LA PMS RITORNA AL REGINA MARGHERITA

Dopo la prima visita, organizzata nel periodo natalizio, i ragazzi erano stati chiari: “Vogliamo assolutamente ritornare”. Ascoltai le loro parole con grande entusiasmo, ma anche con la convinzione che, quando la stagione sportiva sarebbe diventata più “intensa”, gli impegni agonistici avrebbero preso il sopravvento sulle ottime intenzioni…

Ecco perché quando ho ricevuto la telefonata della squadra, un sentimento di sorpresa misto a gioia mi ha inebriato. “Domenico, abbiamo deciso di ritornare quanto prima al Regina Margherita”. Dopo aver chiamato Irene, della Fondazione Forma Onlus, abbiamo organizzato il tutto per mercoledì 26 febbraio alle 10.30: il ritorno dei ragazzi della PMS Torino nel complesso ospedaliero infantile diventato un punto di riferimento in Italia. Lorenzo Gergati, Valerio Amoroso, Marco Evangelisti, Daniele Sandri e, seppur non presente fisicamente certamente presente con lo spirito, Massimo Chessa, attualmente in forza alla Dinamo Sassari, presente e partecipe al primo incontro.

Una bellissima mattinata, trascorsa regalando sorrisi e tenendo compagnia a bimbi più o meno grandi, con patologie più o meno gravi: incontrando nuovamente piccoli pazienti che da fine dicembre non hanno ancora avuto la possibilità di abbandonare questa struttura, accogliente fin che si vuole, ma certamente meno della propria casa. Oppure facendo la conoscenza di nuovi ospiti, regalando loro un pallone, un calendario, una maglietta e ciò che nella società di oggi vale molto più di tutto: il proprio tempo.

Sono convinto che succederà ancora, che il mio telefono squillerà e che il gruppo si allargherà: è bello vedere ragazzi fortunati, intelligenti, belli e di successo, ritornare allo stato “infantile”, giocare con i bambini, colorare e disegnare sui quaderni PMS, passarsi la palla trasformando una corsia di un ospedale in un parco giochi temporaneo. Con primari, infermiere e dottori che, sorridenti, assistono al miracolo della “normalità” in un ospedale.

Questo racconto nasce dal tentativo di trasmettere le emozioni contrastanti che hanno animato la mia giornata, tra sorrisi e pugni nello stomaco figurati, ma dall’impatto fisico molto simile a quelli reali: sicuro che le mie sensazioni siano state condivise anche da “Gerga”, “Vale”, “Eva” e “Sandro”. Persone speciali, in campo e, soprattutto, fuori.

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