 sotto la guida di Bob Hill. Dopo l’americano Hill, la panchina della Virtus fu affidata al trentenne Ettore Messina, già vice di Bucci nell'”anno della stella”: nella stagione d’esordio Messina seppe vincere di nuovo la Coppa Italia, nonché la Coppa delle Coppe, conquistata a Firenze contro il Real Madrid. Dal 1993 al 1995 l’armata bianconera targata Knorr e Buckler vincerà tre scudetti consecutivi, tutti nel segno dell’asso serbo Predrag “Sasha” Danilovic. Vittime sacrificali furono nell’ordine Benetton Treviso, Pesaro e di nuovo i veneti. Nel 1998, invece, toccò alla Fortitudo TeamSystem Bologna la sconfitta in finale, per mano dell’ormai leggendario fallo di Dominque Wilkins sul tiro da tre (realizzato) di Danilovic, che portò la Virtus ai supplementari e poi al titolo numero 14. Oltre allo scudetto, i bianconeri conquistarono anche l’Eurolega, battendo l’Aek Atene a Barcellona, e, nell’autunno 1998,  anche la quarta Coppa Italia, in finale contro Varese. Nel 2000 la società volle scommettere sui giovani: Jaric, Smodis e Manu Ginobili, stella nascente prelevata a Reggio Calabria. L’11 ottobre del 2000, però Sasha Danilovic, eroe degli anni ’90, annunciò di voler lasciare il basket. La squadra accusò il colpo, ma fin dalle prime gare mostrò una inarrestabile voglia di vincere: furono 33 le vittorie consecutive tra campionato ed Eurolega. Il primo trofeo arrivò a Forlì, nella finale di Coppa Italia con Pesaro: pochi giorni dopo si giocarono le Finali di Eurolega, conquistate battendo 3-0 la Fortitudo nella serie di semifinale. Il Tau Vitoria diede filo da torcere alla Kinder, ma infine si piegò alla superiorità bianconera, la sera del 10 maggio 2001. Ma non era ancora finita. Con un percorso nettissimo nei playoff (9 vinte, 0 perse), la Kinder aggiunse l’ultimo tassello allo Slam, che si completò ancora contro la Fortitudo, in una serie a senso unico: alla fine di gara 3, il 20 giugno 2001, il tabellone del PalaMalaguti segnava 83-79, risultato con il quale la Virtus più forte di sempre firmava un’impresa storica per il basket bolognese e italiano. Per le V Nere era lo scudetto numero 15. A settembre 2003 il Gruppo Sabatini conduce in porto una complessa operazione che evita il fallimento della Virtus Pallacanestro Bologna e ne rileva la proprietà. In quattro anni la squadra raggiunge importanti risultati sportivi: riconquista la serie A in sole due stagioni e nel 2006/2007 torna a essere protagonista del basket in Italia e in Europa, disputando la finale scudetto e qualificandosi per l’Eurolega. In occasione degli 80 anni di Virtus Pallacanestro Bologna, è stato inaugurato il Museo Virtus, uno spazio in progress che celebra i momenti storici delle Vu Nere e gli uomini che li hanno segnati. L’obiettivo del progetto è quello di essere un Museo interattivo, non un deposito di memoria ma un ambiente vivo, in continua evoluzione. Nell’anno del suo 80° compleanno Virtus ottiene un altro grande riconoscimento: dopo le tre edizioni della TIM Cup Final Eight e le due di basket for life, Fiba Europe le affida l’organizzazione della Final Four di EuroChallenge alla Futurshow Station. E il 26 aprile, dopo 7 anni, i bianconeri riaprono la bacheca con la conquista dell’EuroChallenge 2009. Il 4 settembre 2009 Virtus piange la scomparsa di uno dei suoi simboli, il Presidente Onorario Gian Luigi Porelli: il più grande presidente della storia della Virtus è stato salutato da migliaia di persone nella cattedrale di San Pietro. A lui sarà intitolata la Palestra Virtus di Via dell’Arcoveggio.
La grande attenzione dimostrata nei confronti del settore giovanile della società porta visibilmente i suoi frutti: l’Under 17 di Giordano Consolini vince lo Scudetto di categoria nel 2008, e l’Under 19 quello del 2010. Nel 2012 tutte e quattro le squadre delle giovanili si qualificano alle quattro rispettive finali nazionali (primo ed unico caso in Italia), dove i gruppi Under 17 (Consolini) e Under 19 (Sanguettoli) trionfano conquistando ancora una volta il titolo di campioni d’Italia. Nell’estate 2013, poi, arriva un ulteriore titolo dell’Under 19 guidata ancora da Giordano Consolini, che con Marco Sanguettoli è tra i grandi coltivatori di talenti della pallacanestro italiana. Ma dietro l’angolo c’è un nuovo cambiamento. Già nel luglio 2012 la proprietà è passata nelle mani della Fondazione Virtus, un pool di importanti imprenditori e personaggi di grande spessore (del gruppo fa parte anche Gianluca Pagliuca, grande ex del calcio italiano, già portiere della Nazionale e di Inter, Sampdoria e Bologna), destinato a crescere nel tempo: ad oggi è composto da 19 soci, tra persone fisiche ed imprese che hanno scelto di accompagnare la Virtus nel suo viaggio. Il 6 maggio 2013 Alberto Marchesini, il presidente che ha traghettato la società dalla proprietà Sabatini a quella della Fondazione, passa la mano. Gli subentra una bandiera della storia della Virtus: Renato Villalta, il Capitano dello scudetto della Stella del 1984, recordman assoluto di punti e rimbalzi nella storia della società, uno degli unici due grandi campioni bianconeri ad aver avuto l’onore di veder ritirata la propria canotta col numero 10 (gli altri sono il numero 4 di Roberto Brunamonti e il numero 5 di Sasha Danilovic). Una decina di giorni più tardi, si insedia il nuovo Cda: accanto a Villalta, presidente, c’è Claudio Albertini nel ruolo di vicepresidente, mentre l’amministratore delegato è Piergiorgio Bottai. Alberto Marchesini resta nel ruolo di consigliere, insieme a Gustavo Bertolini.
Per il ruolo di direttore sportivo arriva da Cantù uno degli uomini più navigati ed esperti della nostra pallacanestro, Bruno Arrigoni. Tocca a loro ricostruire, e il risultato è un gruppo giovane (con un’età media di 23.4 anni) composto da giocatori che hanno vogliono dimostrare quello che valgono nel nostro campionato. Matteo Imbrò, vent’anni ancora da compiere, riceve addirittura i gradi di capitano. Più giovane di lui, nella storia della Virtus, nelle vesti di “graduato” bianconero solo Venzo Vannini, ai tempi eroici degli scudetti del dopoguerra.
“Gioco di squadra” è la parola d’ordine di Villalta: professionisti impegnati ognuno nel proprio settore di competenza, con la volontà di remare nell’unica direzione possibile, quella che intende riportare la Virtus al ruolo che le compete nel basket italiano. Un progetto a medio-lungo termine, che parte sottotraccia e senza proclami, andando a frugare anche nella memoria (significativa la scelta di premiare ex campioni della V nera durante le partite casalinghe) per riaccendere la passione in una città che vive di pallacanestro dai tempi gloriosi di Santa Lucia e di Sala Borsa. E per costruire il futuro, parola di Villalta, “volando bassi, ma senza spegnere il canale dei sogni”. Il 4 marzo 2014 Un Unipol Arena esaurita in ogni ordine di posto accoglie Pedrag “Sasha” Danilovic. La Virtus ritira per sempre il suo numero 5. Al termine della regular season 15/16 la squadra si classifica 16ª e ultima, destinata quindi alla retrocessione nella serie inferiore. È la prima retrocessione sul campo nella storia della Virtus. Nel corso della stagione 16/17 si verifica anche un avvicendamento nella proprietà; l’imprenditore trevigiano Massimo Zanetti, proprietario di Segafredo, che è anche sponsor della squadra, diviene socio di maggioranza in società.. Dopo essere stata a lungo prima in classifica nel girone Est, la Virtus chiude seconda la regular season dietro Treviso e il 19 giugno 2017 vince i play-off della serie A2, battendo in finale la Pallacanestro Trieste per 3-0, facendo così ritorno nella massima serie. Durante i playoff le Vu Nere cambiano anche campo di gioco, tornando dopo oltre vent’anni allo storico PalaDozza. Nel primo anno dopo il ritorno in serie A, la squadra ha giocato la stagione in alti e bassi dovuti alla inesperienza sia del coach sia dei giocatori. Nonostante ciò si qualifica per le Final Eight di Coppa Italia ma viene eliminata al primo turno. Alla fine del campionato non riesce a qualificarsi ai playoff di campionato. La stagione 07-08 inizia con cessioni e arrivi sia a livello dei giocatori sia dei dirigenti, comunque la società ha costruito una buona squadra tale da poter ben figurare anche nella prima partecipazione, dopo 10 anni, alla Basketball Champions League.

 

1929· Fondazione della Virtus Pallacanestro Bologna, sezione pallacanestro della Società di Educazione Fisica Virtus, con sede a Bologna.

1934· Vince il torneo di Prima Divisione, promossa in Divisione Nazionale.

1935· 3ª in Divisione Nazionale.

1936· 2ª in Divisione Nazionale.

1936-37· 2ª nel girone B di Divisione Nazionale.

1037-38· 2ª in Serie A.

1938-39· 3ª in Serie A.

1939-40· 2ª in Serie A.

1940-41· 6ª in Serie A.

1941-42· 3ª in Serie A.

1942-43· 2ª in Serie A.

1945-46· Campione d’Italia (1º titolo).

1946-47· Campione d’Italia (2º titolo).

1947-48· Campione d’Italia (3º titolo).

1948-49· Campione d’Italia (4º titolo).

1949-50· 2ª in Serie A.

1950-51· 3ª in Serie A.

1951-52· 2ª in Serie A.

1952-53· 2ª in Serie A.

1953-54· 3ª in Serie A.

1954-55· Campione d’Italia (5º titolo).

1955-56· Campione d’Italia (6º titolo).

1956-57· 2ª in Elette.

1957-58· 2ª in Elette.

1958-59· 2ª in Elette.

1959-60· 2ª in Elette.

1960-61· 2ª in Elette.

1961-62· 3ª in Elette.

1962-63· 3ª in Elette.

1963-64· 3ª in Elette.

1964-65· 3ª in Elette.

1965-66· 4ª in Serie A.

1966-67· 6ª in Serie A.

1967-68· 3ª in Serie A. – Ottavi di finale di Coppa Italia.

1968-69· 10ª in Serie A. – Quarti di finale di Coppa Italia.

1969-70· 8ª in Serie A. – Quarti di finale di Coppa Italia.

1970-71· 10ª in Serie A. – Ottavi di finale di Coppa Italia.

1971-72· 5ª in Serie A. – Quarti di finale di Coppa Italia.

1972-73· 6ª in Serie A. – Quarti di finale di Coppa Italia.

1973-74· 5ª in Serie A. – Vince la Coppa Italia (1º titolo).

1874-75· 4ª in Serie A1, 4ª nella Poule scudetto.

1975-76  3ª in Serie A1, campione d’Italia (7º titolo).

1976-77· 1ª in Serie A1, finale dei play-off scudetto.

1977-78· 3ª in Serie A1, finale dei play-off scudetto. – Finale di Coppa delle Coppe.

1978-79· 2ª in Serie A1, campione d’Italia (8º titolo).

1979-80· 2ª in Serie A1, campione d’Italia (9º titolo).

1980-81· 5ª in Serie A1, finale dei play-off scudetto. – Finale di Coppa dei Campioni.

1981-82· 5ª in Serie A1, semifinali dei play-off scudetto.

1982-83· 5ª in Serie A1, quarti di finale dei play-off scudetto.

1983-84· 2ª in Serie A1, campione d’Italia(10º titolo).Vince la Coppa Italia (2º titolo).

1984-85· 7ª in Serie A1, quarti di finale dei play-off scudetto.Quarti di finale di Coppa Italia.

1985-86· 7ª in Serie A1, ottavi di finale dei play-off scudetto. Quarti di finale di Coppa Italia.

1986-87· 3ª in Serie A1, quarti di finale dei play-off scudetto. Quarti di finale di Coppa Italia.

1987-88· 6ª in Serie A1, ottavi di finale dei play-off scudetto. Ottavi di finale di Coppa Italia.

1988-89· 3ª in Serie A1, semifinali dei play-off  scudetto.Vince la Coppa Italia (3º titolo).

1989-90· 5ª in Serie A1, quarti di finale dei play-off scudetto. Vince la Coppa Italia (4º titolo). Vince la Coppa delle Coppe (1º titolo).

1990-91· 3ª in Serie A1, semifinali dei play-off scudetto. Quarti di finale di Coppa Italia.

1991-92· 4ª in Serie A1, semifinali dei play-off scudetto. Semifinali di Coppa Italia.

1992-93· 1ª in Serie A1, campione d’Italia (11º titolo). Finale di Coppa Italia.

1993-94· 1ª in Serie A1, campione d’Italia (12º titolo). 3ª in Coppa Italia.

1994-95· 1ª in Serie A1, campione d’Italia (13º titolo). Quarti di finale di Coppa Italia.

1995-96· 1ª in Serie A1, semifinali dei play-off scudetto.Vince la Supercoppa italiana (1º titolo). 3ª in Coppa Italia.

1996-97· 3ª in Serie A1, semifinali dei play-off scudetto. Vince la Coppa Italia (5º titolo).

1997-98· 1ª in Serie A1, campione d’Italia (14º titolo). Finale di Supercoppa italiana. Semifinali di Coppa Italia. Vince l’Eurolega (1º titolo).

1998-99· 3ª in Serie A1, semifinali dei play-off scudetto. Finale di Supercoppa italiana. Vince la Coppa Italia (7º titolo). Finale di Eurolega.

1999-00· 2ª in Serie A1, semifinali dei play-off scudetto. Finale di Supercoppa italiana. Finale di Coppa Italia. Finale di Coppa Saporta.

2000-01· 1ª in Serie A1, campione d’Italia (15º titolo). Finale di Supercoppa italiana. Vince la Coppa Italia (7º titolo). Vince l’Eurolega (2º titolo).

2001-02· 3ª in Serie A, semifinali dei play-off scudetto. Semifinali di Supercoppa italiana Vince la Coppa Italia (8º titolo). Finale di Eurolega.

2002-03· 14ª in Serie A, non si iscrive alla stagione successiva per fallimento. Finale di Supercoppa italiana.

2003: Acquista il titolo sportivo dal Progresso Castelmaggiore, ammessa in Legadue.

2003-04· 3ª in Legadue, finale dei play-off promozione.

2004-05· 2ª in Legadue, vince i play-off promozione, promossa in serie A.

2005-06· 9ª in Serie A.

2006-07· 2ª in Serie A, finale play-off scudetto. Finale di Coppa Italia. 4ª in FIBA EuroCup.

2007-08· 16ª in Serie A. Finale di Coppa Italia.

2008-09· 5ª in Serie A, quarti di finale dei play-off scudetto. Finale di Coppa Italia. Vince l’EuroChallenge (1º titolo).

2009-10· 5ª in Serie A, quarti di finale dei play-off scudetto. Finale di Supercoppa italiana. Finale di Coppa Italia.

2010-11· 8ª in Serie A, quarti di finale dei play-off scudetto. Finale di Supercoppa italiana. Quarti di finale di Coppa italia.

2011-12· 5ª in Serie A, quarti di finale dei play-off scudetto. Quarti di finale di Coppa Italia.

2012-13· 14ª in Serie A.

2013-14· 13ª in Serie A.

2014-15· · 8ª in Serie A, quarti di finale dei play-off scudetto.

2015-16· 16ª in Serie A

2016-17· 2ª nel girone Est di Serie A2, vince i play-off promozione, promossa in Serie A, campione d’Italia Dilettanti (1º titolo). Vince la Coppa Italia LNP (1º titolo).

2017-18…9° Serie A. Quarti di finale Coppa Italia

2018-19…Serie A.

 

Posizione

Bologna è un comune emiliano di oltre 380.000 abitanti capoluogo dell’omonima città metropolitana la quale, a sua volta, è il capoluogo della Regione Emilia-Romagna. Situato a 55 mt.s.m. tra il torrente Savena ed il fiume Reno in una pianura assai fertile, a ridosso di un gruppo di colline, ultime propaggini dell’Appennino Emiliano. Nella pianta della città sono facilmente identificabili le tre fasi del successivo ingrandimento dell’abitato; il centro romano, che occupa il cuore della città; le costruzioni medievali, che si sviluppano con strade a raggiera intorno al nucleo più antico; le abitazioni moderne, che in parte si allungano nelle due direzioni della Via Emilia e in parte si adagiano sui dolci pendii dei rilievi collinari. La cinta muraria, che delimitava il nucleo più antico venne, tra il 1327 ed il 1390, sostituita da un’altra più ampia, in gran parte abbattuta all’inizio di questo secolo; il suo antico tracciato corrisponde oggi ai viali di circonvallazione.

Storia

Sui resti di abitati dell’età del bronzo e del ferro, sorse nel sec. VII a.C. la città etrusca di Felsina, di cui resta l’importante necropoli. Fu occupata, alla fine del se. V dai Galli Boi, che si stanziarono nel territorio; sconfitti i Boi definitivamente da parte di P. Cornelio Scipione Nasica nel 191 a.C., nel 189 i Romani vi insediate una colonia latina di 3000 uomini, che di denominarono Bononia (il nome deriva, forse, da quello dei Boi). Divenuta presto un importante nodo stradale sulle Vie Emilia e Flaminia, dopo la guerra sociale (91-98 a.C.) fu Municipio ascritto alla tribù Lemonia. Da M. Antonio e da Augusto vi furono nuovamente insediate colonie; distrutta da un incendio nel 53 d.C., fu ricostruita dall’Imperatore Claudio. Dopo aver resistito all’assedio di Alarico, nel 410 fu distrutta dai Longobardi di Liutprando (727-728). Rimasta sotto l’esarcato di Ravenna, fu data da Pipino al Papato (756). Nel 902 fu saccheggiata dagli Ungari. La città si eresse a comune agli inizi del sec. XII, dopo che la Chiesa di Bologna divenne autonoma nei confronti di quella di Ravenna (1106). Il comune poi, secondo un processo al quale parteciparono molte città dell’Italia Settentrionale, estese il suo potere sul contado costringendo i nobili a inurbarsi; è a questo periodo che risalgono le lotte tra le due fazioni dei Geremei e dei Lambertazzi. Nel Duecento, infine, con il trionfo del partito popolare, godette di un periodo di grande splendore e operò una serie di riforme che rafforzarono il Comune. Durante tutto il secolo sostenne la causa Guelfa contro Federico II, di cui tenne prigioniero il figlio Enzo. Quando tuttavia il partito Guelfo, dopo la battaglia di Benevento (1266) si affermò in Italia, iniziò per Bologna un periodo di decadenza; Rodolfo d’Asburgo, infatti, l’assoggettò al Papato, in favore del quale l’Imperatore aveva rinunciato ai diritti sull’esarcato (1247). Dal 1401 al 1512 fu sotto la Signoria dei Bentivoglio, periodo questo di splendore e progresso della vita culturale, civile ed economica della città. Ripristinata l’autorità della Chiesa, seguì gli eventi dello Stato Pontificio; il 19 Giugno 1796, durante la Campagna d’Italia, fu occupata dalle truppe francesi e Napoleone vi stipulò l’armistizio con Pio VI. Il 20 Settembre con Ferrara, Modena e Reggio, costituì la Repubblica Cispadana di cui fu capitale. Il 27 Luglio 1797 fu annessa alla Repubblica Cisalpina. Nel 1814 tornò allo Stato della Chiesa. Il 4 Febbraio 1831 si sollevò contro il governo pontificio e fu sede delle Provincie Unite; nel 1848, l’8 Agosto, la sua popolazione combattè generosamente contro gli Austriaci. Nel 1859 si staccò dallo Stato della Chiesa, prima con la Dittatura dei Cipriani, poi con il plebiscito dell’11-12 Marzo. Durante la seconda guerra mondiale, nell’aprile del 1945, gli Alleati iniziarono contro la città, occupata dai Tedeschi, un’offensiva decisiva che segnò il principio della fine per il sistema difensivo tedesco dell’Italia Settentrionale.

Nativi (basket)

Giulio Gazzotti, cestista; Alessandro Piazza, cestista; Claudio Tommasini, cestista; Michele Vitali, cestista; Daniele Albertazzi, ex cestista; Luca Ansaloni, ex cestista; Marco Bergonzoni, ex cestista; Paolo Bergonzoni, ex cestista; Gianfranco Bersani, ex cestista;  Mauro Bonaiuti, ex cestista; Davide Bonora, ex cestista; Paolo Conti, ex cestista; Sergio Ferriani, ex cestista; Germano Gambini, ex cestista; Pietro Generali, ex cestista; Gelsomino Girotti, ex cestista; Davide Lamma, ex cestista; Giancarlo Marinelli, ex cestista; Moris Masetti, ex cestista; Matteo Negri, ex cestista; Carlo Negroni, ex cestista; Bruno Pirazzoli, ex cestista; Renzo Ranuzzi, ex cestista; Stefano Ranuzzi, ex cestista; Luigi Rapini, ex cestista; Massimiliano Romboli, ex cestista; Venzo Vannini, ex cestista;