Anteprima campionato D.N.A. Gold (24° giornata)

Basta pensare cosa successe all’andata per capire che Trieste sarà un altro banco di prova assai impegnativo per la Manital Torino. Inutile girarci intorno: il canestro con cui Carra gelò il PalaRuffini a fil di sirena pesa come un macigno sulla classifica dei gialloblù… Vero che anche Capo d’Orlando contro i friulani ha patito la stessa sorte tra le mura amiche, vero che qualsiasi grande squadra incappa sempre in una giornata storta cedendo ad un pronostico apparentemente a senso unico (a Trento è capitato con Ferentino), vero che alla lunga c’è sempre un riequilibrio e che i veri valori vengono a galla. Tutto vero, ma a conti fatti quelli che Trieste conquistò con pieno merito restano per Torino due punti persi per strada, e non c’è dubbio che la Manital scenderà in campo al PalaTrieste con una grande voglia di vendicare quella sconfitta sicuramente non preventivata.

Sarà dunque un altro test valido per verificare la crescita di squadra della truppa di Pillastrini. Dopo la derelitta Imola, Trieste (insieme a Ferentino) è la squadra che ha ceduto più volte lo scalpo di fronte al pubblico amico: 6 sconfitte su 11 gare disputate. Ma se nel girone d’andata il PalaTrieste si era rivelato un autentico colabrodo (2 vinte 6 perse), a dispetto di un record da trasferta non certo da terzultima della classe (3 vinte 4 perse), finora nel girone di ritorno i giuliani hanno sempre vinto sul parquet di casa superando nell’ordine Imola, Jesi e Trapani. Tra le big, le uniche ad essere finora cadute in Friuli sono Verona e Barcellona, entrambe all’andata. C’è poco da star tranquilli, insomma, a dispetto dei 14 punti di differenza in classifica. La Pallacanestro Trieste sta infatti attraversando un buon momento di forma che dopo tante sofferenze l’ha riportata in una posizione più tranquilla, sei punti sopra la quota salvezza. Proprio per questo, proprio ora, i ragazzi di Dalmasson non possono permettersi cali di concentrazione: una nuova vittoria su Torino rappresenterebbe senza dubbio un colpo di prestigio in grado, probabilmente, di mettere in ghiaccio la stagione prima ancora del temibile scontro diretto con Forlì in programma alla penultima giornata.

Per la Manital, quello di domenica rimane comunque un turno favorevole, almeno sulla carta, e possibilmente da sfruttare, visto che le sue due dirette concorrenti sono attese da trasferte teoricamente più insidiose. A livello di potenziale tecnico e di talento non c’è dubbio che Torino sia superiore, ma Trieste, uno dei roster più giovani di tutta la Adecco Gold, è squadra imprevedibile e tenace: la classica squadra che se incontra la giornata giusta e prende fiducia può essere in grado di far male a chiunque. Come domenica scorsa, quando è riuscita a sbancare il parquet di Ferentino, una delle formazioni più in forma del torneo. Rispetto all’andata non ci sarà più Ryan Hoover (tornato a Jesi), che infilò 23 punti, ben rimpiazzato però da un Brandon Wood che in sei partite viaggia a una media di 17.5 punti a partita. Niente male davvero: a Steele, Bowers e Gergati il compito di tenere a bada il pericoloso play-guardia pescato da Firenze (Silver). Ma non sarà il solo da tenere d’occhio, come insegna il match d’andata, in cui oltre a Carra anche i lunghi Diliegro e Candussi diedero parecchio filo da torcere ai torinesi.

Torniamo a Trento e Capo d’Orlando. La capolista Aquila Basket sarà di scena a Jesi su uno dei campi più insidiosi e meno battuti della Gold: la Fileni BpA, rivoluzionata dagli infortuni di Goldwire e Mason Rocca e dagli inserimenti di Hoover e Di Giuliomaria, vorrà oltretutto riscattare l’ultimo ko interno con Casale ed approfittare del turno casalingo per tenere a distanza Forlì nella lotta salvezza. L’Upea, che dopo la partenza di Cefarelli ha invece puntellato il suo roster inserendo sotto le plance Rudy Valenti (ex Lucca, fresca esclusa dal campionato di Silver), sarà invece di scena a Napoli nell’anticipo di sabato sera: se per l’Expert quella di domenica scorsa a Torino era senza dubbio una delle ultime chanche per reinserirsi nella zona playoff, il match con Capo d’Orlando sarà probabilmente l’ultima spiaggia. La Napoli vista al PalaRuffini ha certamente le carte in regola per mettere in difficoltà l’Upea.

Il match più interessante della nona di ritorno si gioca però a Biella dove l’Angelico riceve la Sigma Barcellona, entrambe appaiate a quota 28 con quattro punti di buono sulla gran bagarre: chi vince non solo può blindare la qualificazione playoff, ma potrà ancora ambire a lanciarsi all’inseguimento del terzetto in fuga. Un match di spessore che metterà in palio punti pesanti e una bella dose di consapevolezza nei propri mezzi: sarà interessante vedere quale sarà l’impatto dell’assenza di Laganà su Biella, che ha appena ingaggiato il play Bloise ma che verosimilmente promuoverà Berti come regista titolare, e quale sarà il volto della Barcellona di Calvani, alle prese con l’infortunio di Maresca (ancora in forse) e al primo vero banco di prova dopo l’incredibile ko a Capo d’Orlando e tre partite in fila contro le ultime tre della classe. A questo scontro diretto guarda da un punto privilegiato la Tezenis Verona, appaiata ad Angelico e Sigma e con in tasca un filotto di quattro vittorie, che non dovrebbe avere grossi problemi ad espugnare Imola: alla Scaligera, in caso di vittoria, toccherà l’ingrato compito di decretare la retrocessione matematica dell’Aget Service, da tempo in smobilitazione per risparmiare quattrini e preservare almeno il titolo della futura Silver, che in settimana ha ceduto anche Ian Youg a Firenze.

E veniamo alla gran bagarre playoff, con una giornata che promette scintille. Partiamo da un dato di fatto: le tre squadre a quota 24, di cui una sola al momento passerebbe, saranno tutte di scena in casa. Due di loro, Trapani e Brescia, sono attese da scontri diretti con le loro più immediate inseguitrici, rispettivamente Casale e Ferentino, appaiate a quota 22. Con sei partite ancora da giocare non potrà essere una giornata decisiva, ma certo sarà uno snodo cruciale per tutte, anche sotto il profilo psicologico: se le tre davanti riusciranno a sfruttare il turno casalingo, scaveranno un solco di 4 punti che a questo punto della stagione peserà non poco. Tanto più che Lighthouse e Centrale del Latte, avendo già vinto all’andata in trasferta, metterebbero in cassaforte un 2-0 nello scontro diretto che di fatto taglierebbe fuori Novipiù e Fmc dalla lotta playoff: per loro sarà dunque una sorta di ultima spiaggia. Due blitz esterni avrebbero invece l’effetto di livellare nuovamente la classifica, creando un’ammucchiata furibonda a quota 24. Non che le eventuali vittorie di Trapani e Brescia renderebbero la lotta playoff meno accesa, ma certo restringerebbero la platea delle pretendenti. Chi ha invece l’obbligo di sfruttare il turno sulla carta abbordabile è la Gzc Veroli, che arriva da tre sconfitte consecutive e che contro Forlì ha l’obbligo di tornare a macinare punti, anche perché un ennesimo ko potrebbe avere effetti devastanti anche dal punto di vista del morale. Ma il Credito di Romagna è tutt’altro che una squadra materasso: i forlivesi provengono da ben cinque sconfitte di fila e la salvezza, se non arriva una brusca inversione di rotta, rischia di diventare un miraggio. Anche qui, insomma, le motivazioni non mancano.