Punto sul Campionato D.N.A. Gold (25° giornata)

Di fronte al bivio, Torino ha imboccato la via della crisi. Crisi di risultati, con quattro sconfitte nelle ultime cinque partite, tutte decise nel bene e soprattutto nel male all’ultimo secondo… Crisi di identità, con una squadra che, al completo ormai da tre mesi, non ha ancora trovato una sua fisionomia e che non riesce ad esprimere, a livello di gioco, l’enorme potenziale che si annida nel suo roster. Sono tante le fotografie del momento negativo in casa Pms: dalla pessima gestione dell’ultimo minuto di gioco nella partita contro Trento, in cui sono state compiute scelte quanto meno discutibili, alle dichiarazioni sui giornali in cui il patron Paolo Terzolo ha di fatto sfiduciato pubblicamente coach Stefano Pillastrini. Non esente da responsabilità nemmeno lui, ma le colpe non possono essere certamente tutte sue e vanno quanto meno ripartite tra dirigenza, staff tecnico e giocatori, che sono poi gli attori che scendono in campo.

Insomma: situazione molto delicata, per certi versi esplosiva. Difficile prevedere cosa succederà nelle prossime ore. Quello che domenica è parso chiaro al caloroso pubblico del PalaRuffini (ancora una volta tutto esaurito) è che qualcosa ribolle all’interno dello spogliatoio, che la squadra non è serena e che urgono probabilmente dei chiarimenti interni per poter andare avanti, ammesso che gli strappi si possano ancora ricucire senza soluzioni traumatiche. Il problema non sta nell’aver perso di un punto, 69-70, in casa contro la capolista, lottando per altro fino all’ultimo, ma in tutto ciò che ci sta intorno. Di per sé, le attenuanti non mancherebbero: Gergati (autore del 67-66 a 26” dalla fine) e soprattutto Amoroso in precarie condizioni fisiche; idem per Wojciechowski, l’ombra del giocatore visto l’anno scorso, tenuto in campo per due minuti e mezzo e al primo erroraccio fatto accomodare in panchina.

Quello che è mancato, ancora una volta, sono stati il gioco di squadra, statico e privo di idee in fase di costruzione, e una difesa che troppo spesso ha lasciato Pascolo (21) e compagni (decisivi anche Triche con 20 e l’ex Baldi Rossi con 13) arrivare al canestro con una facilità disarmante. E non dimentichiamo che l’Aquila è scesa in campo senza BJ Elder, e chi c’era all’andata al PalaTrento ricorda sicuramente quale sia il peso specifico dell’ala americana nel roster di Buscaglia. Merito a Trento, dunque, che nonostante non possa certo vantare la panchina più lunga della Gold conferma di essere lassù non per caso e di avere tutti i mezzi per puntare al grande salto. Per la Manital invece, sorretta da un Mancinelli (17) stoico nello stringere i denti di fronte ad un problema alla caviglia e da un Bowers (14) che per lo meno ha saputo prendersi qualche iniziativa in più, questa sconfitta significa di fatto l’addio alla corsa al primo posto. A cinque giornate dalla fine, Trento è a +4 e Capo d’Orlando a +2 ma con entrambe il computo degli scontri diretti è uno 0-2 su cui c’è molto da riflettere in prospettiva playoff. Playoff che a questo punto non appaiono nemmeno così scontati: agganciata da Biella e Verona a quota 32 e con Barcellona che insegue a 30, Torino ha ancora sei lunghezze di vantaggio sul trio Veroli-Ferentino-Trapani, ma senza una reazione da grande squadra tutto è in discussione.

A tallonare la capolista Trento rimane dunque soltanto l’Upea Capo d’Orlando (Mays 16, Archie 14), vittoriosa nettamente 75-59 sulla Gzc Veroli, ora staccata di quattro punti da Barcellona e più che mai invischiata nella lotta per il settimo posto. Chi continua ad andare come un treno sono l’Angelico Biella e la Tezenis Verona, reduci entrambe da ben sei successi di fila: una cavalcata trionfale che in un mese e mezzo le ha portate dai margini della zona playoff fino ad insidiare le posizioni di vertice. I lanieri hanno schiacciato la Fileni BpA Jesi 112-70 in una gara a senso unico marchiata da una prestazione-monstre di Alan Voskuil: 40 punti, 12/19 da tre e 45 di valutazione. A chi pensava che il brutto infortunio di Laganà potesse dare il colpo di grazia alla stagione di Biella, i terribili ragazzi di Corbani stanno rispondendo con i fatti, e non dimentichiamo che Biella, dalla sua, ha il vantaggio morale di poter giocare senza eccessive pressioni. Gli scaligeri stanno invece venendo fuori alla distanza come una delle squadre meglio attrezzate del campionato: con un ultimo quarto di grande personalità, la Tezenis (Boscagin 20, Smith e Taylor 17) ha schiantato la resistenza di una pur ottima Expert Napoli vincendo 86-74 e confermando di aver trovato quella quadratura del cerchio più volte sfiorata, ma fino ad ora mai concretizzatasi durante la stagione. Per Napoli, sempre staccata di quattro lunghezze dal settimo posto, non è ancora il colpo di grazia alle residue ambizioni playoff, ma poco ci manca.

Impressiona anche il 90-48 con cui la Sigma Barcellona (Young 21, Collins 20) ha asfaltato la Pallacanestro Trieste: che il gap tra le due formazioni fosse notevole era cosa nota, ma va ricordato che i giuliani arrivavano da un buon periodo di forma e che più volte, lontano da casa, hanno messo a segno colpi ad effetto. Le prime sei, al netto della crisi di Torino tutta da decifrare e al di là di quale potrà essere la griglia playoff, hanno dunque staccato il biglietto per la post-season, così come in Silver la Moncada Agrigento ha ormai virtualmente in tasca il primo posto che vale la promozione in Gold e la partecipazione ai playoff per salire in Serie A: a +10 su Omegna, che però ha una partita in meno, ai siciliani basta vincere la prossima partita a Roseto oppure anche solo sperare in un ko di Omegna a Mantova per conquistare la matematica promozione. A oggi la vera bagarre è quindi quella per la conquista dell’ultimo posto playoff. Chi è balzato improvvisamente in pole position è la Fmc Ferentino (Green 19), protagonista di un girone di ritorno da prima della classe, che ha surclassato la Lighthouse 75-55 agganciando proprio Trapani e Veroli a quota 26 e mettendo in cassaforte un preziosissimo 2-0 nello scontro diretto con entrambe che vale oro.

Alle loro spalle, a quota 24, rimane comunque in corsa il tandem Casale-Brescia. Lo scontro diretto di domenica ha visto la Novipiù (Martinoni 17 più altri cinque giocatori in doppia cifra) rialimentare la propria fiammella con un 83-77 frutto di una grande rimonta nell’ultimo quarto: una vittoria che vale il 2-0 nel doppio confronto con la Centrale del Latte che a questo punto, pur restando teoricamente in corsa, vede ridursi in modo drastico le proprie chanche playoff, avendo tutti gli scontri diretti a sfavore. In coda Forlì conquista i due punti della disperazione passeggiando in scioltezza contro Imola: con l’86-58 sull’Aget Service il Credito di Romagna si riporta a -4 su Jesi con cui ha lo scontro diretto a favore. Nulla è ancora perduto, ma inutile dire che i 2 punti di penalizzazione pesano come un macigno sulla classifica dei forlivesi.